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Martedì, 17 Maggio 2022
Le scelte del premier

Lotta al Covid-19: la svolta di Draghi, cosa cambia dal 1º aprile e poi dal 15 giugno

Addio tra un mese a stato di emergenza, Dpcm, regioni a colori, monitoraggio settimanale dell'Iss, "Riaprire tutto", dice il premier ma ad aprile e maggio ci saranno ancora restrizioni per coloro che non hanno il super green pass

Riaprire tutto, e farlo quanto prima. Il premier Mario Draghi ieri ha tracciato la rotta scelta dall'esecutivo per i prossimi mesi. Il 31 marzo terminerà lo stato di emergenza, non verrà prorogato oltre. I colori delle regioni cesseranno di esistere. Mai come oggi la pandemia appare a un soffio dall'essere lasciata alle nostre spalle. Il primo aprile sarà il giorno X, segnerà il ritorno graduale alla vita piena, alla normalità. Via sin da subito, dunque, l'Italia 'rossa', 'arancione', 'gialla' e 'bianca' ideata dal governo giallorosso. "Il nostro obiettivo è riaprire del tutto, al più presto", assicura Draghi, raccogliendo l'applauso e l'entusiasmo dei presenti. Ecco cosa succederà per quel che riguarda scuola, mascherine, green pass, trasporti, smart working.

Tutti a scuola sempre: addio quarantene da contatto

Tra le tappe per uscire dall'incubo Covid, Draghi si sofferma forse non a caso sui bambini e i ragazzi, tra quelli che hanno pagato il prezzo più salato a questa pandemia, con l'impennata di disagi psichiatrici e disturbi psicologici in tenera e tenerissima età. "Le scuole resteranno sempre aperte per tutti: saranno infatti eliminate le quarantene da contatto", assicura Draghi. "Cesserà ovunque l’obbligo delle mascherine all’aperto, e quello delle mascherine FFP2 in classe", indossate tra i banchi.

In pratiche le scuole resteranno sempre aperte a prescindere da quanti siano stati i contagi in una classe, tutti i contatti stretti, alunni ed insegnanti, continueranno a far lezione e a seguire in presenza. Al momento nella scuola primaria con più di 4 casi in aula gli alunni non in regola con la vaccinazione vanno in dad, gli altri continuano a seguire in presenza con le Ffp2 che saranno abrogate dal 1° aprile. Stessa cosa nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, dove oggi con due o più positivi i non vaccinati restano a casa.

Green Pass: dove non servirà più da aprile e poi da giugno

E anche il super green pass, che tanto ha fatto discutere il governo generando fibrillazioni e divisioni, presto potrebbe essere messo nel dimenticatoio. "Metteremo gradualmente fine all’obbligo di utilizzo del certificato verde rafforzato, a partire dalle attività all’aperto, tra cui fiere, sport, feste e spettacoli", snocciola Draghi. La guardia resterà alta, comunque vigile. "Continueremo a monitorare con attenzione la situazione pandemica, pronti a intervenire in caso di recrudescenze", assicura. Ma la stella polare, "il nostro obiettivo è riaprire del tutto, al più presto".

Dal 1° aprile il pass, rilasciato solo a chi è "in regola" con i vaccini, non sarà più obbligatorio nemmeno per sedersi all'aperto in bar e ristoranti. Dove invece al chiuso, almeno fino al 15 giugno, senza Super Green Pass non ci si potrà sedere, ma al massimo si potrà consumare velocemente un caffè o un drink al bancone. Il Green Pass non dovrebbe più essere necessario neanche negli stadi. Cinema, teatri, palestre, dovranno invece attendere, resteranno aperti solo a chi ha il Super Green Pass (possibile un passaggio al Green Pass base, con tampone negativo dunque).

Dal 1° aprile bus e metro, treni regionali e ad alta velocità torneranno a viaggiare a capienza piena anziché all'80% com'è oggi. Per gli aerei da questo punto di vista non cambierà invece nulla, perché già oggi viaggiano al 100% dei posti occupati. Sembra però improbabile che subito dopo il 31 marzo verrà cancellato anche l'obbligo di Green Pass rafforzato sui mezzi di trasporto, urbani ed extraurbani. Che potrebbero tornare a essere accessibili anche ai non vaccinati a partire dal 15 giugno, se i contagi si ridurranno ai minimi termini e l'obbligo di vaccinazione degli over 50 sarà dunque abrogato. La vera partita che si giocherà sull’abbandono nei prossimi mesi del pass è per le attività cruciali ma al chiuso: dai trasporti (bus locali compresi) ai cinema e ai teatri fino al lavoro dove dovrebbe restare in vigore fino a giugno.

Molto probabile che non servirà più in primavera alcun certificato verde per shopping, banche e uffici postali. E forse anche per i clienti di parrucchieri, barbieri, estetisti e tutti i centri di servizi alla persona. Sembra dunque essere il 15 giugno la data chiave per la totale riapertura e il ritorno alla "vita di prima". Ma già dal primo aprile le restrizioni, anche per i non vaccinati, saranno molte meno di ora. Le mascherine al chiuso almeno fino a giugno saranno invece ancora obbligatorie quasi ovunque.

Le date ufficiali arriveranno tramite decreto nel corso del mese di marzo: la roadmap sarà tracciata prima delle fine dello stato di emergenza che è fissata per il 31 del mese.

Cosa cambia in concreto senza stato di emergenza

Che al governo non sarà più consentito emanare gli ormai famosi Dpcm per fronteggiare l'epidemia. Si conclude anche il monitoraggio settimanale a cura dell'Iss e conseguentemente, come annunciato ieri da Draghi, anche il sistema dei colori, che ha regolato le restrizioni nelle regioni a seconda dell'andamento di contagi e ricoveri. Anche se con l'introduzione del Green Pass le differenze tra bianco, giallo e arancione erano ridotte ormai all'osso. Vanno in pensione anche Cts e struttura commissariale. Figliuolo, scrive oggi la Stampa, continuerà a lavorare al fianco del ministero della Salute, al quale dovrebbero essere trasferite il grosso delle funzioni della struttura commissariale, tra cui figurano gli acquisti e la distribuzione di vaccini e materiale sanitario. È probabile che soprattutto per gli aspetti di logistica ci si continui ad affidare agli uomini dell'esercito. Sicuramente le Regioni riacquisteranno più poteri nella gestione dell'epidemia.

Cosa cambia per lo smart working

La prima data da cerchiare in rosso è il 1° aprile per lo smart woorking, quando scaduto lo stato di emergenza decadrà anche il ricorso collettivo al lavoro da casa. Da remoto si potrà continuare a lavorare lo stesso, ma solo dopo la stipula di accordi individuali tra dipendente e datore di lavoro. Il 15 giugno scade poi l'obbligo di vaccinazione per gli over 50 e quello relativo al Super Green Pass per accedere ai luoghi di lavoro. Speranza vorrebbe prorogare entrambi, la Lega nemmeno per sogno e Draghi tentenna: la linea "aperturista" potrebbe prevalere. 

Le capienze

Da subito gli stadi possono tornare a riempirsi al 75% della loro capienza e i palazzetti dello sport al 60%. Poi dal 1° aprile si potrà tornare al tutto esaurito in entrambi i casi. Il 10 marzo, come già deciso, tanto al cinema che a teatro e negli stadi via libera a pop-corn, snack e bibite. In cinema, teatri e sale da concerto nelle regioni in fascia bianca si è già adesso al 100% della capienza, mentre nelle altre non si può andare oltre il 50%. Ma il 1° aprile con lo stato di emergenza finisce anche l'epoca dei colori e così si torna alla possibilità di fare sold out ovunque.

Le regioni messe meglio e quelle messe peggio

I numeri ufficiali a livello nazionale confermano il trend in discesa. Mercoledì 23 febbraio i ricoverati risultavano a livello nazionale 12.527 nei reparti ordinari e 886 in terapia intensiva. Lo stesso giorno della settimana precedente, rispettivamente 15.127 e 1.073. Con una flessione più marcata nel Nord Italia. In particolare la Lombardia nel giro di un paio di mesi, da epicentro della quarta ondata è passata ad essere una regione che prima di altre ne è uscita. Diversa invece, ad esempio, la situazione in Sardegna: nell'isola l'ondata Omicron è arrivata con qualche settimana di ritardo, e il calo consistente di ricoveri Covid negli ospedali e di decessi legati al virus tarda a farsi vedere. Simile la situazione in Calabria. 

Fonte: Today.it

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