Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Lavoro nero, in Calabria la situazione è esplosiva

Secondo le stime dell'ufficio studi della Cgia Mestre nella nostra regione la percentuale si attesta al 22%

Quanto pesa realmente il sommerso nel nostro Paese? Quanto è diffuso, e dove incide di più? C'è una situazione uniforme o specificità a livello regionale? Una risposta arriva da un'indagine presentata in questi giorni dall'ufficio studi della Cgia Mestre (Associazioni Artigiani e Piccole Imprese). Secondo le stime elaborate, il lavoro nero presente in Italia "produce" ben 77,8 miliardi di euro di valore aggiunto, una piaga sociale ed economica, sottolinea l’Ufficio studi della CGIA, che, su base regionale, presenta livelli molto diversificati.

Il tema è sempre di strettissima attualità, come confermano i dati dello studio, riportati da Today.it. Servono "una nuova intelligence", "una strategia chirurgica nell'individuare le imprese da controllare", "più ispezioni e mirate". Per Bruno Giordano, neodirettore dell'Ispettorato nazionale del lavoro sono questi alcuni dei principali strumenti da utilizzare "per una guerra infinita contro il lavoro nero e gli infortuni" che potrà contare su 2000 ispettori in più rispetto all'attuale organico (800-900 entro la fine di quest'anno). 

Il quadro generale e le differenze tra regioni

Dall'indagine emerge innanzitutto una situazione diversificata tra regioni. La Lombardia, ad esempio, sebbene conti oltre 504 mila lavoratori occupati irregolarmente, è il territorio meno interessato da questo triste fenomeno: il tasso di irregolarità è pari al 10,4 per cento, mentre l’incidenza del valore aggiunto prodotto dal lavoro irregolare sul totale regionale è pari al 3,6 per cento; il tasso più basso presente nel Paese. Per contro, la situazione più critica si registra in Calabria: a fronte di "soli" 135.900 lavoratori irregolari, il tasso di irregolarità è del 22 per cento e l’incidenza dell’economia prodotta dal sommerso sul totale regionale ammonta al 9,8 per cento. Nessun’altra realtà territoriale presenta una performance così negativa.

L'allarme sul Mezzogiorno e la situazione della Calabria

In generale, evidenzia lo studio, se la situazione al Nord risulta essere "tutto sommato abbastanza sotto controllo", nel Mezzogiorno il quadro invece è diverso. Al Sud, secondo i dati dello studio, si registra il 17,9% del tasso di irregolarità e si stimano 1.219.000 lavoratori irregolari sui 3.248.900 calcolati nel panorama nazionale (con tasso di irregolarità al 12,8%). Nel caso specifico della Calabria, il tasso di irregolarità è stimato al 22%.

Dove c’è più lavoro nero il rischio morire sul lavoro è più elevato?

Sebbene non ci sia una correlazione lineare - viene sottolienano ancora nell'indagine della Cgia -  è evidente che nelle regioni dove c’è più lavoro nero il rischio di avere un numero di infortuni e di morti sul lavoro è più elevato. Purtroppo però le statistiche ufficiali “faticano” a dimostrare questo assunto; dove dilaga l’economia sommersa, infatti, le persone che si infortunano o non denunciano l’accaduto o, quando sono costrette a farlo, dichiarano il falso per non arrecare alcun danno ai caporali o a coloro che li hanno ingaggiati irregolarmente. "Anche per questi motivi - continua l'associazione - la lotta contro gli infortuni e le morti sul lavoro va intensificata ovunque ma, a nostro avviso, andrebbe potenziata l’attività ispettiva soprattutto nelle aree dove la presenza dell’economia sommersa è più diffusa".

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