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Cronaca Locri

Locri, costringevano ragazze a prostituirsi con minacce di morte e violenze: 7 arresti

Altre tre persone sono ricercate. I carabinieri hanno accertato mille clienti, ciascuno pronto a pagare da un minimo di 50 euro fino a 200 euro per incontri a domicilio

Costringevano le ragazze a prostituirsi con mimacce di morte e violenze, vessate anche dal pensiero che le stesse intimidazioni sarebbero state rivolte nei confronti delle loro famiglie.  

Questa mattina i militari della Compagnia carabinieri di Locri, con la collaborazione dei Comandi dell’Arma, competenti sul territorio italiano, hanno eseguito numerose ordinanze applicative di misura cautelare, emesse dal Tribunale di Locri, su richiesta della  Procura della Repubblica, ponendo fine così alle terribili condizioni di sfruttamento di ragazze indifese. 

Sette gli sfruttatori senza scrupoli arrestati,  altre tre persone sono indagate, destinatarie di misura cautelare in carcere, e attualmente irreperibili e ricercate dagli uomini dell’Arma in Italia e all’estero. Tutti sono accusati, a vario titolo, di concorso di persone nel reato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione mediante la gestione di varie “case di incontri”.  L'operazione Sex Home è l’epilogo di un’attività investigativa, condotta dai militari della Stazione di Siderno, coordinati dal sostituto procuratore titolare del fascicolo.

I nomi degli arrestati

I primi tre sono in carcere, gli altri quattro agli arresti domiciliari

1. Salvatore Buttiglieri, nato e residente a Grotteria, di 65 anni;
2. Karfi Najia, detta “Angela”, nata in Marocco e residente a Siderno, di 45 anni;
3. Antonio Leone, nato a Cosenza e residente a Zumpano (CS), di 52 anni;
4. Saloua Nadir, nata in Marocco, residente a Siderno ma domiciliata a Vicenza, di 31 anni;
5. Giovanni Alessi, nato a Reggio Calabria, residente a Siderno e domiciliato a Cittanova, di 44 anni;
6.  Giuseppe Reale, nato e residente a Siderno, di 71 anni;
7. Felicia Veras Reye , nata a Repubblica Dominicana e residente a Caulonia,di 41 anni.

I ruoli degli indagati:

Secondo gli investigatori, Saluoa Nadir, con la complicità di una delle ricercate, riusciva a gestire tutta l’attività illecita che ruotava intorno ad un appartamento da lei affittato a Siderno, di proprietà di  Giovanni Alessi. Emergeva inoltre che la stessa gestiva analogamente un altro appartamento nel centro di Milano dove ospitava varie prostitute perché esercitassero l’attività di meretricio, organizzando gli incontri e pattuendo con i clienti anche il prezzo della prestazione da consegnare;
altre due ricercate che, con la complicità del cosentino Antonio Leone, quest’ultimo già coinvolto in altre analoghe inchieste, riuscivano a gestire appartamenti situati nei comuni di Siderno e di Rende, il cui proprietario  Giuseppe Reale era chiaramente a conoscenza dell’attività svolta, consentendone il “particolare” utilizzo; Najia Karfi, in arte “Angela”, che oltre a prostituirsi all’interno della sua abitazione, organizzava incontri sessuali a pagamento per conto di altre prostitute, facendo da tramite tra queste ultime ed i clienti e mettendo a disposizione un appartamento in cambio di denaro; Felicia Veras Reyes che, quando si trovava fuori dal comprensorio di Siderno, organizzava incontri sessuali a pagamento in favore di altre ragazze sue conoscenti all’interno dell’abitazione dell’odierno indagato Salvatore Buttiglieri, che gestiva autonomamente il proprio appartamento, adoperandosi a ricercare, prelevare accompagnare in loco le varie prostitute alle quali affittare l’abitazione per l’esercizio della prostituzione in cambio di un compenso giornaliero in denaro.

Mille clienti in due anni

Nel corso del biennio di indagini i carabinieri hanno accertato quasi mille clienti, ciascuno pronto a pagare da un minimo di 50 euro fino a 200 euro per incontri a domicilio. Il numero degli avventori era talmente alto che in alcune circostanze le richieste si accavallano determinando lunghe attese all’esterno degli appartamenti, tre dei quali, ubicati nelle vie centrali di Siderno, sono stati sequestrati. Dopo le operazioni, gli arrestati sono stati condotti presso le Case circondariali di Reggio Calabria, Locri e Vicenza a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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