Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca Galleria Capo D'Armi

Lazzaro, crolla un blocco lapideo del costone di Capo d'Armi: la denuncia dell'Ancadic

L'associazione Ancadic, attiva sul territorio jonico, già nel settembre del 2015 aveva richiesto alle autorità di accertare la stabilità geologica della rupe

Il crollo del costone

Un blocco lapideo dall’alto del viadotto di Capo d’Armi è franato, nei primi giorni della scorsa settimana, demolendo un pezzo di basamento dei piloni. La notevole quantità di blocchi lapidei crollati e giacenti sulla spiaggia ben certifica il perpetuarsi della condizione di pericolo, per cui anche a seguito della recente frana, è necessario disporre urgenti verifiche tecniche e geologiche". Lo rende noto l’associazione Ancadic, sempre presente sul territorio jonico, che già in data settembre 2015, aveva richiesto di accertare la stabilità geologica della rupe, "perché lo stato dei luoghi indica crolli di grossi blocchi lapidei dal livello del mare in su e altri blocchi pronti a staccarsi".

L’intero costone in più punti presenta ampie fratture e grosse lineazioni verticali ed è necessario verificare se sussistano pericoli di crolli che potrebbero coinvolgere anche beni pubblici, la sovrastante Strada Statale 106 e la linea ferrata.

"La nostra preoccupazione - afferma il referente Vincenzo Crea - è rafforzata dal fatto che una possibile azione sismica  e le continue vibrazioni dei mezzi pesanti e quelle prodotte dal transito dei treni nonché le vibrazioni prodotte dall’utilizzo degli esplosivi utilizzati per la realizzazione della galleria per il raddoppio della linea ferrata possono aver aggravato ulteriormente la stabilità del luogo determinando distacchi di gran parte del costone coinvolgendo la Ss 106 e la linea ferroviaria.

Altro preoccupante elemento di preoccupazione è dato "dall’azione erosiva del mare, che durante le mareggiate invernali, i marosi di scirocco continuano a scavare il muro di basamento e a spaccare la muraglia determinando lo scalzamento dei piloni che potrebbe portare nel tempo al crollo di quest’ultimi. Da qui l’impellente necessità d’intervenire con estrema urgenza per evitare danni peggiori e di natura irreparabile".

Per l'Ancadic: "In concomitanza col recente crollo un notevole spazio lato monte a margine della strada statale è stato delimitato con del nastro segnaletico bianco/rosso non si conoscono i motivi. Atteso che nel tratto lato monte della Ss 106 è collocata la condotta fognaria interrata e negli anni si è registrata più volte l’occlusione della stessa con la fuoriuscita dei liquami dai pozzetti fognari, si ravvede l’esigenza di verificare se sulla condotta fognaria interrata ci siano delle perdite che possono determinare o favorire, se non lo hanno già fatto, crolli. Qualora si dovesse verificare, speriamo mai, un importante crollo da interessare la Strada Statale 106, unica  strada  che  collega la città di Reggio Calabria con la con  la provincia  jonica  e  viceversa,  le  tragiche conseguenze sarebbero ancor più gravi da quelle determinate dal crollo del Ponte Morandi di Genova, perchè il tratto di strada in questione tra l’altro non illuminato si trova su un precipizio di oltre 100 metri di caduta libera e tra una serie di curve che non permetterebbero di avvistare in tempo utile il pericolo determinato dall’eventuale crollo della strada".

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