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Domenica, 27 Novembre 2022
Migranti

Dallo sbarco alla laurea, Onome festeggia il suo meritato successo

Arrivata al porto di Reggio Calabria nel 2016 minorenne e sola. Si è laureata all'Università per stranieri Dante Alighieri

Sorride felice Onome Anigboro, tiene stretta la tesi di laurea e posa per gli scatti fotografici. Si è laureata all'Università per stranieri Dante Alighieri discutendo la tesi su “L'accoglienza dei minori non accompagnati nella Piana di Gioia Tauro”, relatrice la prof. Francesca Panuccio e adesso festeggia con gli amici. 

L'arrivo sulla nave Spica

Onome Anigboro sa bene cosa vuol dire accoglienza dei minori non accompagnati, lei era una di loro. Onome è arrivata al porto di Reggio Calabria, sulla nave Spica della Marina militare italiana il 26 aprile del 2016. Era a bordo con altri 243 migranti e di questi ben 46 minori nessuno accompagnato. 

“Avevo diciassette anni e non sapevo nulla dell'Italia. Dopo lo sbarco, al porto di Reggio Calabria, c'era ad aspettarci suor Angela Paglione e insieme ad un altra ragazza siamo state trasferite a Polistena nella casa famiglia istituto femminile “San Giuseppe” gruppi famiglia “Casa nostra". Suor Angela mi ha accolto e mi ha guidato, mi ha indirizzato sulla strada giusta da seguire. Oggi questo mio successo lo dedico anche a lei”.

“Non sapevo ovviamente l'italiano ma in Nigeria, il mio Paese, avevo studiato e così suor Angela mi ha chiesto se volevo continuare a studiare o lavorare. Io ho risposto che volevo studiare, così mi ha iscritto al terzo anno del liceo linguistico a Polistena. Quando ho compiuto diciotto anni però ho dovuto lasciare la casa famiglia di Polistena e sono entrata nel Sai di Laganadi. Ho potuto continuare a studiare al liceo magistrale Gullì a Reggio”.

“Suor Angela però c'è sempre stata, anche se non ero più nella casa famiglia. Lei è la mia mamma italiana, anche dopo che ho lasciato la casa, siamo rimasti ancora una famiglia perché non importa la distanza”.

Ha tanti amici Onome ed educatori che l'hanno accompagnata verso l'autonomia e l'integrazione. Non è facile diventare grandi lontano da casa, ma Onome ce l'ha fatta  adesso vive con il suo compagno ed hanno un bambino di quattro anno: “L'ho chiamato Angelo - dice - come la suora”. 

E' raggiante questa giovane donna che ha attraversato il deserto e poi il Mediterraneo in cerca di un futuro migliore. “Il mio sogno, adesso, è quello di aiutare gli altri minori migranti. Far capire loro che se scelgono una strada giusta possono davvero cambiare vita. Occorre impegnarsi. Voglio portare la mia testimonianza, voglio far capir loro che è importante scegliere e impegnarsi, che c'è la possibilità di sottrarsi alla cattiva sorte: quando si parte dall'Africa molti ragazzini non sanno neanche dove vanno e perché, sono i genitori che li spingono ad affrontare il viaggio per poi mandare a casa i soldi. Il viaggio è duro, ci sono violenze, fame, sofferenze e una volta arrivati non è detto che si trovi lavoro e soldi da poter inviare alla famiglia. In tanti finiscono su strade sbagliate. Ecco io voglio raccontare cosa vuol dire affrontare il mare, cosa vuol dire essere minore migrante”. 

I minori migranti 

Storie di minori e di adolescenti dove il concetto di adolescenza è difficilmente traducibile per questi ragazzi, immediatamente adulti nella decisione forzata di abbandonare il paese d’origine. Un passaggio alla vita adulta immediato. 

I minori stranieri non accompagnati (Msna) censiti in Italia al 30 giugno - secondo i dati raccolti nel nuovo Rapporto di approfondimento semestrale sulla presenza dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) in Italia, pubblicato dalla Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - sono 15.595, dato in forte aumento rispetto al 2021 (+99,9%) a causa della crisi umanitaria che ha interessato l'Ucraina dal febbraio 2022. Gli Msna sono in maggioranza maschi (80,1%), e hanno per la maggior parte 17 (44,8%), 16 (19,3%) o dai 7 ai 14 anni (22%), arrivano soprattutto da Ucraina (5.932 minori), Egitto (2.497), Albania (1.302), Bangladesh (1.239) e Tunisia (1.145), mentre le Regioni che ne accolgono di più sono la Lombardia (2.859 minori, il 18,3% del totale), la Sicilia (2.742, il 17,6%), e l'Emilia-Romagna (1.639, il 10,5%). Anche in questo semestre, tra i minori non accompagnati presenti nel Paese, è confermata la prevalenza del genere maschile (80%). Tuttavia, vi è  l’aumento significativo della presenza femminile avvenuto nel semestre: al 30 giugno 2022 circa 1 Msna su 5 è di genere femminile, a fronte di una incidenza poco superiore al 3% al 30 giugno 2021. Le ragioni sono tutte riconducibili alla componente dei minori provenienti dall’Ucraina che è caratterizzata da una distribuzione per genere e per età molto più equilibrata rispetto ai minori provenienti da altri paesi.
 

Il futuro di Onome

“Mi impegnerò per aiutare i ragazzi minori non accompagnati – dice – voglio essere d'esempio per loro, anche perché ascoltare da chi ha vissuto personalmente il viaggio è cosa diversa dall'ascoltarla dagli educatori. Ho fatto tanti sacrifici e mi sono impegnata tanto per arrivare a questo successo. Ho lavorato nei ristoranti e come domestica pur di studiare, e adesso stringo forte la mia tesi e guardo il futuro con gioia”.

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