Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Furti e tentate estorsioni con il "cavallo di ritorno": un arresto e due denunce |VIDEO

Le immagini del sistema di videosorveglianza sono state determinanti per ricostruire i movimenti degli autori. L'uomo è stato arrestato dai carabinieri e associato alla casa circondariale di Arghillà

 

Una serie di furti, tra questi anche un'ambulanza, e un solo metodo: "il cavallo di ritorno". A finire nei guai, scoperti dai carabinieri della compagnia di Melito di Porto Salvo, Massimo Bevilacqua, 41enne, arrestato ieri dopo l'ordinanza emessa dal giudice per le indafini preliminari presso il tribunale di Reggio Calabria, e altre due persone sono state denunciate.

Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e dal sostituto procuratore Alessandro Moffa e condotte dal nucleo operativo e radiomobile, sono iniziate nel mese di febbraio di quest’anno, dopo l'allarmante
recrudescenza dei furti di veicoli nella cittadina grecanica. 

I fatti

Nelle notti tra il 2 ed il 6 febbraio, alcuni soggetti travisati, approfittando del buio e della minore frequentazione delle vie cittadine, hanno prima rubato un furgone telonato e, pochi giorni dopo, un’ambulanza privata, utilizzandola per commettere un ulteriore colpo ai danni di una concessionaria di Melito Porto Salvo, dove hanno trafugato un motociclo ed un personal computer.

Per ricostruire i movimenti degli autori ed individuare il mezzo da loro utilizzato per gli spostamenti si sono rilevate determinanti le immagini del sistema di videosorveglianza. "Eloquente - spiegano i carabinieri - la metodologia impiegata nella scelta delle vittime: sulla carrozzeria dei mezzi erano indicati i recapiti telefonici e, quindi, le vittime avrebbero potuto essere agevolmente contattate telefonicamente".

La conferma che il progetto delittuoso andasse oltre l’appropriazione dei veicoli è stata di lì a poco confermata. Gli indagati hanno cercato, nei giorni successivi, di chiamare le ignare vittime, chiedendo loro di recarsi nel quartiere Arghillà per pagare il "riscatto" e riottenere così il mezzo rubato, secondo la tecnica del "cavallo di ritorno".

Gli ulteriori approfondimenti hanno accertato la responsabilità dell’arrestato, che dovrà rispondere dei reati di furto aggravato e tentata estorsione. Per gli altri due, l'ipotesi di responsabilità riguarda la sottrazione dei mezzi. Il 41enne è stato associato alla casa circondariale di Arghillà. 

Potrebbe Interessarti

Torna su
ReggioToday è in caricamento