Cronaca

Pasqualino ha bisogno di presidi salvavita ma l'Asp non ci sente, presentato esposto

La triste vicenda della famiglia Genovese che sta lottando per offrire al proprio figlio di cinque anni le cure migliori per vincere la tetraparesi spastica distonica

La famiglia Genovese (foto tratta dal video di Web Marketing Festival)

Pasquale Genovese soffre di una tetraparesi spastica distonica e da 5 anni non riceve cure e assistenza nella regione in cui vive. I genitori Serena e Saverio Genovese, con l’assistenza legale dell’avvocato Andrea Daqua, hanno presentato in questi giorni un esposto alla Procura di Locri per chiedere di individuare chi non ha messo a bilancio i fondi necessari per curare in modo adeguato persone affette da malattie gravi.

Da 5 anni Serena e Saverio Genovese sono i protagonisti di una lotta quotidiana per garantire un presente e un futuro migliore al figlio Pasquale, che a 20 giorni dalla nascita ha iniziato a combattere con un esteso danno cerebrale causato da un ictus.

La famiglia, residente in Calabria, oltre ai tanti ostacoli della normale routine deve combattere anche con la burocrazia e un sistema sanitario regionale che non fornisce risposte, assistenza e mezzi adeguati per il benessere del piccolo Pasquale.

Non vengono garantiti non solo servizi infermieristici o percorsi riabilitativi, ma anche strumenti indispensabili per la salute di Pasquale come una cannula tracheostomica, senza la quale non può respirare, o le sonde per la Peg, che non gli permettono di mangiare né di assumere farmaci: “all’ufficio protesico di Siderno mi hanno detto che per questi presidi medici non c’è budget” ha raccontato Saverio Genovese a La Repubblica. “Significa che in Calabria i malati gravi devono morire perché la loro assistenza non viene messa a bilancio? Oggi ci negano anche presidi salvavita come le cannule che servono a mio figlio per respirare. Fra dieci giorni dovrò cambiarla e nessuno ha saputo dirmi se sarà possibile”.

La storia di Pasqualino nel racconto di mamma Serena e papà Saverio: il video

Dopo anni di cure e ricoveri fuori regione, la famiglia - assistita dall’avvocato Andrea Daqua - in questi giorni ha presentato un esposto contro ignoti alla procura di Locri, sottolineando che " La sanità calabrese omette negligentemente di garantire servizi e assistenza al bambino con la naturale conseguenza che il malato rimane incurato mentre i genitori patiscono un vero e proprio calvario, costretti a girovagare senza meta nei meandri della squallida burocrazia, forse, ci chiediamo, creata ad arte per consentire la gestione clientelare del servizio pubblico e rendere impossibile l'accertamento di responsabilità penali e amministrative”.

Una richiesta di incontro urgente per venire a capo della questione è stata inoltrata al procuratore di Locri Luigi D'Alessio, al commissario alla sanità in Calabria Guido Longo e al direttore sanitario dell'Asp di Reggio Antonio Bray.

Dalla scorsa estate, inoltre, i genitori di Pasquale hanno aperto sui social network una pagina dedicata per far conoscere le proprie difficoltà e le soluzioni che, quasi sempre in totale autonomia e senza il supporto delle istituzioni, hanno dovuto trovare. Il WMF segue da mesi la storia del piccolo Pasquale e della sua famiglia e lo scorso ottobre ha realizzato e diffuso una video-intervista a Serena e Saverio Genovese per dare loro modo di raccontare le proprie difficoltà e gli ostacoli che, oggi, sono oggetto dell’esposto presentato alle autorità.

Nel confermare il proprio sostegno e per accompagnare la famiglia Genovese nella propria battaglia, il “WMF” mette nuovamente a disposizione i propri canali e il proprio ufficio stampa per gestire le richieste dei giornalisti che vorranno contribuire a raccontare una storia che deve trovare nell’intervento delle istituzioni pubbliche una risoluzione rapida e definitiva.

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