Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Macroregione, Falcomatà: "Reggio e Messina unite da strategia di sviluppo comune"

Il primo cittadino presente ai lavori dell'iniziativa promossa da Aem e Svimez: "Ma è necessario rivedere le regole del gioco, dal ruolo delle Città metropolitane alla revisione del Codice degli appalti"

"Calabria, Sicilia e in particolare le aree metropolitane di Reggio e Messina, sono contesti territoriali destinati a stare insieme. Innanzitutto per ragioni storiche e culturali, ma anche per motivi inerenti la comune strategia di sviluppo economico e sociale. Ma questa è una consapevolezza che deve essere depurata di ogni connotazione ideologica".

E’ quanto affermato dal sindaco Giuseppe Falcomatà, intervenuto ai lavori dell’iniziativa pubblica dal titolo: “La Macroregione europea del Mediterraneo, perché ora – Sfida per la crescita dell'Italia e il futuro dei giovani”, promossa da Aem (Associazione europea per il mediterraneo), Svimez (Associazioni per lo sviluppo dell'industria del Mezzogiorno) e ospitata nella sala biblioteca della Città metropolitana di Reggio Calabria.

Evento a cui hanno preso parte, fra gli altri, Cosimo Inferrera, presidente Aem, Aurelio Misiti, presidente Cnim e Adriano Giannola, presidente Svimez. "Non possiamo ragionare, ad esempio, sulla possibilità o meno di realizzare il ponte sullo Stretto – ha aggiunto Falcomatà - soltanto sulla base della nostra visione politica. Il ponte deve essere uno degli elementi cardine di un sistema di mobilità integrata. Se noi pensiamo solo allo sfondo di una cartolina avremo perso un'occasione.

Se invece discutiamo, seriamente, di collegamenti veloci tra le due sponde, allora forse riusciamo a superare il dibattito “ponte sì, ponte no”, per affrontare la prospettiva del ponte con l'aeroporto, con lo sviluppo dei porti, delle ferrovie, con un’autostrada degna di questo nome, dentro una visione che guardi al sistema Paese e al ruolo che questa macroregione deve avere. E quando abbiamo appreso, finalmente, della notizia circa l’alta velocità fino alla Calabria, - ha poi evidenziato il primo cittadino - abbiamo ribadito che tale decisione non è un regalo ma un atto dovuto finalizzato a colmare un enorme gap di collegamenti".

Accanto a ciò, ha inoltre rimarcato il Sindaco di Reggio Calabria, "occorre rilanciare un’ampia riflessione sulle regole del gioco per non perdere forse l'ultima occasione per discutere di sviluppo nell’area dello Stretto, anche alla luce della grande stagione di cambiamenti e stanziamenti di risorse europee che è alle porte con circa 230 miliardi in arrivo nel nostro Paese. In questo contesto credo che le Città metropolitane non possano stare fuori da questo dibattito svolgendo un ruolo da spettatori.

Ecco perché come Anci continuiamo a chiedere che i sindaci siedano all’interno della cabina di regia così come accade per l’associazione che raggruppa le Regioni d’Italia. Ed è importante anche che le Città metropolitane siano soggetti attuatori di una quota di queste risorse, così come lo sono le Regioni, senza togliere niente a nessuno e in virtù delle ottime capacità di programmazione e spesa dimostrata nel recente passato dagli Enti metropolitani".

Infine, ha poi concluso Falcomatà, “serve pensare seriamente ad una concreta revisione del codice degli appalti che vada naturalmente nella direzione della rigidità e impermeabilità rispetto a interessi e infiltrazioni di corruzione, malaffare o criminalità organizzata, ma allo stesso tempo consenta di spendere le risorse bene, con procedure regolari e in tempi rapidi. Se non si affrontano questi temi rischiamo di perdere gran parte di queste risorse con conseguenze a catena soprattutto a svantaggio delle regioni del Sud e anche della
Macroregione dello Stretto".

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