Bruciato il portone del consultorio diocesano: la solidarietà del mondo civile e politico

La notte scorsa il Consultorio familiare diocesano "Pasquale Raffa" è entrato nel mirino dei soliti ignoti che hanno incendiato l'ingresso della struttura

Il centro

La notte scorsa il Consultorio familiare diocesano "Pasquale Raffa" è entrato nel mirino dei soliti ignoti che hanno bruciato con una bottiglia incendiaria il portone della struttura. Il gesto ha scatenato in città sdegno e vicinanza per i responsabili del centro.

Per ProVita & Famiglia questo è "un gesto che ferisce gli operatori e i professionisti del Centro che, ispirati dalla loro fede cristiana, mettono a servizio per la città, in particolare a sostegno delle persone più deboli, le loro competenze e la loro sensibilità. Un gesto che ferisce tutta la città perché negli anni il Centro si è distinto per aver accolto tante situazioni di fragilità diventando un punto di riferimento, non solo per la promozione di una cultura della Vita, ma anche per tante persone, mamme, giovani, coppie con difficoltà economiche e materiali o bisognose di supporto psicologico.

Siamo certi che tali atti potranno solo incendiare ancora di più i cuori di chi anima il Consultorio familiare e al presidente del Centro, dott. Roberto Pennisi, a tutto lo staff che opera all’interno del Consultorio, e a don Marco Scordo che nella parrocchia del Crocifisso ospita la struttura".

"Gesto vile, ancor più indecente considerato che è stato perpetrato nei confronti di chi, da più di 30 anni, opera in favore della comunità", ha commentato Antonino Minicuci, candidato a sindaco della coalizione di centrodestra.

"Viviamo un momento storico in cui valori importanti come l’altruismo e la volontà di sostenere gli ultimi sono messi in discussione. Realtà come il Centro servizi sociali per la famiglia sono più che mai baluardi fondamentali, soprattutto in un territorio come il nostro. Episodi come quello accaduto ieri notte, non fanno che aumentare lo sconforto e l’allarme sociale. Dobbiamo lavorare tanto in questa direzione, difendendo
con le unghie chi opera con sacrificio nel campo del sociale.

A don Marco Scordo, parroco del Crocifisso, a Roberto Pennisi, direttore del “Centro servizi sociali per la famiglia” e in generale a tutti i cittadini che operano e fanno parte del centro, io e tutta la coalizione di centrodestra rivolgiamo un pensiero di sentita vicinanza. Vi abbracciamo, siamo con voi".

Solidarietà anche dall'Ordine dei medici e dei chirurghi di Reggio Calabria al direttore del “Centro servizi sociali per la Famiglia”, il ginecologo Roberto Pennisi, ed a tutti i volontari medici ed operatori che lavorano all’interno dello stesso Centro, per l'intimidazione nei confronti di una struttura, collocata nello stabile della parrocchia San Sebastiano Martire al Crocifisso e voluta dalla Curia arcivescovile, dal dottore Lucio Raffa e con il sostegno dell’attuale parroco don Marco Scordo, che da circa quarant’anni si adopera per assistere non solo le gestanti, ma anche le coppie in difficoltà e quanti si trovano in stato di particolare bisogno.

"Si tratta di un gesto inqualificabile, oltre che inspiegabile che mortifica tutte le professionalità che si spendono gratuitamente, professionisti che ogni giorno con grande spirito di solidarietà si dedicano all’ascolto ed al supporto di persone fragili, bisognose di attenzioni e cure, in un contesto, quello del territorio reggino, in cui sono evidenti le disfunzioni del sistema socio-sanitario. A tutti loro giunga un abbraccio
simbolico da parte dell’Ordine dei medici nella speranza che venga presto fatta luce sull’inqualificabile gesto".

"Gesto a opera di ignoti che però si riconoscono subito per vigliaccheria e per il loro disprezzo alla vita e per i più deboli", commenta il Cenacolo culturale impertinente Stanza101. "Il Consultorio, infatti, è ormai un punto di riferimento sul territorio reggino per tanti giovani e meno giovani che vivono particolari difficoltà sia economiche sia psicologiche ma in questa struttura trovano accoglienza, sensibilità e professionalità.

L’opera del Centro è animata da professionisti e volontari che con serietà, delicatezza e discrezione danno continua assistenza a decine e decine di situazioni di fragilità diffuse nella nostra città, in particolare fra le fasce dei più deboli e degli emarginati. Per questo l’atto intimidatorio subito è anche una ferita a tutta la comunità reggina!

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A tutto il Consultorio diocesano familiare va la solidarietà di “Stanza101” e il nostro incoraggiamento nel proseguire a diffondere una cultura a promozione della vita con la preziosa opera di carità spirituale e materiale che con dedizione e serietà opera nella nostra difficile città di Reggio Calabria".

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