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Cronaca

Minori, superare i traumi delle violenze è missione possibile

Si è svolto, a Palazzo Alvaro, il convegno internazionale organizzato da B.A.C.A. (Bikers Against Child Abuse) ed Ufficio del Garante Metropolitano per l’Infanzia e l’Adolescenza

Difendere e valorizzare i più piccoli è possibile. Non lo dice solo “Missione (Im)possibile. Sicurezza, protezione e tutela del minore: aspetti psicologici e legali”, il titolo del convegno internazionale organizzato da B.A.C.A. (Bikers Against Child Abuse) ed Ufficio del Garante Metropolitano per l’Infanzia e l’Adolescenza svoltosi a Palazzo Alvaro. Ma, soprattutto, c’è la consapevolezza che lo stesso evento ha lasciato ai quasi duecento partecipanti in presenza e in remoto. Sia alla luce dell’esperienza dell’organizzazione di motociclisti a fianco dei minori e delle sinergie con soggetti istituzionali e professionali come il protocollo d’intesa firmato recentemente da B.A.C.A. con il garante Emanuele Mattia, sia del rinnovato impegno ribadito all’interno della sala “Perri”.

«Le violenze pregiudicano il processo di maturazione e minano l’autostima, sono lezioni indimenticabili che nessun minore deve imparare. Grazie a B.A.C.A. per l’azione di rigenerazione che compie» ha esordito così Mattia dopo l’introduzione della componente dell’Ufficio TizianaTiziano.

«I bikers cercano libertà sulla moto, senza barriere e paure. I bimbi sono come loro, per questo hanno la giusta sensibilità per capire il dolore ed attivarsi» ha affermato il consigliere dell’ordine degli avvocati Antonino Bizzintino, mentre «B.A.C.A. si pone come strumento di servizio ai più piccoli per il ripristino della fiducia verso gli adulti» il consigliere dell’ordine degli psicologi della Calabria Santo Cambareri.

Quattro componenti di B.A.C.A. hanno illustrato alcuni aspetti dell’azione di protezione, sostegno e conforto per non far vivere più i minori nella paura e per recuperare loro fiducia attraverso la presenza fisica, senza dimenticare l’attività di formazione, sensibilizzazione e collaborazione con ambiti istituzionali e professionali secondo precisi protocolli. 

«Il nostro cuore batte ogni istante per B.A.C.A., secondo regole e valori come onore, lealtà e rispetto. Cerchiamo di dare ai più piccoli il diritto a sorridere e a non vivere nella paura – sono le parole di “Spagno”, colui che nel 2009 ha scoperto l’organizzazione e, dopo esser stato negli USA, nel 2010 l’ha fatta sbarcare in Italia – portando B.A.C.A. in Italia abbiamo realizzato un’utopia. L’abbiamo capito quando, dopo aver iniziato una collaborazione con delle suore, loro ci hanno chiesto la promessa di non lasciarli più. Da quel momento ci siamo allargati in tutto il territorio nazionale, anche a Reggio grazie a cuore, volontà e caparbietà di “U Gorilla”».

«Vediamo sorrisi spenti e la perdita di magia, amore, gioia e voglia di costruire. Rudi, ma dolci ed accuditivi, aiutiamo i più piccoli a spezzare la paura, a ritrovare la forza e a ricominciare a fidarsi del mondo e di loro stessi, facendoli sentire in famiglia» ha detto Psycho. «Per entrare in B.A.C.A. c’è un protocollo. Se nel casellario giudiziario ci sono reati di violenza, si è esclusi, se è nullo, c’è un percorso di osservazione e formazione. Collaboriamo con le istituzioni e non ci sostituiamo a loro, diamo molta importanza alla privacy specialmente sui social e tuteliamo il nostro logo con un iter di verifiche ed autorizzazioni» ha spiegato “Uan”, mentre «dal 2009 siamo nel Vecchio continente, stiamo crescendo grazie all’impegno volontario che mettiamo ogni giorno, tanto è vero che dal 2019 è nata B.A.C.A. Europa» “Smily” in videoconferenza dalla Svizzera.

«B.A.C.A. dà un qualcosa in più davanti a tristezza, chiusura ed aggressività, grazie a legame, protezione e possibilità di essere ascoltato e di esprimersi crea un rapporto forte e profondo che cambia le cose» ha raccontato evocando l’esperienza puntuale di un minore la direttrice della “Casa di Emmanuel” di Scroforio Graziella Larizza. «Il senso d’appartenenza “Io faccio parte di voi” ricostruisce la frattura del trauma di abusi vasti e trasversali. B.A.C.A. è importante nel circuito di tutela urgente per riparare il minore che mettiamo in campo» ha concluso il giudice onorario del Tribunale dei Minori di Reggio Giuseppina Maria Patrizia Surace.

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