"La prevenzione è l'arma migliore": ecco chi era Giuseppe, macchinista morto a Lodi

Disastro ferroviario, deraglia a Lodi il Frecciarossa 9595. Colpita profondamente la città di Reggio, in particolare San Giorgio Extra, quartiere caro al ferroviere Giuseppe Cicciù

Giuseppe Cicciù

Tragedia indescrivibile e dolore immenso per un'Italia che piange la morte di due uomini intenti a svolgere il proprio lavoro. Un disastro ferroviario ha spezzato la vita di Giuseppe Cicciù, macchinista reggino di 52 anni. Insieme a lui, deceduto anche il collega Mario Di Cuonzo. Trentuno le persone ferite.

Incidente ferroviario a Lodi

Chi era Giuseppe Cicciù

Lavoro e sacrifici, sempre con Reggio nel cuore per la sfortunata vittima del tragico incidente. Prima di entrare a far parte del gruppo Ferrovie dello Stato ha vissuto a San Giorgio Extra, quartiere nella zona sud della città, dove in tanti ancora lo ricordano con grande e immutato affetto.

Amava incondizionatamente il suo lavoro di macchinista che svolgeva con una passione fuori dal comune da più di trent'anni. Diligenza e attenzione, come testimonia il post: "La prevenzione è da sempre l'arma migliore!", scritto da lui stesso solo quattro mesi fa sul suo profilo Facebook. Quasi un triste presagio. Portava avanti una lunga tradizione di famiglia, anche il padre, scomparso da 30 anni, era ferroviere. I treni nel sangue e una vita dedicata alle rotaie.

Legato alle sue origini, Giuseppe era appassionato di calcio e non faceva mai mancare il suo supporto alla Reggina e all'Inter. Sempre presente tra i suoi interessi, la difesa del prossimo, con particolare riferimento alle donne vittime di violenze; inoltre, per anni, aveva fatto parte della Fit Cisl, lottando spesso per la sicurezza sul lavoro. per i ritmi e i carichi di lavoro.

Un uomo buono, apprezzato per la sua infinita umanità e per quei valori sani, che difendeva con grande forza, oggi rimane un vuoto immenso e incolmabile in tutti coloro che hanno avuto il piacere di conoscerlo. Giuseppe lascia la moglie, originaria di Milano, un figlio di 14 anni, la madre che l'aveva amorevolmente seguito in terra lombarda e due sorelle anch'esse ormai lontane da Reggio.

Numerosi gli amici e i conoscenti che, appresa la notizia della sua scomparsa, hanno incondato la pagina Facebook di Giuseppe con un ultimo e toccante saluto, all'amico di una vita, al collega di lavoro, sempre pronto a tendere una mano, al lavoratore instancabile con i binari nel cuore.

Il ricordo e l'amarezza di un collega di lavoro

"Mi sento come se fossi morto anch'io...- scrive in un post un collega e amico di Giuseppe - la tragedia coinvolge le vittime e le famiglie ma chi come noi passa la vita sulle rotaie si immedesima totalmente nell'evento, qui cambiano solo i nomi, oggi tutti noi macchinisti ci siamo schiantati insieme su quel treno.

Con Giuseppe avevo lavorato due mesi insieme a Milano ed eravamo legati da un amicizia che dai tempi della scuola e dell'atletica di Reggio Calabria era poi proseguita in caserma a Chivasso e nella ferrovia che ci trasforma in una famiglia aperta.

Lui guidava da 30 anni, prima sui treni merci era poi passato sui Frecciarossa ed era davvero orgoglioso e contento di fare questo mestiere, era solare e scherzava sempre su tutto...anni fa aveva tirato fuori di tasca il telefono per farmi vedere una foto di un treno Italo guasto mentre lui passava a fianco col Freccia Rossa e sorridente mi aveva detto: " devono fare esperienza questi!!"

Eravamo sempre con un appuntamento aperto " sentiamoci/vediamoci" noi siamo sempre in giro per l'Italia e ci cerchiamo e ci incontriamo sempre e ovunque...stavolta dovremo incontrarci in un altro posto che ci aspetta tutti: termine corsa"

La ricostruzione

Erano le 5:35 circa quando il Frecciarossa 9595 sulla linea Salerno-Milano è deragliato spaventosamente nei pressi della stazione di Livagra, nei pressi di Lodi.

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Staccatasi dal resto del convoglio, la motrice si sarebbe successivamente schiantata contro una piccola costruzione delle ferrovie a margine dei binari. Cause, comunque, ancora in fase di accertamento. L’arrivo in terra campana era previsto alle 11:27.

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