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Maxi incendio di rifiuti, il Comitato: "Archi brucia, sindaco e giunta dormono"

Questa notte è stata data alle fiamme la mega discarica di Archi Cep, vicino all’ex Facoltà di Giurisprudenza. Sul posto l'intervento dei vigili del fuoco del comando provinciale

Reggio brucia. Ieri sera, verso le 23, è stata data alle fiamme la mega discarica di Archi Cep, vicino all’ex Facoltà
di Giurisprudenza.  A darne notizia è il comitato di quartiere Il Popolo di Archi che nella notte ha tempestivamente contattato i vigili del fuoco. "L’incendio - si legge in una nota - è avanzato fino a divampare per tutta l’area interessata da rifiuti di ogni tipo e causando una nube tossica cancerogena. Inoltre, in zona vi sono diverse persone con  patologie a rischio tra cui asma e tumore.

Nella zona antistante è presente anche una telecamera che purtroppo, però, non punta proprio sulla  discarica e oltretutto non si conosce se la stessa sia attiva e adoperabile. Sempre in quel preciso punto vi è anche una colonia felina che è  dovuta scappare per ripararsi dalle fiamme e dalle tossine che l’incendio rilasciava".

Questa discarica, scrive il Comitato "esiste da circa sei anni, proprio quando è stato imposto il porta a porta, ma il problema non è di per sé questo sistema, ma bensì come viene fatto funzionare e questo crea malumore tra i cittadini". 

Altra questione che crea malcontento secondo Il Popolo di Archi "è quella legata alla tassa sui rifiuti, tra le più alte d’Europa, che induce alcuni cittadini a ribellarsi con metodi incivili abbandonando i rifiuti in strada pensando di fare del bene". 

Il Comitato punta il dito sul "tormentone propagandistico di questi giorni da parte della giunta comunale e del sindaco metropolitano contro la Regione Calabria che ci sembra a dir  poco offensivo nei confronti dei cittadini, i quali si attendono una  risoluzione del problema e non polemiche misere da campagna elettorale spicciola.

Una giunta comunale e un sindaco irresponsabili in quanto hanno generato confusione in alcuni cittadini facendogli credere che la colpa del mancato ritiro dei rifiuti presso le abitazioni dei cittadini fosse dovuta a una responsabilità della Regione Calabria per via della chiusura delle discariche, quando, invece, sappiamo tutti che non è così, e ve lo spieghiamo nel dettaglio.

Ma non abbiamo mai visto, dal 2014 al gennaio 2020, che il sindaco metropolitano e la giunta comunale si scagliassero così veemente, oltretutto senza esito, contro la Regione Calabria, è chiaro il motivo per cui lo fanno solo ora, ma ignorano che i cittadini non sono stupidi e sono bene informati.

Infatti, la Città metropolitana di Reggio Calabria, per effetto della recente modifica della Legge Regionale n. 14/2014, ha acquisito la competenza della gestione del ciclo integrato dei rifiuti urbani, anche riguardo al segmento di trattamento e smaltimento dei rifiuti nell'intero ambito metropolitano (97 comuni).

La Regione Calabria ordina, con provvedimento n. 45 del 20 maggio 2020, alla Città metropolitana di Reggio Calabria: di individuare, entro 10 giorni dall'emanazione della presente ordinanza, siti di stoccaggio temporaneo dei rifiuti prodotti dagli impianti di trattamento dei rifiuti urbani. Entro i 30 giorni successivi, i soggetti sopra individuati, nelle more dell’ottenimento dell’autorizzazione secondo le previsioni di legge, procedono al loro allestimento e messa in esercizio, nel rispetto della normativa tecnica, ambientale e della sicurezza sui luoghi di lavoro;

di procedere, entro 20 giorni successivi all'emanazione della presente ordinanza, alla pubblicazione della gara per l’affidamento del servizio di gestione degli impianti di Siderno e Gioia Tauro unitamente ai lavori di riefficientamento necessari a garantire la completa funzionalità del termo-valorizzatore e l’adeguamento alle migliori tecnologie disponibili, la cui copertura finanziaria è assicurata dalla Regione Calabria per un importo pari a 12,20 milioni di euro a valere sulle risorse della Delibera CIPE n. 55/2016

di attivare i conferimenti nel lotto I della discarica di loc. la Zingara nel Comune di Melicuccà per una volumetria pari a circa 90.000 mc, nelle more della presentazione all'autorità competente del progetto di bonifica del sito e di coltivazione della discarica per l’ottenimento dell’autorizzazione integrata ambientale. Prima dell’avvio dei conferimenti dovranno essere eseguite tutte le lavorazioni necessarie a ripristinare le caratteristiche tecniche della vasca secondo la normativa vigente.

Dovranno altresì essere verificate l’efficacia dei presidi ambientali già realizzati, revisionati i servizi di rete, e eventualmente realizzati tutti gli interventi necessari a garantire la corretta gestione della discarica in conformità al d.lgs 36/2003. Preliminarmente ai conferimenti devono essere rimossi i rifiuti abbandonati nel lotto II della discarica.

La Città metropolitana procede, inoltre, entro 30 giorni dall'emanazione della presente ordinanza, all'affidamento della esecuzione delle indagini ambientali integrative sulla base del Piano di caratterizzazione approvato dalla Regione Calabria in conferenza dei servizi in data 25 ottobre 2019".

Infine, conclude Il Popolo di Archi "al netto delle evidenti incapacità politiche, al netto delle evidenti mancanze morali e al netto delle evidenti lacune amministrative da parte del sindaco metropolitano e del vice sindaco
comunale, la mangiatoia tra compagni, dopo il 26 gennaio, è ormai giunta al capolinea, si attende solo di conoscere la data certa delle prossime elezioni comunali e dare una cambio definitivo alla stagione politica più buia della storia di Archi e della città di Reggio Calabria".

Per il Comitato "il limite di sopportazione è stato superato e i cittadini sono furibondi. Nei prossimi giorni, nel territorio si terranno delle assemblee, coordinate dal comitato di quartiere, per decidere se operare in regime di autogestione il conferimento dei rifiuti e dare una risposta concreta alle istituzioni in quanto i residenti non accetteranno più di vivere con l’immondizia dentro casa".

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