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Sanità, il Sul Calabria aderisce alla manifestazione del Comune di Polistena

"Prosegue il tenace tentativo di smantellamento della sanità pubblica per favorire quella privata", sono le parole del segretario generale Aldo Libri

Sulla sanità calabrese e, in particolare del territorio della Piana interviene il segretario generale Sul Calabria  Aldo Libri: “È del tutto evidente che prosegue tenace il tentativo di smantellamento della sanità pubblica per favorire quella privata; è altrettanto noto che i cittadini che rinunciano alle cure per ragioni economiche o per i ritardi insostenibili nell’erogazione dei servizi crescono in maniera preoccupante. Nel mentre si approva una legge di bilancio che stanzia, per la sanità, somme appena sufficienti a coprire i costi contrattuali e si bloccano gli investimenti del Pnrr in materia di strumenti diagnostici che tanto servirebbero alla sanità pubblica, soprattutto a quella meridionale”.

“Questo allarmante quadro non basta da solo – prosegue Libri - a descrivere i colpi assegnati a questo fondamentale diritto: in Calabria, regione nella quale abbiamo avuto un esercito di commissari ottimamente retribuiti e che non hanno abbassato di un minimo la quota di spesa sanitaria dovuta all’emigrazione verso strutture del nord e del centro e che ci costa da 300 a 350 milioni di euro all’anno, si ostacolano le strutture che vorrebbero operare meglio a favore degli utenti assegnando loro meno del minimo vitale per il funzionamento in termini di personale e risorse, e mettendo spesso i primari nelle condizioni di evitare il blocco di un pubblico servizio solo a condizione di violare leggi e disposizioni contrattuali”.

“Di più della riorganizzazione della sanità in Calabria e nella Piana si parla da almeno una ventina d’anni e la prospettiva dell’ospedale centrale della Piana è ancora al di là da venire, così come non si giunge a decisioni razionali e condivise relative all’utilizzo delle strutture attualmente esistenti e a un piano di sanità territoriale che sia funzionale e utile ai cittadini.

 “Perciò è ora che istituzioni, forze politiche, sindacati, associazioni di categoria, libere espressioni dell’associazionismo democratico e singole personalità facciano sentire alta e forte la loro voce e manifestino la loro volontà di difendere e rafforzare la sanità pubblica”.

“È vero, la sanità pubblica costa tanto – conclude - anche se la percentuale sul Pil stanziata in Italia è al di sotto delle medie europee. Se esistono problemi di finanziamento basta recuperare almeno una parte dell’evasione fiscale pari a circa 100 miliardi di euro all’anno per fare la sanità pubblica più efficiente, moderna e accogliente del mondo”.

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