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Il rapporto

Rapporto zoomafia Lav, nel Reggino record regionale di reati

L'osservatorio rende noti i dati dello scorso anno che attestano la gravità del fenomeno dei crimini contro gli animali in Calabria e i numeri più alti sono nel territorio reggino

Ogni 21 ore circa in Calabria, nel 2021, è stato aperto un procedimento penale per reati a danno di animali, con un indagato ogni 28 ore circa. Sono gli allarmanti dati del Rapporto Zoomafia 2022 (riferiti all'anno precedente 2021) relativi alla Calabria, che ci mostrano una regione seriamente interessata dal fenomeno. Corse clandestine di cavalli, bracconaggio organizzato, traffico di fauna selvatica, pesca di frodo: sono alcuni dei crimini contro gli animali registrati in Calabria.  Il rapporto, redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della Lav (Lega anti vivisezione), alla sua ventitreesima edizione, analizza lo sfruttamento illegale di animali ad opera della criminalità nel 2021 e ha il patrocinio della Fondazione Antonino Caponnetto. 

L’osservatorio ha chiesto alle procure ordinarie e a quelle presso i tribunali per i minorenni i dati relativi al numero totale dei procedimenti penali sopravvenuti nel 2021, sia noti che a carico di ignoti, e al numero di indagati per reati a danno di animali. In Calabria le risposte sono arrivate da 8 procure su 10 (non hanno aderito Castrovillari e Paola) e dalle procure per i minorenni di Catanzaro e Reggio. 

Le segnalazioni in numero maggiore arrivano dalla provincia reggina, comprendendo i territori di Reggio Calabria, Locri e Palmi  e con aumenti sensibili rispetto all'anno precedente. Nel dettaglio, a Reggio in totale nel 2021 sono stati registrati 69 procedimenti con 114 indagati. Rispetto al 2020 i procedimenti sono aumentati del +53,33% passando da 45 a 69, mentre il numero degli indagati è aumentato del +470% circa, passando da 20 a 114. Il numero degli indagati è aumentato così tanto perché è stato registrato un procedimento per competizioni non autorizzate di animali, art. 544quinquies c.p., con 69 indagati.

A Palmi poi in totale nel 2021 sono stati registrati 38 procedimenti con 39 indagati. Rispetto al 2020, il numero dei procedimenti è invariato: 38 in entrambi gli anni, mentre il numero degli indagati è aumentato del +77,27% circa, passando da 22 a 39.  Infine a Locri in totale nel 2021 sono stati registrati 21 procedimenti con 13 indagati. Rispetto al 2020, i procedimenti sono diminuiti del -38,25% passando da 34 a 21, mentre il numero degli indagati è diminuito del -13,33% circa, passando da 15 a 13.

Per quanto riguarda le altre province calabresi, a Vibo in totale nel 2021 sono stati registrati 28 procedimenti con 16 indagati. Rispetto al 2020 i procedimenti sono diminuiti del -34,88% passando da 43 a 28, mentre il numero degli indagati del -40,74% circa, passando da 27 a 16. A Catanzaro in totale nel 2021 sono stati registrati 72 procedimenti con 18 indagati. Rispetto al 2020, i procedimenti sono aumentati del +30,90% passando da 55 a 72, mentre il numero degli indagati è diminuito del -14,18% circa, passando da 21 a 18.

A Cosenza in totale nel 2021 sono stati registrati 72 procedimenti con 29 indagati. Rispetto al 2020, i procedimenti sono aumentati del +44% passando da 50 a 72, mentre il numero degli indagati è aumentato del +81,25% circa, passando da 16 a 29. A Crotone in totale nel 2021 sono stati registrati 18 procedimenti con 6 indagati. Rispetto al 2020, i procedimenti sono diminuiti del -18,18% passando da 22 a 18, mentre il numero degli indagati è diminuito del -25% circa, passando da 8 a 6.

A Lamezia Terme in totale nel 2021 sono stati registrati 32 procedimenti con 34 indagati. Rispetto al 2020, i procedimenti sono diminuiti del -11,11% passando da 36 a 32, mentre il numero degli indagati è aumentato del +61,90% circa, passando da 21 a 34. 

Per quanto riguarda la Giustizia minorile, nel 2021, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro è stato registrato un procedimento con un indagato per uccisione e un procedimento con un indagato per maltrattamento di animali; mentre presso quella di Reggio Calabria non sono stati aperti fascicoli per i reati presi in esame in questa analisi.

Facendo una proiezione dei dati pervenuti su scala regionale, la Lav stima che nel 2021 nella regione sono stati registrati circa 420 fascicoli (circa il 4,47% di quelli nazionali), con un tasso di 21.37 procedimenti ogni 100.000 abitanti; e circa 310 indagati (circa il 5,95% di quelli nazionali), con un tasso di 15,77 indagati ogni 100.000 abitanti. Nel 2021 rispetto al 2020, nell’ambito territoriale delle 8 Procure calabresi su 10 che hanno fornito dati per entrambi gli anni, si riscontra un aumento del +8,35% dei procedimenti penali per reati a danno di animali, e del +79,33% del numero degli indagati. 

“Un bilancio positivo che conferma ancora una volta l’azione di tutela del patrimonio ambientale da parte dei Carabinieri Forestali”, si legge in proposito in una nota diffusa il 17 febbraio 2022 dal comando carabinieri forestale “Calabria” in relazione ai dati dell’attività svolta nel 2021 dai militari dipendenti (il comando ha competenze anche per i reparti di specialità presenti in Sicilia).

In particolare, sono stati effettuati dai reparti 39mila controlli, 15.019 le persone controllate e 3600 i veicoli. Controlli questi che hanno generato il deferimento alle competenti autorità giudiziarie per varie violazioni ambientali di 1.264 persone con 1.720 reati accertati, 611 sequestri e 37 arresti. Gli illeciti amministrativi riscontrati e sanzionati sono stati 2.170, di cui 1.948 in Calabria, che hanno portato ad elevare sanzioni amministrative, nel solo territorio calabrese, per circa 2.300.000 di euro e per un totale di 2.535.171 di euro in entrambe le regioni, con 60 sequestri amministrativi e oltre 2173 persone sanzionate.

«Diversi, complessi e spesso organizzati, i crimini contro gli animali in Calabria confermano la necessità di interventi più approfonditi e di strategie di contrasto più radicali – sostiene in una nota Ciro Troiano. – Dietro alle varie forme di maltrattamento di animali sovente si celano anche altri reati e altre realtà criminali. La relazione annuale della direzione naionale e antiterrorismo riporta diversi riferimenti a condotte zoomafiose nella regione, in particolare per le infiltrazioni nel comparto della pesca e del commercio di pesce, nell’organizzazione di corse clandestine di cavalli e delle scommesse clandestine – sostiene Troiano. – Anche le penetrazioni della criminalità calabrese nella filiera della zootecnia sono menzionate nelle varie relazioni degli organismi antimafia. 

Alcune inchieste hanno accertato gli interessi di alcune ‘ndrine per la caccia di frodo e la vendita di fauna selvatica. Lo Stretto di Messina rappresenta una delle “zone calde” del bracconaggio in Italia. La cattura e il traffico di avifauna contano migliaia di vittime. Come sosteniamo da tempo, – conclude Troiano, – un’azione di contrasto efficace deve adottare una visione strategica unitaria dei vari aspetti dell’illegalità zoomafiosa che incidono sul più vasto contesto della tutela della sicurezza pubblica e su quello della lotta alla criminalità organizzata: solo adottando iniziative investigative tipiche del contrasto ai sodalizi criminali si attuerà una strategia vincente".

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