Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca Centro

Gli "ultimi" e il caso Lido comunale: la parola all'assessore Delfino

Grave è la situazione igienico sanitaria di molte persone che "vivono" dentro le cabine della storica struttura balneare. Parla l'assessore ai servizi sociali. Presto un tavolo tecnico in Prefettura

Non è più tollerabile quanto accade al Lido comunale: qui c'è un'umanità disperata che vive dentro le cabine divelte e non agibili e chi la sera vi entra per fare altro. Gli stessi “abitanti”, per lo più migranti non in regola con i documenti – come ci hanno raccontato – hanno paura, spesso la sera ci sono risse, c'è chi fa uso di droghe e chi si prostituisce.

Abbiamo incontrato Mohamed che vive da più di un anno e mezzo dentro ad una cabina e non ha rapporti sociali con nessun altro "abitante" del Lido. Lui ha paura e dopo che gli hanno rubato persino le scarpe, tiene sempre addosso le poche cose che ha. Mohamed dice chiaramente che è pericoloso andare in giro al Lido di sera. Qui accade di tutto e lui ha paura, ma non ha dove altro andare. Aspetta i documenti, dopo aver fatto domanda con la recente regolarizzazione e spera di poter lavorare onestamente. 

Abbiamo chiesto all'assessore comunale ai Servizi sociali, Demetrio Delfino, cosa sta facendo l'Amministrazione per risolvere questa situazione. “Il Comune ha preso in carico queste persone, conosciamo quelle che abitualmente “vivono” al Lido e forniamo loro supporto, quasi quotidianamente, con la nostra Unità di strada, dal cibo alle visite mediche. Sono soggetti poco collaborativi. Adesso c'è una azione congiunta con la Prefettura che ha attenzionato la struttura e probabilmente si andrà verso lo sgombero”. 

“Sappiamo bene quanto accade la notte dentro la struttura e per questo è necessario l'intevrento delle forze dell'ordine per evitare che accada il peggio”. Un tavolo tecnico in Prefettura sul Lido comunale è programmato e presto si saprà quali misure saranno adottate. Non c'è più tempo da perdere, se la struttura è inagibile va chiuso l'accesso a tutti e non si possono lasciar vivere persone in situazioni di estremo disagio.

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