Degrado nell'area archeologica di Lazzaro, Ancadic: "Solo slogan e politiche inconcludenti"

L'associazione, denuncia l'immobilismo de inerzia delle istituzioni e chiede spiegazioni sullo stato di abbandono in cui versano i beni culturali del territorio

Ancora una volta, l’Ancadic denuncia l’immobilismo delle istituzioni sul territorio metropolitano. A far insorgere, ancora una volta, il portavoce dell’associazione Vincenzo Crea è la mancata valorizzazione dell’area archeologica di Lazzaro. 

Nonostante le numerose segnalazioni più volte inviate dall’Ancadic e non per ultimo in ordine di tempo al ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, fa sapere l’associazione “è proprio di qualche giorno fa la nota della direzione generale archeologia belle arti e paesaggio - Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Reggio Calabria e provincia di Vibo Valentia, che ci fornisce alcune risposte a conferma della inoperosità o forse della incapacità nella gestione dei beni culturali del territorio comunale”.

“Infatti –scrive Crea- dalla nota inviata anche per conoscenza al sindaco del Comune di Motta San Giovanni e alla direzione generale archeologia belle arti e paesaggio – servizio II° cavi e tutela del patrimonio archeologico, apprendiamo  di una convenzione tra la soprintendenza e il Comune di Motta San Giovanni del 18 luglio 2018  con la quale l’amministrazione comunale si assume l’onere della gestione, della fruizione e della valorizzazione dei beni culturali indicati all’art. 4, tra i quali l’area archeologica di Lazzaro”.

“Nella nota –incalza il referente- emerge che data l’urgenza, la soprintendenza ha più volte sollecitato il Comune di Motta San Giovanni a procedere a un piano di manutenzione ordinaria dell’area e di gestione, diretta o  indiretta della stessa oltre che dell’Antiquarium Leucopetra e del Castello di San Niceto. Difatti la Soprintendenza nella stessa nota, evidenzia che tutto ciò non è mai avvenuto”. 

“Lo stato di degrado e di completo abbandono è visibile agli occhi di tutti nonostante le continue passerelle che si svolgono quasi ciclicamente con slogan altisonanti proposti come un copione teatrale da recitare all’occorrenza, dai tanti studiosi di questo territorio, nei tanti progetti che riprendono i vocaboli valorizzazione, fruizione, conservazione dei beni culturali stessi”. 

“Uno strano concetto –prosegue- quello della valorizzazione e della fruizione della cultura in questo Comune nel quale le pratiche seguono un iter burocratico-amministrativo un po’ particolare.  Come è possibile che la Soprintendenza dica una cosa e il Comune ne dica e ne faccia un’altra"?

"Lo chiediamo all’assessore con delega ai beni culturali, lo chiediamo ai “tanti” studiosi che hanno dedicato e lo stanno continuando a fare, con grande professionalità e grande dedizione, parte del loro tempo, allo studio e alle conoscenze della storia di questo territorio”. 

“Fiduciosi  -conclude Crea- di una o più risposte che possono chiarire questi interrogativi restiamo in attesa dei prossimi slogan e delle prossime passerelle con l’auspicio che siano davvero slogan e passerelle di successo per questo territorio continuamente offeso”.
 

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