In cammino con la Consolatrice, don Iannò: "Essere un cavaliere di Maria è un onore"

L'assistente spirituale dei portatori ha raccolto il testimone dai monsignori Italo Calabrò e Salvatore Nunnari e da don Giovanni Licastro

don Antonino Iannò (foto Adriana Sapone)

Il campanello che conserva tra le sue mani è il simbolo di una tradizione. E' custode di un tintinnio, indispensabile, che scandisce, come tradizione vuole, i tempi alla sontuosa Vara della Madonna della Consolazione, ai suoi possenti portatori e a quel popolo inarrestabile che dietro il Quadro ringrazia la sua Patrona.

Quel campanello è un passaggio di testimone nella storia della festa più amata e attesa della città. Dalle mani dell'indimenticato don Italo Calabrò a don Salvatore Nunnari, da don Gianni Licastro a don Antonino Iannò che, da tre anni, guida la processione e segue gli animi dei suoi fratelli portatori. Don Antonino è l'assistente spirituale dell'associazione, 600 gli iscritti, nata da un'idea di don Calabrò, che credeva in quel "manipolo di uomini", divenuta poi realtà, prima con don Nunnari, poi con il riconoscimento e la costituzione ufficiale, nel 2000, con don Licastro. 

E su quel solco tracciato dai suoi grandi predecessori, da quegli insegnamenti tramandati "la Madonna non la si porta in spalla tre volte l’anno", don Antonino vive il suo mandato con la consapevolezza della responsabilità e del privilegio che nel 2016 l'arcivescovo Giuseppe Fiorini Morosini gli ha affidato. Il tempo della grande discesa è arrivato e il richiamo all'Eremo riecheggia forte nel cuore e nei pensieri di tutti i reggini. 

Padre, ma che cos'è questa forza che spinge la città al Monte?

"L'Eremo per Reggio è un polo d'attrazione. Utilizzando l'immagine biblica, è un monte. Il monte nella Bibbia è  importante perchè è il luogo più vicino a Dio, il luogo in cui si sperimenta Dio e si fa esperienza di Dio. Noi a Reggio lo facciamo attraverso la Consolazione e la tenerezza della Madre. C'è un'immagine che accompagna sempre questo salire verso l'Eremo, che mi porto da tempo, quella di un fiume con i suoi affluenti. Il venerdì e anche il sabato mattina da ogni parte della città si parte per arrivare nella casa della nostra Madonna ed è bello vedere come la gente che arriva dai diversi punti della città, giunta in via Cardinale Portanova, diventa una cosa sola. All'Eremo si diventa un unico popolo che implora l'aiuto della Madre, forse ancora prima di implorare, la ringrazia. Prima c'è un salire e poi si scende tutti insieme, si torna nella vita quotidiana portando nel cuore un'esperienza bella, forte, arricchente che è appunto quella della Consolazione, insieme come popolo, come fratelli".

La Madonna ha un fascino che cattura e coniuga come una buona madre deve essere, dolcezza e severità. Che cosa rappresenta per lei la nostra Consolatrice?

"Per me la Madonna è innanzitutto Madre. E' colei che genera la via e che lungo la vita ti prende la mano e ti accompagna. A volte come le mamme terrene fanno, deve essere ferma. Ti fa fare esperienze forti ma le esperienze  forti sono fondamentali per crecere nella vita. Anche nello sguardo severo è possibile scorgere quello della Consolazione. Personalmenente ho avuto modo di sperimentare la forza consolatrice e quest'anno in particolare ho toccato con mano l'opera della nostra Patrona con diverse grazie che abbiamo avuto in Parrocchia. Quindi, mi preparo a vivere la processione di sabato con uno spirito diverso: quello della gratitudine perchè ho potuto sperimentare, da parroco, da assistente da una parte la drammaticità della vita e dall'altra la Consolazione della Madre che non manca mai".

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Lei ha ricevuto una pesante eredità. Essere assistente spirituale con Gianni Licastro dei portatori della Vara dopo don Italo Calabró e monsignor Salvatore Nunnari. Che cosa significa essere un Cavaliere di Maria? 

"Per me è un onore essere un Cavaliere di Maria, per la mia devozione personale alla Madonna. E' un onore essere assistente dei portatori, erede di una tradizione cosi bella, erede anche di figure importanti nella storia della nostra Chiesa di Reggio. Un'eredità pesante per la responsabilità, sia nell'essere Cavaliere, ma allo stesso tempo per la bellezza in sè, perchè è un privilegio. Spero di tenere sempre alto questo onore, che mi ha conferito l'arcivescovo, ma in particolar modo per la Madonna, perchè penso che sia stata proprio Lei a volere questo".

Il culto mariano cresce in tutto il mondo che cosa si sente di dire ai giovani e a quanti ancora non credono al cuore di Maria? 

"Il culto mariano cresce in tutto il mondo perche il mondo ha bisogno d'amore, di tenerezza e ha bisogno di Consolazione. Ai giovani dico di affidarsi e fidarsi della Madonna perchè è la Madre che Gesù ci ha dato per accompagnarci nei sentieri della vita. E' la Madre che ci conduce alla pienezza e che ci fa vivere la bellezza della vita stessa. Vedere centinaia di giovani seguire la nostra processione, che vanno a Lourdes, o a Fatima a fare esperienza di pienezza, questo ci dice che effettivamente Maria lavora nel mondo e non vuole che nessuno dei suoi figli si perda".

Padre quali sono i ricordi più belli che la legano alla processione? E' pronto per sabato?

"Il mio incontro con la Madonna della Consolazione, come assistente spirituale dei portatori della Vara, risale a tre anni fa, e lo ricordo con grande gioia perchè ho sperimentato e condiviso questo amore di figlio di Maria con altri fratelli, che sono i portatori della Vara e con i quali vivo questo legame insostituibile. Non porto e non vado sotto la stanga, ma è come se fossi lì con loro, percorriamo la strada insieme tra gioie e dolori, estenuanti fatiche e sorrisi.

Porto nel cuore, ogni momento della mia prima processione e in particolare ricordo due episodi: la consegna del Quadro all'arcivescovo e alla città, un'emozione indescrivibile, e quando abbiamo poggiato, a fine percorso la Vara in Cattedrale. Non dimenticherò mai l'abbraccio con tutti i portatori e il nostro stanco ma orgoglioso: "Ce l'abbiamo fatta!". Siamo pronti alla grande discesa di sabato. E' da tempo che con i padri cappuccini, con i portatori, stiamo lavorando perche la processione possa essere sempre piu bella, più decorosa e faccia splendere sempre di più la bellezza  della Madonna nei cuori dei reggini".
 

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