Maltempo a Lazzaro, Ancadic denuncia: "Ottanta famiglie prigioniere in casa"

La situazione dei residenti in località Casalotto Ferrina, area a rischio elevato d’inondazione R3, si ripropone puntualmente ad ogni ondata di maltempo

Località Casalotto Ferrina

Il forte temporale che si è abbattuto sul territorio di Reggio Calabria recando notevoli danni, disagi e forti preoccupazione ai cittadini, ha interessato seppur con intensità minore anche il paese di Lazzaro. Notevoli sono stati i disagi per la popolazione e le preoccupazioni per una possibile esondazione delle fiumare visto la mancata chiusura dei varchi di accesso ai torrenti sebbene il competente ufficio della regione Calabria abbia più volte invitato il Comune di Motta San Giovanni e non solo a provvedere.

"Pesanti disagi hanno subito - afferma Vincenzo Crea dell'Ancadic - gli abitanti della località Casalotto Ferrina di Lazzaro, località ove vi è la presenza di una considerevole densità abitativa raggiungibile da due attraversamenti trasversali in alveo del torrente Ferrina non autorizzati che fungono da collegamento tra la SP 21 e la località Casalotto Ferrina e viceversa.

Le acque torrentizie e il materiale terroso hanno precluso l’attraversamento ciclopedonale, con difficoltà a transitare anche per le autovetture". Questa grave situazione che si registra "ogni qualvolta piove - continua Crea - si è aggravata a seguito di un maldestro pseudo intervento di scolmatura dell’alveo eseguito lo scorso venti novembre giacché è stato realizzato in sinistra orografica del torrente, lato monte dell’attraversamento non autorizzato, un terrapieno costituito da materiali terroso, ciotoli. e rifiuti di diversa tipologia che le acque torrentizie hanno eroso, trasportando parte del materiale e depositandolo in parte nell’attraversamento.

Da qui l’impossibilità di percorribilità ciclopedonale anche dopo che a tarda serata ha smesso di piovere. La pericolosità dell’attraversamento e la necessità di realizzare un attraversamento stabile in sopra elevazione del torrente è stata più volte rappresentata dall’Ancadic alle istituzione competenti chiedendo loro una verifica dello stato dei luoghi e l’adozione dei provvedimenti da adottare a tutela della pubblica e privata incolumità.

Tale richiesta è stata recepita dalla ex Provincia di Reggio Calabria i cui funzionari in data 28 dicembre 2017 hanno eseguito un sopralluogo a conclusione del quale hanno certificato la pericolosità ipotizzata dalla scrivente associazione. Invero, hanno certificato tra l’altro che i varchi di attraversamento non autorizzato in presenza di precipitazioni piovose, rappresentano un concreto pericolo per gli eventuali improvvidi fruitori, sia automobilisti che pedoni, in quanto non sussistono le benché minime condizioni di sicurezza al riguardo".

Inoltre, continua Crea, queste situazioni, "specie in concomitanza di precipitazioni piovose di particolare intensità a carattere alluvionale che potrebbero generare fenomeni di piena delle acque torrentizie, costituiscono grave pregiudizio per l’incolumità delle persone per la possibile inondazione delle aree urbanizzate più prossime al corso d’acqua.

Sono stati indicati gli interventi e le opere da eseguire, evidenziando l’urgenza di un primo intervento, invitando il sindaco ad espletare una opportuna attività di monitoraggio dello stato dei luoghi soprattutto in presenza di precipitazioni piovose, onde potere adottare i provvedimenti di competenza, di natura tecnica e/o amministrativa, consistenti nell’inibizione al transito veicolare e pedonale degli stessi varchi, affinché sia garantita l’incolumità pubblica e privata interessata.

Nulla è stato fatto e rischi e pericoli perdurano in capo agli abitanti del luogo, che sono costretti, visto lo stato di necessità, a reiterare violazioni di legge atteso che i torrenti per legge non sono oggetto di libero transito".

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