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Giovedì, 29 Settembre 2022
Minoranze linguistiche

Immagini, suoni e parole per scoprire la Calabria che non conosci

Il prezioso archivio della cooperativa Raffaele Lombardi Satriani adesso disponibile al Polo culturale Mattia Preti del Consiglio regionale

E' lo scovare le storie, per riportarle alla luce e custodirle, quello che anima Claudio Idone, presidente della “Cooperativa Raffaele Lombardi Satriani”. Un lavoro lungo di conservazione del patrimonio culturale, fatto di parole, suoni e immagini per raccontare un sud,  una Calabria, che non deve essere perduta.

“Abbiamo iniziato quaranta anni fa, possiamo dire ormai, negli anni Ottanta”, - racconta Claudio Idone. “Eravamo un gruppo di giovani, animati dalla voglia di capire le radici di questa terra e così il nostro lavoro fu quello di documentare i riti, le tradizioni, i canti della Calabria”. Un lavoro di ricerca etnomusicale e antropologica che si è trasformato anche in documentazione video e piano piano ha preso forma l'archivio audiovisivo.

“Con il passare degli anni abbiamo iniziato anche a realizzare servizi video-giornalistici – racconta Idone – e il nostro sguardo, al di là della mera cronaca, è sempre stato quello di raccontare quello che non viene quasi mai mostrato, fare memoria delle piccole cose, che poi piccole non sono! Così nel nostro viaggio dentro la Calabria abbiamo avuto il privilegio di conoscere, da vicino, le minoranze linguistiche: la minoranza arbereshe, la minoranza grecofona e la minoranza occitana. La nostra osservazione è sulla comunità, sul suo essere "villaggio" e questo ci porta al cuore della narrazione, scoprendo fatti, persone e luoghi. Vediamo "dal basso", dentro le mura del paese, facendo emergere una narrazione che molte volte è sconosciuta agli stessi protagonisti”.

“Per questioni geografiche, di vicinanza, abbiamo lavorato più con la comunità grecanica. Adesso questo materiale è consultabile più facilmente grazie al Consiglio regionale della Calabria e al Polo culturale che lo ha reso accessibile a tutti presso la sede di Palazzo Campanella”. 

L'archivio al Polo Culturale

200 files e oltre 4 mila minuti (73 tra servizi vipolo culturale reggio-2deogiornalistici, reportage e docufilm e 127 videodocumentazioni consultabili integralmente tramite il girato grezzo di origine) provenienti, dunque, dalla documentazione dell’archivio televisivo della cooperativa “Raffaele Lombardi Satriani”. Materiale edito ed inedito che adesso si può consultare per scoprire le minoranze linguistiche calabresi. Una vetrina digitale con l'elenco dei documenti televisivi, comprensivo per ognuno di essi di una scheda di presentazione e dell'icona.

Una rarità documentale, dunque, sia per il materiale “grezzo” che per quello edito perchè i filmati, a suo tempo, erano stati diffusi tramite canali televisivi che non esistono più e, risalendo alcuni servizi e reportage a un'epoca anteriore a internet, sono solo conservati presso l'archivio aziendale della cooperativa "Raffaele Lombardi Satriani" (che ne detiene tutti i diritti) e non sono più reperibili presso altra fonte.

“Nei filmati dedicati alle minoranze, - è spiegato sul sito del Polo culturale - non si parla solamente di queste comunità linguistiche, ma attraverso le loro tradizioni si recupera la memoria perduta della nostra terra. Se le minoranze linguistiche rappresentano la diversità rispetto alla cultura dominante, esse stesse ne diventano il tratto di unicità che più la caratterizza, divenendo modelli di diversa "calabresità.

Queste comunità sono, invero, anche speciali testimoni e custodi dei tratti essenziali della nostra cultura, poiché nel corso dei tempi, ne hanno assimilato la civiltà, cristallizzando elementi ormai dimenticati o desueti e, così, mantenendo in vita un patrimonio identitario comune la cui memoria e valorizzazione riguarda tutti i calabresi. Poiché la diversità è ricchezza e, quindi, una risorsa da utilizzare e non disperdere, la finalità della sezione dedicata alle minoranze linguistiche calabresi è anche quella di informare e divulgare l'esistenza di questi mondi paralleli, di queste realtà a noi così vicine e, al contempo, così lontane, diverse e identiche, familiari e straniere, ma comunque pur sempre intimamente legate alla storia di questa terra!”.

La sezione multimediale del Polo culturale Mattia Preti sulle minoranze linguistiche si compone non solo dell'archivio digitale ma anche di tutti i testi, gli articoli e gli atti nella disponibilità dei fondi del Polo (come il fondo bibliografico, il fondo documentale e il fondo emeroteca).

La lingua antica di Guardia Piemontese e Bova: immagini di MedMedia

Come si costruisce un archivio audiovisivo

“Abbiamo iniziato da subito ad archiviare il materiale che producevamo – spiega il presidente Idone – prima su un librone cartaceo. Fu Cettina Forestieri ad avere l'intuito di catalogare e con semplicità mise su quello che fu un metodo che ancora oggi utilizziamo. Partì da 5 punti fondamentali: la data, il luogo, chi era l'intervistato, l'argomento e la posizione. Fu una catalogazione, una sorta di metadata che poi abbiamo elaborato al computer ma che ci consente ancora adesso di sapere dove è quel materiale. Nel corso degli anni siamo passati dalla pellicola, al nastro magnetico e adesso ai file. Ma l'obiettivo è sempre quello di documentare e di fare memoria”. 

La Bovesìa e le minoranze linguistiche

L'elenco del catalogo è lungo e così ecco che si può trovare la Bovesìa in festa per il suo protettore San Leo o la messa ortodossa ed ancora la storica visita del Patriarca Bartolomeo I riservata alla minuscola comunità di Gallicianò, una trentina di famiglie che resistono in quella che può essere considerata l'acropoli della Calabria ellenofona. Si potranno ascoltare le antiche rapsodie e vedere i balli degli albanesi di Calabria davanti il Monastero basiliano di Santa Maria Odigitria. 

La visita di Bartolomeo I: immagini di MedMedia 

C'è tutto questo e molto altro per testimoniare quella che è una ricca e variegata realtà idiomatica che contraddistingue il nostro Paese più di ogni altro Paese europeo. In Italia, infatti, sono riconosciute 12 "comunità linguistiche" di lunga tradizione che parlano idiomi differenti da quello ufficiale. Su 20 regioni sono ben 14 le regioni che vedono la presenza nativa di minoranze linguistiche e culturali solidamente radicate nella storia civile e nella realtà sociale; in Calabria ne sono presenti 3: arbereshe, grecofona e occitana, tutte da scoprire.

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