Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Incendi e parco, scambio di accuse e carte bollate

L'ex presidente Bombino non ha condiviso le affermazioni di Leo Autelitano sulle responsabilità relative al progetto eco-pastore e annuncia querele

Giuseppe Bombino

"Le reiterate quanto infondate asserzioni rivolte alla mia persona mi inducono a spostare su altro campo questa disputa. Pertanto, anche al fine di non occupare ulteriormente gli spazi della comunicazione, in un momento in cui, semmai, occorrerebbe dare voce al popolo d'Aspromonte, ho conferito al mio legale, avvocato Natale Polimeni, il mandato di difendermi nelle opportune sedi giudiziarie”. È quanto afferma l'ex presidente del parco dell'Aspromonte Giuseppe Bombino, che in una nota replica alle affermazioni dell'attuale presidente dell'ente, Leo Autelitano. 

"La circostanza, - spiega Bombino - tuttavia, è utile per fare chiarezza su alcune questioni. Il progetto eco-pastore - custode della natura, da me fortemente voluto, aveva, come è noto, un carattere sperimentale. Tale prerogativa ha implicato la messa a punto di un rigoroso processo di validazione del metodo, nonché di una altrettanto seria e responsabile verifica dei risultati ottenuti. Il "modello preventivo", pertanto, sarebbe stato concretamente integrato nel piano antincendio del parco a conclusione di questo iter. La Sila e il Pollino, ad esempio, lo hanno fatto anche sulla base dell'esperienza presentata dal parco nazionale d'Aspromonte, tra il 2017 e il 2018, sia in Federparchi Calabria (presso l'assessorato all'Ambiente), sia in molte altre occasioni nell'ambito delle quali è stata evidenziata l'affidabilità della misura adottata”.

“D'altra parte, mi risulta che anche in ambito siciliano sia stata mostrata attenzione al progetto "eco-pastore". A vantaggio di chi disconosce il "funzionamento" di un ente parco, è utile evidenziare che la legge separa nettamente le competenze tra gli organi politico e gestionale. L'organo di vertice (consiglio direttivo) approva tutti i documenti di programmazione, quali, ad esempio, il bilancio di previsione con relativa relazione programmatica, nonché il piano della performance con cui vengono assegnati gli obiettivi all'organo di gestione. Ed è proprio in questi due importanti strumenti che si sarebbero dovuti rintracciare gli indirizzi che esplicitamente richiamavano l'importanza dei pastori nella prevenzione degli incendi boschivi”.

Il progetto eco-pastore, infatti, permea - spiega Bombino - una parte importante della relazione programmatica che accompagna il bilancio di previsione dell'anno 2018 (delibera n. 34 del 30.10.2017) e caratterizzava gli obiettivi strategici del piano della performance dello stesso anno (delibera n.2. del 29.01.2018)”. 

“Naturalmente, laddove richiesto - prosegue - documenterò nelle sedi dedicate gli atti appena citati. Nella dialettica che esiste tra gli organi di indirizzo e di gestione, resta in capo a quest'ultimo, e segnatamente al responsabile unico del procedimento, l'onere di assicurare l'attuazione e la continuità degli indirizzi e il raggiungimento degli obiettivi strategici prefissati. Anche in questo caso, mi riservo di documentare, con dovizia, le ragioni per le quali, proprio sul finire del mio mandato e nonostante i chiari indirizzi, sarebbe stato interrotto il progetto eco-pastore, l'unico che possa garantire una efficace prevenzione degli incendi boschivi”. 

“In ultimo, - conclude Bombino - si chiarisce che la giunta dell'ente ha prerogative in alcun modo assimilabili a quelle della giunta comunale: ha competenze meramente residuali, peraltro non soggette al controllo del ministero vigilante, delegate esplicitamente dal consiglio direttivo, per cui non vi è obbligo di convocazione. Laddove, dunque, la giunta abbia ritenuto di non convocarsi, è evidente che le eventuali relative istanze propositive sono state presentate direttamente in consiglio dai singoli componenti ed ivi deliberate, anche e soprattutto al fine di nulla sottrarre al controllo del ministero vigilante. E ciò è quanto si doveva per onore della verità".

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