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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

L'offerta del Cero votivo, Falcomatà: "Chiedo scusa per gli errori commessi"

Celebrata in Cattedrale la cerimonia eucaristica in occasione della solennità della Madonna della Consolazione. Il vescovo Morrone ha ricevuto il Pallio e nell'omelia ha richiamato le istituzioni a lavorare insieme e di più per i giovani

Le grandi porte in bronzo della Cattedrale sono aperte per la solenne celebrazione. E' il giorno dell'offerta del cero votivo da parte del sindaco per conto della cittadinanza alla Madonna della Consolazione. Una tradizione secolare che di anno in anno si rinnova per manifestare la gratitudine verso l'Avvocata che abbraccia e protegge la città e i suoi figli.

E' un giorno di festa ma è anche un giorno storico: l’arcivescovo Fortunato Morrone riceve dal Nunzio Apostolico in Italia,  monsignor Emil Paul Tscherring, il Pallio che è stato già assegnato da Papa Francesco il 29 giugno scorso a Roma. 

Sfila il clero e oggi per l'evento ci sono anche i vescovi Francesco Milito, Santo Germanò, Francesco Oliva oltre a Giuseppe Morosini e Vittorio Mondello. 

Falcomatà: Vergine, a te affidiamo la nostra città 

Madonna Consolazione cero falcomata-2

Il primo cittadino nel suo discorso fa riferimento alla guerra in Afganistan e alla pandemia e alla necessità di continuare con la campagna vaccinale. Poi afferma: “la consegna del cero votivo è solitamente l'occasione per fare un bilancio delle attività poste in essere dalla Amministrazione comunale nella gestione del bene comune. Pur tuttavia, di fronte alla tanta sofferenza che ancora c'è in città tutto viene meno e perde di significato. Non importa quanti risultati hai ottenuto, non importa quanta strada hai fatto, non importano neanche i sacrifici personali, la passione e l'intensità che ci hai messo. Importa solo il senso di grande amarezza  che si prova quando ancora oggi non si riescono a garantire servizi dignitosi, quando manca l'acqua nelle case e quando l'ambiente è degradato dai rifiuti per strada. Potrei dire che alcune cose non dipendono dal sindaco, o solo dal sindaco, invece quello che è mio compito fare qui oggi è chiedere scusa per ciò che ancora non è stato raggiunto, per gli errori commessi, per le decisioni sbagliate, prese troppo tardi o non prese, ed impegnarmi personalmente, insieme ai componenti della Giunta, a continuare a lavorare sodo. Perché questo è ciò che fa un uomo delle istituzioni. Vergine Madre, a te affidiamo la nostra città e a te ci affidiamo come amministratori. Fa che l'ambizione personale dei singoli non contrasti col raggiungimento del bene comune che deve essere proprio di ogni buon amministratore.

Siamo consapevoli che nessun uomo è un'isola e che nessuno si salva da solo e, nell'epoca dell'io al posto del noi, ti chiediamo di non fare venire meno due elementi essenziali in questo difficile cammino: la fiducia e la lealtà. La fiducia nel continuare a remare seguendo la rotta tracciata dal nocchiero, anche quando si fa fatica a intravedere un porto sicuro all'orizzonte e si è distratti dal fascino delle sirene, belle fuori ma pronte a trasformarsi in fiere assassine una volta in acqua. E poi la lealtà, che significa continuare a guardarsi negli occhi senza abbassare lo sguardo e fare quello che i cittadini ti hanno chiesto dandoti la loro di fiducia: lavorare per il bene della città. La lealtà è un debito, il più sacro, verso noi stessi, anche prima che verso gli altri.

Nessuno, tuttavia, la può imporre con la forza, con la paura, con l'incertezza o con l'intimidazione. La lealtà deriva da una scelta che solo gli spiriti forti hanno il coraggio di fare. Infondi questa forza, Madre Celeste, a ognuno di noi, per resistere ai canti delle sirene, per non smettere di lottare, per non perdere la fiducia, per non dimenticare chi siamo, qual è la nostra storia e i nostri valori, e per spingere la notte più in là. Solo così questa città ce la farà".

La consegna del Pallio

Madonna Morrone pallio 02-2

Il Nunzio Apostolico in Italia, monsignor Emil Paul Tscherring spiega: il pallio pastorale è l’ornamento liturgico che portano sulle spalle gli arcivescovi, così come il Papa che ne indossa uno del quarto secolo. E' fatto di lana d’agnello, di quegli agnelli benedetti dal Papa il 21 gennaio, che sono accuditi dai Monaci delle Tre Fontane in Roma e poi il loro vello viene lavorato dalle monache di Santa Cecilia per la tessitura. Il Pallio, con la sua lana, rappresenta dunque la pecora smarrita che il pastore porta sulle spalle. Tutti noi siamo quella pecora che non è più in grado di trovare il sentiero. Dunque il Pallio è il simbolo della missione per eccellenza del vescovo, il segno dell’autorità di cui il metropolita, in comunione con il Papa, viene legittimamente investito nella propria circoscrizione ecclesiastica. Mons. Morrone inginocchiato, dopo aver rinnovato il suo atto di fede e recitato il Credo, ecco che riceve il prezioso ornamento.

Morrone: “Lavoriamo di più per i nostri giovani”

L'arcivescovo Morrone, visibilmente emozionato, nella sua omelia afferma: è antica e consolidata tradizione che questa nostra festa religiosa coinvolga anche le istituzioni civili qui presenti. In qualche modo è anche la vostra festa, o in altri termini: la vostra presenza qui ci dice chiaramente che siete ben disposti a mettere insieme le vostre energie e competenze con le nostre, per il bene di tutte le persone che abitano questa splendida città e il suo comprensorio.  

Madonna Consolazione cero morrone-2

Allora, camminiamo insieme come istituzioni, ma fattivamente, dialogicamente e nel pieno rispetto dei propri ambiti di competenza e di responsabilità, avendo a cuore in modo particolare le nostre giovani e i nostri giovani per i quali mi pare siano carenti l’interesse e le proposte politiche di ampio respiro per onorare quel patto intergenerazionale educativo, fortemente penalizzato dalla pandemia, che dà orizzonte di senso e futuro alla società civile nel suo insieme.

A voi giovani chiedo di preparavi seriamente per essere attori e protagonisti nei processi decisionali che investiranno la vostra vita presente e futura e, dunque, dell’intera società che spero abiterete molto meglio di quanto siamo riusciti noi adulti. Protestate contro chi vi blandisce con proposte di basso profilo per omologarvi e non vendete la vostra intelligenza ai mercanti di fumo che annebbiano la vostra coscienza, libera solo se compie il bene. Siate cittadini attivi uscendo però dalla logica familistica ambientale che unita a quella del comparaggio negli ambiti della vita sociale, impedisce alle più belle e sincere energie, intelligenze, competenze professionali e imprenditoriali umane di promuovere nella nostra terra una nuova stagione culturale e politica.  Le beatitudini ci offrono la via da percorre per uscire da questa mentalità, ma sarà possibile se vivremo quest’avventura insieme per guardare avanti con serena fiducia".

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