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Sabato, 24 Febbraio 2024
Cronaca

Il padre di Maria Antonietta scrive alla Santelli: "Non si dimentichi delle donne maltrattate"

Carlo Rositani si rivolge alla governatrice della Calabria. Nella lettera chiede attenzione per la dimenticata e bella Calabria, per le donne e i più deboli

Jole Santelli è stata incoronata prima governatrice della Regione Calabria. Ed è proprio alla neo presidente che Carlo Rositani, papà di Maria Antonietta, si rivolge per urlare a gran voce: "Stop alla violenza, fermiamo i ladri di vite".

"Nell'augurarle da calabrese buon lavoro e come figlio e padre di questa nostra bella terra Italia, - scrive Rositani - spero tanto, gentile presidente, che Lei oltre alle belle parole lasciate dai suoi predecessori troverà il modo migliore, dal suo alto scranno del suo nuovo importante incarico a dare più luce attenzione e amore a tanta brava e povera gente di questa nostra dimenticata bella terra di Calabria".

Carlo Rositani affida poi alla Santelli la sua speranza: "Mi affido a lei con tutto il cuore massacrato da una tragedia disumana. Mi affido a lei, gentile presidente, prima  "donna" della Regione a governare la Calabria sin dalla sua istituzione.

A lei che è "donna", "figlia", non si dimentichi 'Mai' di essere donna: il dono più prezioso che Dio ha donato a noi umani sulla terra. E da donna non si dimentichi di dare più attenzione alle "donne". Lei che è donna".

"Si ricordi - continua il papà di Maria Antonietta - anche di tutte le donne maltrattate, dei più deboli, dei bisognosi e non si dimentichi di mia figlia, della mia bambina, Maria Antonietta. Mia figlia che, da quasi undici mesi, è ricoverata in un Ospedale a Bari, inerme e sofferente su un letto di una grande eccellenza sanitaria di questa nostra bella Italia".

"Mi auguro con tutto il cuore che lei gentile presidente, rappresentante delle nostre istituzioni, non lasci al vento come tutti gli altri parole, sorrisi e abbracci alla mia bambina  e che non faccia anche lei, come il suo predecessore
che non ha mai speso una parola sulla tragedia disumana accaduta a mia figlia, quel 12 marzo in via Frangipane a Reggio Calabria.

E di lei, della mia bambina, addirittura di mia figlia il governatore uscente pare che non conoscesse nemmeno la sua storia, saltata  alle cronache nazionali, e non conoscesse nemmeno di quelle tre denuncie fatte da mia figlia negli anni alle autorità, e poi da me trovate, dopo l'attentato a mia figlia, impolverate di "disattenzioni "tra faldoni dei grandi Palazzi della legalità!.

Un "delitto", una tragedia accaduta per disattenzioni dello Stato che ha permesso a un uomo, "non uomo", a commettere su una via di una strada, di una grande città della nostra bella Calabria. Un orribile disumano crimine bruciare una donna, bruciare la madre dei due suoi figli Annie e William. Solo perché secondo la sua cultura malata, un uomo "non si lascia! Un uomo non si fa lasciare mai da una donna".

"A non conoscere la storia di mia figlia, un uomo delle Istituzioni italiane che fino a ieri era il presidente della Calabria, governatore di una Regione, di questa nostra bella terra Italia. Lui, governatore della nostra Calabria, pare fosse all'oscuro di tutto.

Lui al buio di tutto dell'accaduto a Maria Antonietta, a  differenza invece del nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Che il giorno della consegna nelle sue mani della mia lettera disse subito  a don Aldo Bonaiuto di conoscere perfettamente la tragedia della mia bambina.

"Che dirle gentile presidente. Io sono certo che da donna, lei riuscirà a riportare alla luce la bellezza, i profumi, il fascino e lo splendore alla nostra amata Calabria senza mai dimenticarsi di essere donna e di abbracciare ai pensieri del suo cuore i più deboli le persone anziane e  tutti coloro che soffrono su questa terra maltrattata da sempre La nostra povera terra di Calabria

E poi si annodi al suo nobile cuore il tanto bisogno di lavoro che manca in Calabria si ricordi dei nostri figli costretti ancora oggi come i nostri nonni ad emigrare. E da uomo e padre mi inchino a lei gentile presidente invocando solo amore e pace, sempre. Mai vendetta. La violenza è una brutta "Bestia"".

Carlo Rositani conclude la sua lettera con un invito: "Gentile governatore l'aspettiamo se le fa piacere  io e mia figlia a Bari col suo sorriso di donna di sempre. Non ballerò con leigentile presidente la tarantella perché purtroppo mio malgrado a differenza dell'onorevole Francesco Cannizzaro e del senatore Maurizio Gasparri non la so ballare, ma sicuramente mi onorerò di darLe il benvenuto al Policlinico di Bari, in una grande eccellenza sanitaria della nostra bella Italia e di farle in un inchino, un baciamano

Con stima e auguri per il suo nuovo incarico. Un augurio dal cuore da parte di un padre disperato che crede ancora oggi nonostante tutto al Tricolore e alle Istituzioni".


 

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