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Cronaca Locri

Atto intimidatorio all'ospedale, scoperto l'autore: è un dipendente del nosocomio

L'uomo denunciato, un 62enne di Locri, avrebbe lasciato diciotto bossoli di pistola davanti agli uffici amministrativi, alla base del gesto i dissidi con la direzione aziendale per motivi di lavoro

I carabinieri hanno individuato il presunto autore dell’atto intimidatorio portato a compimento ai danni dell’ospedale di Locri nei primi giorni del 2020. I militari dell’Arma hanno deferito all’autorità giudiziaria un dipendente dello stesso nosocomio. Pare che fra il dipendente e la direzione aziendale, da tempo, i rapporti professionali fossero deteriorati.

I bossoli davanti agli uffici

Ieri mattina, a conclusione di un’articolata attività d’indagine, i carabinieri della Compagnia di Locri hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Locri un cittadino di 62 anni del posto. L’uomo è considerato il presunto autore dell’atto intimidatorio perpetrato - che aveva destato molto scalpore - presso l’Ospedale di Locri nella nottata tra mercoledì 1 e giovedì 2 gennaio, quando vennero rinvenuti 18 bossoli esplosi calibro 7,65 dinanzi agli uffici amministrativi del nosocomio. Sul luogo intervennero i militari della stazione di Locri che effettuarono i primi accertamenti sullo stato dei luoghi.

Dissidi professionali alla base del gesto

Le indagini, coordinate dalla locale Procura, sono proseguite senza sosta ed hanno permesso ai militari dell’Arma di identificare il responsabile del reato in un dipendente dell’ospedale, grazie a una serie di elementi raccolti scaturiti dall’espletamento di indagini tradizionali. Le cause del gesto intimidatorio sarebbero da ricercare proprio nei dissidi di natura professionale tra l’uomo e la dirigenza ospedaliera; in particolare, l’indagato - per inerzia e pigrizia - non ottemperava alle richieste d’intervento di sua competenza che gli venivano fatte dalla dirigenza dell’Ospedale, che si vedeva, poi, costretta ad assegnare a una ditta esterna i lavori inevasi.

Tutto nelle mani del Ris di Messina

A carico del denunciato, precedentemente incensurato e titolare di regolare porto d’armi, è stata effettuata mirata perquisizione a seguito della quale sono state sequestrate penalmente le armi corte legalmente detenute, per il successivo inoltro al ai carabinieri del Ris di Messina per gli accertamenti balistici del caso. Le ulteriori armi presenti sono state ritirate in via cautelare in ottemperanza alle normative di pubblica sicurezza.

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