Omicidio Chindamo, la rivelazione shock di un pentito: "Uccisa e data in pasto ai maiali"

L'imprenditrice agricola, 44enne, di Laureana di Borrello, era scomparsa nel nulla il 6 maggio del 2016 nelle campagne di Limbadi. Le sconvolgenti rivelazioni alla Dda di Catanzaro del collaboratore di giustizia Antonio Cossidente

Maria Chindamo

Sarebbe stata uccisa ed il suo corpo dato in pasto ai maiali o macinato con un trattore, Maria Chindamo, l'imprenditrice agricola 44enne, di Laureana di Borrello, scomparsa il 6 maggio del 2016 nelle campagne di Limbadi.

Secondo quanto riporta l'agenzia Ansa, a rivelarlo alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro è stato il collaboratore di giustizia Antonio Cossidente, ex componente del clan dei Basilischi, in Basilicata. Maria Chindamo secondo quanto ha riferito Cossidente, sarebbe stata uccisa per punizione perché si sarebbe rifiutata di cedere un terreno a Salvatore Ascone, indagato per l'omicidio dell'imprenditrice. 

Il caso della scomparsa dell'imprenditrice reggina ha trovato spazio negli ultimi quattro anni in molte trasmissioni televisive, a partire da "Chi l'ha visto?" su Raitre, che spesso ha intervistato i familiari della donna, che non hanno mai smesso di cercare e pretendere la verità.

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Un anno esatto prima della scomparsa di Maria Chindamo, il 6 maggio 2015, il marito della donna, Ferdinando Puntuniero, si era tolto la vita, impiccandosi, dopo che la coppia aveva deciso di separarsi. La data scelta per porre fine alla vita dell'imprenditrice sarebbe stata un depistaggio, riferisce oggi il Tg3 della Calabria, per indirizzare altrove le indagini e collegarle alla morte del marito. Le indagini proseguono.

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