rotate-mobile
Martedì, 5 Luglio 2022
Cronaca

Lido comunale, Praticò: "Nell'inchiesta Reghion il progetto demolizione cabine"

L'opinione del giornalista reggino che auspica "non si perda memoria delle cose buone che si fanno in questa città"

"Dopo le entusiasmanti notizie che Comune di Reggio e Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria, sono fortemente impegnate nell’attivare sostanziose linee di finanziamento pubblico mirate a riqualificare e restaurare il Lido Zerbi (spiaggia, aree verdi, cabine e Torre e Promenade Nervi), esprimo timori di possibili speculazioni affaristiche - afferma il giornalista Filippo Praticò - e di orribili vuoti di memoria che possono oscurare la buona fede di personaggi pubblici impegnati a realizzare il bene comune nella nostra città. Nei giorni scorsi si è appreso che il tema “recupero” Lido Comunale Zerbi è stato oggetto di studio anche da parte della neo costituita Consulta della Cultura, “uno spazio libero – spiega il promotore il dottor Eduardo Lamberti Castronuovo, editore e direttore dell’emittente Rtv, e in passato candidato a sindaco di Reggio –, uno spazio lontano dalla politica e dai partiti, dove i cittadini sia come persone che come rappresentanti di associazioni potranno esprimere le loro idee e le loro proposte”. La Consulta raccoglie oltre 300 sigle cittadine e nel documento licenziato nella riunione del 30 maggio scorso “è stato proiettato il progetto, per altro approvato dall'amministrazione in carica, di restyling del lido di Reggio Calabria”.

La Consulta però avverte che “questa realizzazione trova l'assurda contrapposizione della sovrintendenza che ritiene che alcune fatiscenti cabine, costruite negli anni '80, possano avere un valore archeologico o comunque storico”. Si precisa in modo netto: “La cosa è destituita da fondamento”.

Anzi “sembrerebbe che da alcuni rilievi statici queste cabine dimostrano di non avere i requisiti di staticità, previsti dalla Legge, e pertanto dovranno essere demolite”. Parte finale è la considerazione che “Una città come Reggio Calabria, non può in nessun modo, rinunciare al suo lido quale fiore all'occhiello della città tutta. Non esistono al mondo metropoli che possano vantare un lido balneabile nelle immediate vicinanze dell’abitato". 

A memoria pubblica, ovvero dato storico è l’esistenza del Decreto 183 del 2 aprile 2014 del Ministero beni culturali che fa divieto di demolire le cabine, sotto la promenade o tetto giardino e che fanno da ala alla Torre, in quanto immobile “dall'importante carattere artistico”. Cioè, è certificato che la Rotonda ristorante o Torre, e la Promenade e le sottostanti cabine sono state realizzate dallo Studio tecnico La Face - Ziparo di Reggio Calabria quale “elaborazione esecutiva compiuta tra il 1962 e il 1969, del tema progettuale indicato dall' Ing. Pierluigi Nervi”, a livello mondiale uno dei più maggiori artefici dell’architettura strutturale
del Novecento. Nel 2020 è arrivato infine, dal Mibact un premio economico sostanzioso, circa 2 milioni di euro per effettuare un importante restauro del Lido.

Se esistono cabine che non hanno particolare valore artistico, è bene osservare che probabilmente sono quelle costruite a più fasi tra il 1950 e il 1960, fuori dal complesso Nervi. Altrettanta mancanza di valore artistico possiede il fabbricato realizzato ai tempi del sindaco Italo Falcomatà, fine lato cabine Nord, che ospita un prestigioso sodalizio sportivo di tavole a vela. Altra memoria è su una sorta di “guerra” di competenze e prescrizioni tra la Soprintendenza e il Comune di Reggio: questa in effetti, potrebbe essere quella registrata tra il 2014 e il 2016, negli anni a cavallo tra le sindacature Demetrio Arena e prima giunta Giuseppe Falcomatà, assessore ai lavori pubblici Angela Marcianò.

Se fosse questa la “guerra”, allora la memoria storica porrebbe le procedure di aggiudicazione di appalto di un progetto di demolizione delle cabine del Lido, come l’oggetto principale di una inchiesta giudiziaria nota come “Operazione Reghion” sul presunto "complotto" di Paolo Romeo sui lavori del Lido Comunale. Paolo Romeo, avvocato e un passato di parlamentare, è un “imputato nevralgico”, cioè personaggio centrale del processo Gotha sulle massomafie e gli ‘ndranghetisti invisibili e condannato in primo grado. Nel processo Reghion è imputato insieme con l’ex dirigente del comune architetto Marcello Cammera. Si parla di processo perché così l’inchiesta Reghion è stata definita dal Giudice dell’udienze preliminari di Reggio Calabria che il 30 maggio ha disposto il giudizio in tribunale per accertare se sono innocenti o colpevoli delle accuse loro rivolte, sia di Romeo che di Cammera, e di altre undici persone, tra cui l’ing. Giuseppe Arena.

L’ing. Pino Arena, fratello dell’ex sindaco Demetrio, sarebbe il capo team della Agp Costruzioni, nel 2015 affidataria dell’appalto di riqualificazione dell’area urbana comprendente il Lido Comunale “Genoese Zerbi” di Reggio Calabria, secondo l’accusa, grazie alle interferenze dell’architetto Cammera il quale avrebbe tentato di indurre la Soprintendenza a modificare le rigide prescrizioni inserite nel disciplinare tecnico. Insomma nel “Reghion” sotto processo c’è un progetto di recupero del Lido appaltato in modo
illecito – nel 2016 ritirato dallo stesso sindaco proponente Giuseppe Falcomatà quando ha conosciuto le circostanze emerse dall’inchiesta antimafia -, già posto sotto i raggi x della Procura antimafia reggina nel più nevralgico processo “Gotha”.

Lo scorso anno, nel corso della requisitoria il pm Stefano Musolino, uno dei giudici del pool che hanno coordinato la maxi inchiesta, ha affermato che a Reggio “è gente che tiene la schiena dritta, nonostante tutto”, citando come dal dibattimento ”è emerso il ruolo dell'allora sovrintendente ai Beni archeologici, Margherita Eichberg, e della sua collaboratrice Giuseppina Vitetta”, “due donne, che avrebbero rappresentato l'argine ai desiderata di Romeo & co. nelle vicende contestate”.

Le due donne sono le funzionarie firmatarie del Decreto di vincolo che, respingendo vari generi di minacce, e dopo severe ricerche accademiche hanno affermato che, in seno al Lido Zerbi hanno valore artistico la Rotonda Ristorante e la Promenade perché ideate dall’ing. Nervi. E non vanno e non possono essere demolite!


Ecco il timore che è un auspicio acchè in questa città non si perda memoria delle cose buone che si fanno, tantissime, e anche di quelle meno buone e di quelle cattive, per fortuna inferiori di numero, ma che purtroppo fanno clamore più del bene realizzato!".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Lido comunale, Praticò: "Nell'inchiesta Reghion il progetto demolizione cabine"

ReggioToday è in caricamento