Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

L'Aspromonte brucia, adesso tutti chiedono lo stato d'emergenza per gli incendi

Sono giornate di fuoco sul territorio metropolitano di Reggio Calabria. Nel pomeriggio la tragedia a San Lorenzo. Le reazioni del mondo politico e sindacale

L'Aspromonte brucia e le fiamme alte seminano morte e danni ingenti. Una tragedia annunciata, che lascia attoniti tutti. Così ecco che arrivano le reazioni.

"E' arrivata purtroppo poco fa la notizia che non avremmo mai voluto ascoltare. Due persone di Bagaladi, zia e nipote, sono morte oggi nel loro uliveto, nell'area del comune di San Lorenzo, a causa dell'enorme incendio che ha messo in ginocchio l'intera area grecanica. A loro il nostro pensiero in questo giorno funesto per la nostra Città Metropolitana, ai loro familiari ed amici il cordoglio da parte dell'intera comunità". Afferma il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà.  "In queste ore, con il coordinamento della Prefettura, stiamo continuando a monitorare la situazione che rimane gravissima. Diverse aree sono state evacuate per evitare il peggio. Rimaniamo in stretto contatto con i sindaci delle aree più colpite che stanno combattendo in prima linea per tentare di porre un argine all'emergenza".

“Ci troviamo davanti al dissesto idrogeologico del territorio- spiega Leo Autelitano, presidente del Parco d'Aspromonte – la condizione attuale è di grande preoccupazione, anche perché gli incendi “camminano” in concomitanza con i fenomeni climatici”, pensando al futuro, sostiene Autellitano “occorre programmare a livello pubblico interventi come la costruzione degli invasi per contribuire a umidificare l'ambiente e immagazzinare acqua e soprattutto ritornare ad una forestazione. Qua non si fa forestazione da 45 anni non bisogna far finta di non vedere. Bisogna curare il territorio”.

"In Calabria, in questo momento, sono attivi 57 incendi, contro i quali sono schierate 73 squadre di specialisti e diversi mezzi aerei. Regione, Calabria verde, Protezione civile, Prefetture e volontari stanno facendo il massimo per far rientrare al più presto l’emergenza", dice il presidente della Giunta calabrese, Nino Spirlì, dopo aver visionato il report di Calabria verde. Dei 57 incendi registrati, tredici sono nel Reggino. Le criticità maggiori, nel reggino, si riscontrano nei comuni di Roccaforte, Bagaladi, San Lorenzo dove sono impegnate 9 squadre, due canadair, un Ericsson, un elicottero regionale, dos di Calabria verde e vigili del fuoco.

"È un momento drammatico per moltissimi territori della Calabria e per interi nuclei familiari. Oggi più che mai, è necessario che tutti i cittadini usino il massimo della prudenza ed evitino comportamenti avventati e rischiosi. Adesso è il tempo dell’emergenza e dobbiamo mettere in campo tutte le energie per cercare di arginare gli incendi che, dal Pollino allo Stretto, hanno chiuso la Calabria in una morsa. Non ci fermeremo fin quando il peggio non sarà passato. Solo dopo – conclude il presidente – faremo la stima dei danni e cercheremo con ogni mezzo disponibile di individuare i responsabili. Perché, come ha avuto modo di ribadire anche il ministro Cingolani, circa il 70% dei roghi che stanno devastando i nostri territori è di origine dolosa e, quindi, criminale».

“Esprimo profondo cordoglio a tutta la Comunità Laurentina. Ho appena parlato con il presidente della Regione Nino Spirlì. La Regione è impegnata dal primo momento con uomini e mezzi a disposizione per domare quello è a tutti gli effetti un autentico disastro ambientale, per il quale è stato chiesto lo stato di calamità naturale. È quanto mai necessario seguire tutte le indicazioni che vengono impartite dagli operatori, sostiene Maria Tripodi deputato calabrese di Forza Italia.

Ancora Giuseppe Minnella, portavoce provinciale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore afferma: “le parole adesso non bastano: occorre che oltre lo stato di calamità naturale, le istituzioni in primis chiedano l’apertura immediata di una inchiesta tesa a far luce sulle cause degli incendi al fine di scoprire se dietro i roghi vi sia una vera e propria associazione a delinquere. Appena poche settimane fa, prima del sorgere dell’emergenza, veniva presentata la “Campagna Antincendio Boschivo 2021” di Calabria verde: i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Le nostre montagne sono ormai abbandonate, prive di manutenzione, cittadini che oltre a scontare i disagi dell’isolamento devono fare i conti con l’abbandono da parte delle istituzioni e con quei criminali che si prestano ad appiccare il fuoco per un oscuro tornaconto. Proprio nei minuti in cui scriviamo si apprende delle prime due vittime dovute ai roghi: alle famiglie delle vittime, agli imprenditori e agricoltori che hanno perso tutto la sincera ma, purtroppo inutile, solidarietà del Movimento Sociale”.

“Dopo le fiamme che hanno interessato le frazioni collinari di Reggio Calabria, Ortì, Vinco, Vito, Oliveto fino ad arrivare a Pentimele, negli ultimi giorni si sono registrati vasti incendi – afferma il commissario provinciale di Reggio Calabria FDi, Denis Nesci - che hanno devastato i territori dell’area grecanica, da Caulonia a Grotteria, fino ai comuni di Bagaladi, San Lorenzo e Roccaforte del Greco; addirittura in questi ultimi, è stato necessario evacuare famiglie durante il corso della notte. Il peggio è stato scongiurato grazie all’intervento di Vigili del Fuoco e autorità, che, insieme ai lavoratori del Consorzio di bonifica e ai tanti volontari, che sono riusciti a domare e contingentare le fiamme. La Regione Calabria dichiari lo stato d’emergenza per i comuni e i territori devastati dalle fiamme, e per cittadini, imprese e attività che hanno subito ingenti danni. Soprattutto per ripristinare nel limite del possibile e lenire i danneggiamenti al patrimonio ambientale dei comuni colpiti, anche perché sono frazioni comunali che ricadono nel Parco d’Aspromonte, e nel quale risiedono alcuni tra i siti  naturalistici  o  architettonici  che costituiscono una fondamentale attrazione per il comparto turistico”. 

Ancora ecco che arriva anche la solidarietà di Sloow Food: “Due giorni di “fuoco”, due giorni che hanno cancellato la straordinaria macchia mediterranea dell’Aspromonte greco. Ridotto a cenere il paesaggio fatto di boschi,  di uliveti e frutteti, di ortaggi; un paesaggio ridotto a cenere dove l’aria è diventata pesante, irrespirabile. Amare e tristi circostanze che si ripresentano ogni anno, a cui non si trovano soluzioni, se pur complesse vanno trovate. Da Oliveto a Motta San Giovanni, da San Lorenzo a Bagaladi, a Roccaforte del Greco, lo scenario è desolante, ettari ed ettari letteralmente in fumo, boschi e terreni agricoli che sono stati fonte di sostentamento economico delle comunità locali, spariti in due giorni! Noi di Slow Food Reggio Calabria siamo direttamente coinvolti, non solo perché in questa specifica area operiamo da moltissimi anni, ma anche perché i nostri soci Peppe e Francesco hanno subito ingenti danni, oltre naturalmente a tantissimi altri abitanti che, come loro, s’impegnano a mantenere viva la Terra d’appartenenza tutelando l’immenso patrimonio di biodiversità agricola e animale. Condividiamo i loro messaggi accorati che non sono solo grida di dolore, ma sono anche voglia di non arrendersi, di ricominciare, proprio dalla terra dei greci di calabria, una terra dalle radici profonde”.

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