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L'intervista

Infanzia, Marziale: "Il Garante non è un eroe solitario serve un'alleanza"

Il sociologo reggino ricorda: "Sono una cerniera tra i bisogni dei bambini e le istituzioni"

Ricomincia da dove ha lasciato, per fine mandato, a giugno del 2020 Antonio Marziale e ritorna a vestire i panni del Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Calabria. Sociologo, cavaliere della Repubblica italiana, editorialista, saggista, scrittore, Marziale è sempre pronto a difendere i diritti dei minori e ritorna a Palazzo Campanella.  

Per due anni e mezzo la Calabria non ha avuto il Garante per l'infanzia, c'è stato un periodo di vacatio lungo, dovuto alle vicessitudini della Regione e alla morte della presidente Santelli. Un vacatio avvertita dalla gente che continuava a scrivere al sociologo Marziale per chiedere aiuto. 

"Sono felice di riprendere il lavoro come Garante. Lo scorso mandato era iniziato nel 2016 per finire nel 2020 e malgrado il mio ruolo fosse cessato continuavo a ricevere sui social molte richieste di aiuto, molte persone mi contattatavano ignari della cessazione del mandato, richiedendo interventi che non mi era possibile prendere in carico, in un momento storico in cui della figura del Garante c’era bisogno più che mai.  Il problema è da inquadrarsi nell’assurdità della legge regionale istitutiva, che  avrebbe dovuto contemplare una proroga del Garante uscente fino a nomina del nuovo così come accade in tutte le altre Regioni”.

"Ecco adesso sono pronto a ricominciare e devo dire che avverto, sin dai primi approcci con l'amministrazione, (intendo sia giunta che consiglio regionale), una maggiore sensibilità rispetto allo scorso mandato. C'è maggiore ascolto e questo vuol dire che potremo fare buone cose, collaborando. Nel corso del mio primo mandato – afferma ancora Marziale – , oltre all’istituzione della prima Terapia Intensiva Pediatrica in Calabria, attiva presso l’Ospedale Annunziata di Cosenza, sono state trattate oltre 900 richieste, il 92% delle quali andate a buon esito e non esiste un solo bambino che non abbia ricevuto risposta. Certo devo dire che avevo avuto garanzie che la terapia intensiva pedriatrica sarebbe stata una struttura complessa, invece adesso scopro che è stata fatta semplice eppure c'era il decreto di Scura". 

"Adesso sul fronte sanitario, che è il fronte più caldo,  l'obiettivo sarà quello di fare istituire in Calabria il reparto di neuropsichiatria infantile in struttura pubblica perchè manca in tutta la regione costringendo così molti minori e le famiglie a doversi spostare. Sappiamo che la nostra terra per vari disagi e problemi ha molti minori che hanno bisogno di questo reparto. Mi batterò affinchè ciò avvenga. Certo il garante per l'infanzia non è un eroe solitario, per riuscire a raggiungere gli obiettivi ha bisogno della collaborazione e delle alleanze con le istituzioni e con la gente".

"La battaglia da portare avanti - continua Marziale - è anche culturale e c'è molto da fare. La Calabria ha diverse emergenze e le fasce deboli ed i minori sono quelli più a rischio. Guardo alle cose da fare e penso che bisogna prima adoperarsi per fare il fattibile poi verranno gli altri step. Certo voglio ribadire ai leoni da tastiera che ci sono sui social che il Garante per l'infanzia è una cerniera tra i bisogni dei bambini e le istituzioni e affinchè si raggiungano gli obiettivi occorre un'allenza. Occorre il dialogo tra istitituzioni. Il Garante non è un potere. Sono un Garante che va a verificare in prima persona i problemi, per rendermi conto dello stato di necessità in cui versano tantissime piccole creature in un territorio carente ad ampio spettro. Nessun Garante, in nessun luogo del Paese, può però immaginare di rendere il proprio lavoro proficuo senza la collaborazione delle Istituzioni statali, amministrative e delle istituzioni sociali, in primo luogo la famiglia e la scuola. Sono infatti i genitori e gli educatori i primi veri garanti dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Ognuno deve fare la proprio parte per i minori". 

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