Tra storia e leggenda, come nasce il culto per l’Avvocata del popolo di Reggio Calabria

Il Quadro della Madonna della Consolazione è stato realizzato dall'artista reggino Niccolò Andrea Capriolo. Inestimabile il suo valore devozionale. Il peso della Vara è di 12 quintali

Un'antica immagine della processione

Se si chiede ad un qualsiasi abitante di Reggio, di elencare i 12 mesi dell’anno, si noterà una piccola  differenza rispetto al calendario tradizionale. Infatti, per un reggino doc, dopo agosto arriva il mese di Festa Madonna. Questo è emblematico per capire il rapporto che esiste tra la città e la sua Patrona. Ma qual è la storia di quella che è, a tutti gli effetti, la ‘Festa’ più sentita della città sullo Stretto.

La festa prende avvio la mattina del secondo sabato del mese di settembre con la processione della Sacra Effige che, dalla Basilica dell’Eremo viene portata alla Basilica Cattedrale. Una seconda processione, che segue un percorso nel centro storico cittadino, avviene il martedì immediatamente successivo. Il culto della Madonna della Consolazione a Reggio, si fa risalire storicamente ad una famiglia genovese che tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500 si trasferì nella nostra città portando con se un’immagine di questa Madonna, alla quale era molto devota.

Per custodire questo quadro, fu costruita una cappella sulla collina detta “La Botte”, e ai terziari francescani fu affidata la custodia. Intorno al 1532 i frati Cappuccini di Vallettuccio si trasferirono a Reggio sulla collina dell’Eremo, e a loro fu affidata la custodia della piccola effige della Madonna della Consolazione. Nel 1547 il nobile Camillo Diano, in previsione della costruzione di una nuova chiesa del Convento, di dimensioni maggiori visto l’aumento del numero dei Frati e per la devozione crescente del popolo alla Madonna, commissionò al reggino Nicolò Andrea Capriolo la realizzazione di un nuovo quadro più grande. L’artista reggino, realizzò un quadro di 138 cm per 143.

Nel suo complesso, la Vara pesa 12 quintali ed è alta 5 metri. Capriolo, in aggiunta all’immagine della Madonna, vi introduce le figure di San Francesco e Sant’Antonio, nelle quali presumibilmente sarebbero raffigurati i benefattori del convento, rispettivamente, il Diano e il Mileto. Il quadro originario venne trattenuto dalla famiglia Diano e di questo si persero le tracce in occasione del suo trasferimento a Malta. Nel 1569 sorge la prima chiesa sulla collina dell’Eremo.
 
La diffusione del culto

La storia della nascita del culto e delle celebrazioni per l’Avvocata del Popolo, è un perfetto mix tra storia e leggenda. La prima celebrazione nota della festa, viene fatta risalire al 21 novembre 1592, successivamente al primo soccorso mariano al popolo di Reggio Calabria durante la peste che colpì la città calabrese e sua dirimpettaia Messina nel 1576 e che si protrasse poi per molto tempo.

Negli anni successivi tante altre furono le calamità che minacciarono la popolazione: terremoti, assalti dei Turchi, pestilenze gravissime, ma Reggio è sempre salva grazie alla sua protettrice Maria che viene invocata con tanta fede e che, nei momenti di maggior pericolo viene portata in città, facendola scendere dal suo Eremo. A Maria il popolo si rivolge per chiedere aiuto e protezione in questa terra. Maria è riconosciuta come Aiuto dei cristiani e Porto di salvezza eterna.

Tra storia e leggenda

Si  narra che un quadro della Madonna sarebbe stato ritrovato da un contadino mentre zappava la terra ed in seguito, la medesima effige avrebbe parlato ad un frate cappuccino in preghiera dinanzi ad esso per chiedere alla Vergine aiuto e protezione e far scampare dalla città la pestilenza.

La Vergine che accordò tale favore alla popolazione reggina chiese al frate che si facesse da quel giorno in poi, ogni anno, una solenne processione di ringraziamento. Un rituale che segue ogni anno, ormai da secoli, lo stesso cerimoniale che non può essere modificato. Ogni anno, all’inizio dei festeggiamenti e fino alla domenica successiva al 21 novembre, l’immagine viene trasferita dalla Basilica dell’Eremo al Duomo di Reggio Calabria. Alla vigilia dell’inizio dei festeggiamenti molti fedeli si recano alla collina dell’Eremo, dove si trova il quadro della Madonna.

Il giorno dopo, di sabato, il quadro viene portato a spalla, sulla pesante Vara dai pescatori, da volenterosi e dai numerosi portatori dall’Eremo verso la Cattedrale, dove viene celebrata l’eucaristia e così si iniziano i festeggiamenti che si protraggono per ben quattro giorni consecutivi e che hanno termine con la processione del martedì. La leggenda vuole che il dipinto, trasportato più volte nel Duomo della città, riappariva miracolosamente presso il luogo dove era stata ritrovato e dove poi sarebbe sorta la Basilica dell'Eremo, nella quale il quadro viene ancora oggi custodito.

La scelta del periodo nel quale vengono celebrate le feste mariane risale ad un episodio del 1693, quando, Papa Innocenzo XI ordina che in tutta la Chiesa si celebri il nome di Maria nella Domenica successiva all’ 8 Settembre, festa della Natività della Vergine, Reggio sceglie quel giorno per festeggiare la Madonna della Consolazione, legando così il titolo speciale di Consolatrice al Santo Nome di Maria, e decide di prepararsi alla festività celebrando la Madonna nei sette sabati precedenti. E’ l’inizio della tradizione dei festeggiamenti di Settembre che dura fino ai giorni nostri. Si dovrà aspettare il 1752 quando la Sacra Congregazione dei Riti, con Decreto, confermerà il Patrocinio della Madonna della Consolazione a Reggio.
 

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