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L’affresco pompeiano con Apollo e Dafne in mostra al MArRC

L’esposizione, curata dal direttore Carmelo Malacrino insieme all’archeologa Patrizia Marra e alla dott.ssa Angela Bellia, tra le più accreditate studiose di musica antica a livello internazionale

Grande successo di pubblico sta riscuotendo la mostra "Per gli dei e per gli uomini. Musica e danza nell’antichità", allestita al livello E del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

L’esposizione, curata dal direttore del MArRC Carmelo Malacrino insieme all’archeologa Patrizia Marra e alla dott.ssa Angela Bellia, tra le più accreditate studiose di musica antica a livello internazionale, presenta oltre 160 opere, provenienti non solo dalle collezioni del MArRC; vasi in ceramica figurata e in argento decorato, avori e ossi lavorati, piccole statuette in terracotta e grandi statue in marmo, fino agli affreschi e a numerosi strumenti antichi in bronzo sono giunti sulla sponda dello Stretto sia dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli che dal Museo Archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa.

La visita rientra nella bigliettazione ordinaria, senza alcuna relativa integrazione; l’ingresso è sempre gratuito fino a 18 anni. "È certamente la mostra più ricca degli ultimi anni – dichiara il direttore Malacrino. Uno straordinario viaggio nella musica e nella danza del mondo greco e romano, tra opere eccezionali. Il tutto è reso ancora più emozionante dalle note della lyra nell’interpretazione dell’antico strumento a sette corde suonato da Nikos Xanthoulis, che riecheggiano negli ambienti accompagnando due video appositamente predisposti per l’esposizione".

Tra le opere esposte c’è il magnifico affresco raffigurante Apollo e Dafne, realizzato a Pompei tra il 62 e il 79 d.C., pochi anni prima della disastrosa eruzione del Vesuvio. Il dipinto proviene dalla parete ovest del peristilio della casa di Meleagro, dove era affiancato da altri dipinti a tema amoroso (esposti al Museo Archeologico Nazionale di Napoli).

La scena è ambientata all’aperto. Al centro si riconosce Apollo, giovane e imberbe, poggiato a un pilastro. Il dio è seminudo, con un mantello rosso che dalle spalle scende sulla coscia sinistra. La testa, contornata da un suggestivo nimbo luminoso, mostra capelli arricciati che scendono fino alle spalle. La figura è intenta a suonare uno strumento a cinque corde, con cassa rettangolare. Apollo volge lo sguardo a sinistra, verso Dafne. La figura è nuda e indossa solo una collana.

Diversamente dall’iconografia tradizionale che la ritrae nella metamorfosi in albero di alloro, in questo affresco la ninfa sembra danzare sulle note divine, con il braccio sinistro piegato e sollevato, mentre l’altro è poggiato sul fianco destro. La testa è rivolta verso il dio; il suo volto mostra un’espressione pacata, con i capelli che scendono a lunghi riccioli sulle spalle. In basso a destra è raffigurata una faretra, inclinata e poggiata a un alto piedistallo.

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