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Domenica, 23 Giugno 2024
Il caso / Arghillà

Ad Arghillà murales da 60 mila euro in mezzo ai rifiuti, sconcerto dei residenti

Dopo anni il Comune sta per avviare il progetto dei cantieri della bellezza ma i rappresentanti dei cittadini continuano a chiedere interventi su bonifica, legalità e Pinqua

Dopo quasi cinque anni e vari tentativi a vuoto con gare pubbliche andate deserte, il Comune sembra vicino a realizzare l'intervento principale dell'azione "Cantieri della bellezza in aree periferiche e degradate", la previsione ad Arghillà di cinque murales sulle facciate di alcuni immobili che circondano piazza Don Italo Calabrò. Il progetto, in origine a valere sul Pon Metro 2014-2020, non è mai partito perché le procedure ad evidenza pubblica con invito di alcuni fornitori non avevano dato alcun riscontro. Nessuno aveva accettato.

Adesso, dopo la rimodulazione delle risorse con una nuova linea di finanziamento Poc, l'amministrazione ha avviato una trattativa diretta con la cooperativa napoletana Arteteca (già incaricata in passato per altri murales nelle periferie cittadine), ed è all'orizzonte un contratto da 60mila euro per cinque grandi opere murali. Presentata come migliorativa dell'immagine e la vivibilià del problematico rione nord di Reggio, quest'idea sta registrando dissenso nei residenti. 

I residenti non sono d'accordo: "Le priorità sono altre, sistemate la piazza"

"Non siamo stati coinvolti - dice Gianni Votano, presidente del comitato di quartiere - e ci sembra un intervento inopportuno rispetto alle vere priorità. Non siamo favorevoli. Prima di tutto si deve ristabilire un po' di legalità in questo quartiere, e risolvere i problemi di degrado e igienici che segnaliamo sempre senza esito, poi si può pensare ad altro". E' paradossale, secondo il rappresentante del comitato, programmare un'opera decorativa nella stessa piazza che continua ad essere invasa dai rifiuti.

"Che senso ha una cosa bella in mezzo alla spazzatura? Questo progetto è indice di una scarsa conoscenza del territorio e delle vere esigenze, che l'amministrazione potrebbe apprendere se ci consultasse. Noi siamo operativi- continua Votano - Con la chiesa valdese ci siamo occupati degli alberi, e anche del fotovoltaico e del riciclo delle acque piovane. Tengo a ringraziare i carabinieri per aver voluto qui le celebrazioni del 210esimo anniversario dell'Arma, consentendoci così di avere la piazza ripulita".

Votano ricorda anche che il rione è destinatario del Pinqua da 15 milioni di euro del Pnrr che mira a trasformare uno storico ghetto urbano in laboratorio sperimentale di buone prassi. Ma del piano fa parte pure il risanamento di una cinquantina di alloggi, l'installazione dei pannelli solari sui tetti e la citata vasca per raccogliere l’acqua piovana, da utilizzare negli orti domestici. "Le facciate dove dovrebbero essere creati questi murales - conclude il presidente del comitato di quartiere - rientrano nelle azioni di riqualificazione, ed è questo che deve avere la precedenza".

I Pinqua fermi, l'emergenza igiene e legalità e l'azione Cantieri della bellezza

Contrari alla proposta anche il gruppo civico Noi Siamo Arghillà. Patrizia D'Aguì fa da portavoce a una generale indignazione, sottolineando la spesa prevista per i murales: "Quei 60.000 euro dovrebbero essere usati per risolvere tutte le criticità per cui facciamo segnalazione senza mai vedere un intervento. Non c'è nessun criterio di priorità e stiamo preparando una grande manifestazione pubblica perché di fronte a questo comportamento nel quartiere proviamo rabbia e stanchezza".

Sul Pinqua, D'Aguì denuncia un'immotivata inerzia, nonostante a marzo qualcosa sembrava essersi messa in moto dopo la convocazione di associazioni e cittadini da parte delle assessore comunali Zoccali e Lanucara: "Ci avevano detto che il progetto sarebbe partito con un'attività sociale rivolta ai rom, ma abbiamo visto solo due sopralluoghi. Visite a cui non è seguito nulla, da allora è tutto fermo". 

L'azione dei cantieri della bellezza nelle periferie risale al 2018: la street art ha come obiettivo la rigenerazione urbana di piazza Don Italo Calabrò, che rappresenta un simbolo dell'emergenza Arghillà. L'amministrazione era già stata autrice di una massiccia pulizia del sito divenuto una discarica a cielo aperto, e i residenti continuano ad esserne custodi nel limite delle proprie possibilità. La piazza continua ad essere invasa di spazzatura ed è di massima urgenza la bonifica dell'intera Modenelle, una bomba tossica con rifiuti che sprigionano effluvi nocivi ed episodi di grave rischio, come il rogo di spazzatura e carcasse di auto di poche settimane fa. 

Il commento di Marcello Fonte

Nessuno ha bisogno di murales qui, dove pure ce n'è già uno molto bello, la madre di Arghillà nella zona sud del quartiere. L'arte aiuta (la cooperativa a cui sarà affidato l'intervento ha sperimentato un efficace modello di osservatorio sulla creatività urbana), ma non basta e in questo caso non può essere neanche consolatoria. La chiosa più efficace a questa vicenda arriva da un residente celebre, l'attore Marcello Fonte, che sotto un post sul progetto street art, ha commentato: "Sarebbe anche bello se si mettessero in funzione gli ascensori visto che c'è gente anziana e al quinto piano non ce la fa". 

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