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Polemica manifesti censurati, la presa di posizione del mondo politico: le reazioni

La vicenda dei manifesti contro l'aborto della onlus Provita&Famiglia ha scatenato, a destra e sinistra, i commenti del mondo politico della città di Reggio Calabria

La rimozione, da parte del sindaco Giuseppe Falcomatà, dei manifesti contro l'aborto, regolarmente affissi in città dalla onlus Provita&Famiglia, ha scatenato una serie di commenti e prese di posizione nel mondo politico cittadino.

Iati Filomena-3Parla di "passarelle mediatiche ed il nulla che si propaga" la consigliera comunale di opposizione Filomena Iatì. "La grande indignazione del sindaco per un manifesto che esprime pensieri personali sulla tematica dell’aborto è in linea con la sua cattiva amministrazione. Poco rispetto, anzi nessuno, per le opinioni diverse dalle sue. Il sindaco si indigna tanto per un manifesto ma chiude gli occhi e le orecchie sulla mancanza di rispetto per la memoria dei nostri defunti nei cimiteri cittadini, non puliti da tante settimane.

Tutta la città, sia in centro che nelle periferie, è invasa dai rifiuti, ed il nostro primo cittadino gioca con la comunicazione su “panchine fucsia”, sulla realizzazione del Parco lineare Sud (non fruibile), sulle foto e gli articoli in campagna elettorale della scalinata del lungomare di collegamento con il porto, accanto allo scempio dell’Arena Lido, naturalmente chiusa.

Non finisce qui, la storia continua con le dichiarazioni dei suoi assessori - Brunetti - che, a mezzo stampa, verificabile sul web, ha affermato in data 24 gennaio, che entro un mese il problema dei rifiuti sarà risolto. In effetti mancano dieci giorni, attenderemo fino al 24 febbraio! Potremmo anche parlare di impianti sportivi e dei canoni da pagare al comune da parte dei gestori: verifichiamo le morosità? Il tutto mentre la cittadinanza paga una Tari senza usufruire del relativo servizio". 

Iatì accoglie con grande euforia la delibera contro le scritte fasciste e naziste, "attendiamo sindaco in testa, un’altra marcia sul corso Garibaldi al canto di "Bella Ciao", con i pugni chiusi. L’azione politica dell’amministrazione Falcomatà è pari allo zero. Altro che secondo tempo per la sua squadra, altro che partita di calcio, sembra di assistere ad un reality show, in cui il protagonista si specchia su se stesso e cerca di circondarsi di “yes man” per rafforzare la sua figura, che fino ad oggi sarebbe da zona retrocessione, per usare i suoi cari eufemismi calcistici".

La Chiesa prende le distanze dal sindaco Falcomatà

"Gesto ingiustificato", commenta il consigliere regionale di Fratelli d’Italia,Neri Giuseppe-2 Giuseppe Neri che si sofferma "nel metodo della questione che ha visto Falcomatà protagonista di un atto che non ha una razionale giustificazione. Piuttosto che occuparsi dei problemi che affliggono la nostra città, sprofondata nei disservizi, ormai atavicamente lontani da una rapida e concreta risoluzione, decide in modo coatto di far rimuovere i manifesti delle associazioni Pro vita, regolarmente affissi, che promuovono una campagna contro l'aborto, e il cui messaggio secondo il sindaco sarebbe di violenza verso le donne. Nulla di più distante dalla realtà".

Secondo Neri, "l'approccio di un sindaco su temi etici e che hanno un'inclinazione di orientamento morale, non può essere soggetto a posizioni ideologiche di parte. Falcomatà non può permettersi, con pretesti strumentali dunque, di censurare chi la pensa evidentemente diversamente da lui; pertanto rinunci a cimentarsi nel goffo tentativo di imbavagliare chi porta avanti soprattutto una battaglia di civiltà a tutela e valorizzazione della vita. E della donna!"

"Nei manifesti non ci sono messaggi eversivi o di incitamento alla violenza, - conclude il consigliere di FdI - anzi l'orientamento ideologico è esclusivamente rivolto alla sensibilizzazione contro la madre di tutte le violenze: l'aborto. L’aborto è sempre una tragedia. Perché impedire la vita di un bambino è una
tragedia. Sia pur allo stato embrionale, fin dal momento del concepimento c’è un essere umano unico e irripetibile che prende forma nel grembo della madre. La violenza invece la riceve la donna, con il favore di una legge contraddittoria e lontana dal tempo", che del nuovo figlio di questo mondo", né opprime il diritto di libertà! Falcomatà ritorni sui suoi passi e chieda scusa!"

Delfino Demetrio-3Le donne e gli uomini del circolo ReggioSud esprimono piena soddisfazione per la decisione presa dal sindaco, "la libertà di esprimere le proprie opinioni non può, in nessun caso, andare contro una legge dello Stato. La legge 194 del 1978 riguarda l'interruzione volontaria di gravidanza (IVG), possibile entro i primi 90 giorni di gestazione per motivi di salute, economici, sociali o familiari.

Legge nata a precisa tutela delle donne che, prima di allora, erano costrette a ricorrere ad aborti clandestini con gravi rischi per la propria salute. Grazie Sindaco, perchè l'attenzione su questi temi deve restare sempre alta, perchè nessun diritto si può ritenere acquisito per sempre e va quindi difeso contro tutti i tentativi di tornare ai tempi bui delle mammane e degli aborti sui tavoli delle cucine.

Grazie a nome di tutte le donne che hanno perso la vita soltanto perché avevano scelto, sicuramente con sofferenza, di non voler portare a termine una gravidanza. Grazie a nome di tutte le donne e gli uomini che hanno lottato affinché venisse approvata una legge che consentisse a tutte le donne di abortire in strutture pubbliche in modo sicuro e gratuito".

Il circolo ReggioSud, inoltre, lancia un grido d'allarme "che riguarda la piena applicazione della Legge 194. Oggi ci sono ospedali pubblici che annoverano una percentuale di medici obiettori che supera il 95%. Questo rende, nei fatti, inapplicabile una legge dello Stato. Di questo ci si dovrebbe scandalizzare, non certo della rimozione di manifesti che sembrano usciti dal secolo scorso".

Marino Giuseppe-7"La vita rappresenta il dono più grande che va tutelato e difeso sempre". Ne è convinto il consigliere comunale e metropolitano democrat Giuseppe Marino che sui social esprime il suo punto di vista: "Da cattolico, una vita può essere sacrificata soltanto per salvarne un'altra. In ogni caso, sono profondamente rispettoso dell'altrui pensiero ed allo stesso modo delle libertà fondamentali. Prima fra tutte la libertà di manifestazione del pensiero sancita dalla nostra Costituzione, in modo particolare su temi così delicati che riguardano la coscienza individuale.

Per questi motivi, personalmente non avrei fatto rimuovere i manifesti della campagna stop-aborto. Penso sia più utile aprire un dibattito in città, soprattutto con i giovani, sul valore della vita, anche per aiutare i nostri ragazzi a capire che le idee degli altri possono non essere condivise ma vanno rispettate". Pensiero che fa integralmente suo anche il consigliere comunale Giuseppe Sera.

Arillotta Paolo-2Paolo Arillotta dell'Udc ne è certo "non è condivisibile sotto alcun punto di vista l’iniziativa di oscurare i manifesti affissi nei giorni scorsi in città ad iniziativa del movimento Pro-Vita. Essi esprimevano un’opinione, un visto di vista, un pensiero, forse anche in termini forte e d’impatto, ma è lo stile dei tempi correnti quello di colpire, ritenendo questo necessario a dare efficacia e forza al messaggio.

Che in Italia vasta parte della popolazione la pensa come i propugnatori di quel messaggio è un fatto scontato. E che questa parte abbia il diritto di esprimere il proprio pensiero, è fatto scontato pure. Né questa propaganda è vietata o contro la legge, perché la stessa legge, è questo il dato che i contrari tentano di obliterare, prevede che l’aborto sia scelto solo al termine di un percorso, che in realtà non viene coltivato, di modo che la donna viene sostanzialmente lasciata sola con se stessa di
fronte ai problemi a causa dei quali si indirizza verso una scelta di per se contro natura: perché mai una mamma dovrebbe volere e decidere di sopprimere il proprio figlio che ha iniziato a vivere per il solo fatto del concepimento".

Quei manifesti - secondo Arillotta - non avrebbero dovuto essere oscurati; ed anzi richiamano tutti, forze politiche, sociali, amministratori ad affrontare il tema delle donne e della maternità, in termini reali e concreti, non ideologici. La denuncia della Chiesa e degli operatori che, partendo da una scelta di fede, operano per dare attuazione integrale alla legge, alle parti in cui assegna alla società ed alle istituzioni un compito fondamentale nel governo di un problema così devastante.

L’iniziativa assunta dall’Amministrazione comunale è ampiamente criticabile, e va stigmatizzata portando la questione all’interno del Consiglio comunale, dove i consiglieri che non si riconoscono nelle motivazioni che hanno determinato l’oscuramento dei manifesti dovrebbero presentare un ordine del giorno da sottoporre all’approvazione dell’assemblea, nel quale ribadire il diritto di ciascuno ad esprimere, in un chiaro perimetro di legalità, le proprie opinioni, e nel contempo impegnare l’Amministrazione comunale a porre in essere tutte le iniziative utili o opportune a dare integrale applicazione a tutte le disposizioni contenute nella legge sull’aborto".

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