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Lunedì, 15 Agosto 2022
Guerra Russia-Ucraina

Il laboratorio politico Patto civico: "No alla guerra"

"Costruire reti vitali di sostegno alle popolazioni colpite e dare concretezza ai principi fondamentali contenuti nell'art. 11 della nostra Costituzione"

"Era il 7 maggio 2019 quando il consiglio comunale di Reggio Calabria approvava all'unanimità la mozione "Stop bombe per la guerra in Yemen" presentata dal laboratorio politico Patto civico in condivisione con altre realtà" - ricorda in una nota il comitato di coordinamento del laboratorio Patto civico.

"La proposta mirava a collocare la nostra città, sull'esempio di Assisi, fra i Comuni che, in attuazione dei principi costituzionali e delle risoluzioni del Parlamento europeo, si impegnavano a promuovere azioni concrete per promuovere la pace e bloccare l'esportazione di armi destinate a tutti i Paesi coinvolti nei conflitti armati (l’Italia è il terzo Paese per esportazioni di armi leggere), sollecitando una corretta attuazione della legge 185/90.

Oggi assistiamo increduli all’attacco della Russia all’Ucraina, una guerra che sentiamo troppo vicina, per distanza geografica, perché fra Paesi del nostro continente, perché molte sono le donne ucraine da noi ospitate per assistere i familiari anziani, perché grazie ai social la guerra entra nelle nostre case e ci interroga e chiede a tutti noi cosa possiamo fare.

Il laboratorio politico Patto civico condanna senza attenuanti l’aggressione di Putin al popolo ucraino e si associa a tutte quelle iniziative promosse in favore della pace al di là dei distinguo di sigle e di bandiere, perchè la capacità di collaborare, specie su temi di tale valenza, è già inizio di cammino comune per la costruzione di giustizia e di pace. 

Nell'auspicare che l’Unione Europea riesca a mettere in campo ogni possibile iniziativa non violenta per fermare la guerra che incombe, pensiamo che proprio a partire dai territori si possano costruire reti vitali di sostegno alle popolazioni colpite e dare concretezza, grazie a politiche puntuali e responsabili, ai principi fondamentali contenuti nell'art. 11 della nostra Costituzione che, al primo comma, recita "L'Italia ripudia la guerra...". Principi ribaditi dall’art. 2 dello Statuto comunale della nostra città".

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