Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Accordi Libia, Mimmo Lucano in sciopero della fame

L'ex primo cittadino di Riace spiega che è "un digiuno di giustizia in solidarietà con i migranti”

Mimmo Lucano a Riace (foto pagina Fb Lucano)

Nel Mediterraneo si continua a morire. Uomini, donne, bambini, in fuga in cerca di una vita migliore trovano la morte nelle acque antistanti l'Italia.

Da più parti la società civile ha chiesto lo stop al rifinaziamento della missione in Libia ma oggi l'appello è caduto nel vuoto. L'aula della Camera ha infatti approvato la risoluzione sulle missioni internazionali (438 sì). Ed ha bocciato invece il testo che chiedeva lo stop della cooperazione con la Guardia costiera libica.

Così ecco che Mimmo Lucano, da Riace, fa sentire la sua protesta. Ha scelto la linea dura e per questo, da oggi, ha deciso di fare lo sciopero della fame, “un digiuno di giustizia in solidarietà con i migranti”. 

Dalla pagina Fb ecco che fa sapere: "Dal villaggio globale, estrema periferia italiana, digiuno come atto di protesta contro le politiche migratorie del governo Draghi che blocca per futili motivi le navi delle ONG. Sono scelte disumane in linea con i governi precedenti, perché chi fugge dai lagher libici ha diritto all'asilo politico.

Il tempo della negazione dei diritti umani da parte di autorità governative è stato inaugurato con l'ex ministro Minniti che ha avuto un ruolo strategico nella criminalizzazione della solidarietà e nella delegittimazione del cosiddetto modello Riace, nato per una casualità a seguito di uno sbarco avvenuto sulla spiaggia di Riace tanti anni fa. La nostra idea si è concretizzata in una soluzione umana al dramma delle migrazioni, alle vittime innocenti di decisioni di guerra, di miserie e povertà imposte dalle logiche neoliberiste ...un'onda rossa della rivolta dalle oppressioni contro l'onda nera del fascismo, del razzismo e della disumanità".

Adesso da più parti si chiede il ripristino del soccorso in mare con una missione europea sul modello di Mare Nostrum, un piano europeo di evacuazione dei centri di detenzione libici e l'apertura di corridoi umanitari stabili per permettere a chi si trova in Libia di fuggire da quell'inferno.

Il Memorandum con la Libia

Nel 2017 il Governo italiano firmava il Memorandum con la Libia. Da allora si sono susseguiti drammi in mare, e non solo. A questi vanno ad aggiungersi, denuncia il Tavolo Asilo,  gli interventi della “cosiddetta Guardia Costiera libica, che, spesso con metodi brutali, costringe i barconi intercettati a far ritorno in Libia, rinchiudendo i migranti nei centri di detenzione governativi o in quelli gestiti dalle milizie, dove vengono sottoposti a terribili violenze”.  Il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha annunciato, poco tempo fa, nuovi corridoi umanitari dalla Libia, ma ad oggi la politica dei respingimenti continua.

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