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Legalità / Montebello Ionico

Dal degrado alla rinascita sociale grazie alla visione della comunità Emmanuel

La comunità di recupero verrà ospitata in un immobile confiscato. Il procuratore Bombardieri: "Vicenda emblematica della lentezza nell’assegnazione di questi beni che vengono confiscati alla criminalità organizzata"

Dal degrado nascerà una comunità di recupero. In un bene confiscato, ubicato a Sant'Elia di Montebello Ionico, troverà spazio un centro specializzato per il sostegno di donne e uomini in difficoltà. Questa è la storia che ci consegna oggi il comune di Montebello Ionico.

In un immobile di contrada Sant’Elia, completamente vandalizzato, la “Comunità Emmanuel Ets” attraverso il progetto “Monte Vivo – Montebello Vivo nella Legalità” impegnerà un milione di euro per restituire alla comunità un bene sottoposto a confisca definitiva nel 2008 e assegnato nel 2019. L’iter che ha portato all’assegnazione non è stato semplice ed ha visto anche la modifica del regolamento per i beni confiscati finalizzata al prolungamento dei tempi di affidamento della struttura per consentire all’associazione di poter ammortizzare le spese.

“Ma quell’immobile - ha detto la sindaca Maria Foti - potrà trasformarsi in un volano di sviluppo per il territorio e allo stesso tempo in uno strumento utile ad offrire un’altra opportunità a soggetti deboli della nostra società”.

All’iniziativa di presentazione del progetto erano presenti la dirigente dell’istituto comprensivo Montebello Jonico – Motta San Giovanni, Margherita Sergi; il coordinatore dell’associazione “Emmanuel Ets”, Daniele Ferrocino; la presidente della sezione misure di prevenzione e Corte d’Assise del Tribunale di Reggio Calabria, Natina Pratticò; la dirigente dell’Anbsc di Reggio Calabria, Giuliana Cosentino.

Il progetto di recupero del bene confiscatoE ancora, il consigliere regionale Giuseppe Gelardi; la direttrice generale dell’Asp di Reggio Calabria, Lucia Di Furia; il vicario generale della Diocesi Reggio Calabria-Bova, Monsignor Pasqualino Catanese; il presidente di Calabria Crea, Roberto Gatto; il portavoce del Forum del Terzo Settore, Pasquale Neri; l’amministratore giudiziario e consulente dell’associazione “Emmanuel Ets”, Rocco Egiziano.

L'iniziativa si è svolta dentro la palestra dell'istituto comprensivo montebellese, alla presenza degli studenti della scuola media di Saline Joniche. Poche, invece, le presenze della comunità locale e meno ancora quelle dei rappresentati politici e comunali di Montebello Ionico.

Al dibattito, che è stato moderato dal giornalista Consolato Minniti, ha portato il suo contributo anche il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri.

“Questa vicenda - ha detto Bombardieri - è emblematica della lentezza nell’assegnazione di questi beni che vengono confiscati alla criminalità organizzata. Non è possibile che la riconsegna al territorio avvenga con questo ritardo. Anche in questo caso una sola associazione sul territorio ha partecipato al bando per l’assegnazione ed è segnale importante ma non del tutto positivo perché vuol dire che non c’era grande interesse all’assegnazione da parte delle associazioni del territorio”.

“Questo tema - ha concluso il procuratore -  riguarda tutti da vicino e queste iniziative, che restituiscono alla società un bene confiscato, sono momenti importanti ”.

La proposta progettuale presentata dalla associazione comunità Emmanuel Ets, partendo dall’analisi territoriale e dall’individuazione dei bisogni, si è posta come obiettivo generale un aumentato benessere e una più compiuta coesione della comunità locale.

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