Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

Inchiesta "Waterfront", il Tdl annulla l'arresto dell'ingegnere Fiordaliso

Accolta la tesi degli avvocati Antonio Managò e Marco Gemelli, a carico dell'ex dirigente Anas non ci sono gravi indizi di colpevolezza

Ancora una volta cadono i gravi indizi di colpevolezza per l’ing. Giovanni Fiordaliso classe 1978, project manager ed ex dirigente Anas, coinvolto nell’operazione della Dda reggina e della Guardia di Finanza denominata “Waterfront”. Dopo la sentenza della suprema Corte di cassazione, che ha annulla l’ordinanza di arresto anche il Tribunale della Libertà di Reggio Calabria ha annullato l’ordinanza custoditale per assenza dei gravi indizi di colpevolezza ed ha quindi escluso che ci sia stato un patto corruttivo tra l’ingegnere Fiordaliso e l’imprenditore nel ramo dei conglomerati bituminosi.

L’ordinanza, e con essa le accuse mosse nei confronti dell’ingegnere, sono cadute grazie al lavoro svolto dai legali di fiducia avvocati Antonio Managò e Marco Gemelli. I due cassazionisti penalisti coadiuvati dai consulenti di parte: Domenico Basile, tra i massimi esperti di ingegneria forense; Elio Lo Giudice, esperto in ingegneria dei materiali; Ezio Santagata, tra i massimi esperti internazionale in pavimentazioni stradali; Andrea Grilli, tra i massimi esperti in manutenzioni di strade e Antonio Nastasi, tra i più importanti project manager e capo progetti in ambito infrastrutturale, hanno dimostrato, che il lavoro svolto dall’ingegnere Giovanni Fiordaliso durante l’esecuzione di alcuni lotti della A3 è stato corretto e nel pieno rispetto del contratto.

L’esame dei fatti ha invece restituito che l’ingegnere Fiordaliso ha mostrato di aver compreso la dinamica della conduzione dei lavori mettendo in atto un complesso di controlli perfettamente congruente con il disposto del Csa ed adottando le misure amministrative previste nel Csa in caso di non conformità. In definitiva, alla luce della sentenza del Tdl e degli atti emanati e i comportamenti assunti dall’ingegnere Giovanni Fiordaliso emerge che questi, in ogni occasione, ha interpretato al meglio il proprio ruolo di Direttore dei Lavori affidatogli dal suo datore di lavoro Anas S.p.A., conseguendo l’obiettivo strategico dell’ultimazione, nei tempi assegnati, dei lavori e delle opere affidati alla sua direzione, senza assolutamente compromettere gli interessi e l’immagine della Società stradale, anzi preoccupandosi di preservarla da eventuali responsabilità risarcitorie e indennitarie e da possibili pericoli di incidenti.

“Tutta la vicenda, ancora una volta - ha commentato l’ingegnere Fiordaliso -  segna fortemente la mia famiglia, che mi ha dato la forza di affrontarla, ringrazio i miei legali e consulenti che hanno fin da subito creduto alla mia estraneità ai fatti contestati, portandomi ad ottenere i risultati ad oggi conseguiti. Andiamo avanti fiduciosi nella giustizia”.

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