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Sabato, 25 Giugno 2022
Il blitz

Droga sull'asse Sicilia-Calabria-Campania per mantenere in vita l'organizzazione

Il capo della Direzione centrale anticrimine, Francesco Messina ha spiegato i risvolti dell'operazione che ha disarticolato il clan di Brancaccio

Droga sull'asse Sicilia-Calabria-Campania. E' quanto emerge dal maxi blitz antimafia eseguito oggi dalla Polizia di Stato e dall'Arma dei carabinieri che hanno smantellato il mandamento di Brancaccio con 31 arresti. "C'è uno scambio di affari e favori finalizzato ad attività illegali", ha detto il prefetto Francesco Messina, direttore centrale anticrimine, incontrando i giornalisti. I boss delle famiglie di Brancaccio, Corso dei Mille e Roccella potevano contare per il rifornimento di droga sugli uomini della criminalità calabrese e anche campana. 

"C'erano frequenti scambi, incontri con contributi in conto vendita - ha spiegato il prefetto Messina -. Una rete di contatti finalizzata a guadagnare con l'attività illecita del traffico di droga". I proventi dello spaccio e del racket non servivano solo a mantenere in vita l'organizzazione e a pagare gli avvocati e gli stipendi degli associati, ma venivano reinvestiti anche in attività commerciali. Gli investigatori, infatti, hanno sequestrato beni per oltre 350mila euro. Agli indagati è stata contestata l'intestazione fittizia di beni. 

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