Mercoledì, 17 Luglio 2024
Iniziativa per il MuStruMu

Il museo dello strumento musicale rivive con i giovani artisti dell'AbaRC

L'iniziativa MusiCittà presenta il progetto degli allievi del corso in didattica della multimedialità, che riapre vitualmente il MuStruMu

L'identità del MuStruMu è legata all'arte, la creatività dei giovani e ovviamente il patrimonio culturale degli strumenti musicali. Proprio su questi cardini, con l'iniziativa MusiCittà, l'Accademia di belle arti reggina ha voluto riaccendere attenzione sul centro culturale fondato da Demetrio Spagna, chiuso da anni in attesa del progetto di riqualificazione e ampliamento che ne farà un punto focale del Waterfront. Nel frattempo però il museo dello strumento musicale è un'assenza profonda in città e manca tanto, sia a chi lo ha frequentato da ragazzo e oggi lo ricorda nostalgicamente, sia ai giovani e giovanissimi che non lo conoscono e sono arrivati tardi - dopo l'incendio doloso che lo ha distrutto, dopo la coraggiosa riapertura solidale e infine dopo il colpo di grazia inferto durante la pandemia. 

MusiCittà è l'evento che ha presentato il lavoro degli allievi del corso di didattica della multimedialità dell'AbaRc, prodotto dell'attività della scuola di comunicazione e didattica dell’arte, in collaborazione con le scuole di pittura e nuove tecnologie dell’arte. Al centro del progetto dell'anno accademico appena concluso c'è stata una ricerca sul MuStruMu, che ha ricostruito la storia del museo e ne ha realizzato una riapertura virtuale attraverso diversi linguaggi multimediali: 'Il sogno del MuStruMu', un allestimento digitale sulla piattaforma Artsteps; 'Il ritmo del MuStruMu', un videogame interattivo scaricabile su smartphone; 'La voce degli strumenti', un podcast che racconta il museo e il patrimonio materiale e documentale che contiene.

Il progetto del corso in didattica della multimedialità riapre virtualmente il MuStruMu

Gli autori sono studenti del corso in didattica della multimedialità a cura del professor Antonio Mastrogiacomo, che spiega come è nato l'interesse per il MuStruMu: "L'accademia è strutturalmente vicina a questo museo che personalmente mi ha battezzato al mio arrivo a Reggio. Nel giorno in cui ho preso servizio ho fatto una passeggiata scoprendo questa realtà molto particolare. Ho poi conosciuto Demetrio Spagna e l'idea di un il progetto incentrato sul museo è venuta di conseguenza". Il progetto ruota ovviamente attorno agli strumenti custoditi nel MuStruMu con una dedica speciale a Diego Carpitella, antropologo ed etnomusicologo nato a Reggio cento anni fa. "Abbiamo fatto dialogare voci artistiche diverse - dice ancora Mastrogiacomo - come diversi sono gli strumenti che rappresentano una ricchezza non sono per i reggini ma per tutte le comunità che qui hanno ritrovato la loro radici riunendosi, stando insieme agli altri e suonando insieme. Vorremmo che questo progetto dia un contributo per narrare una storia forse dimenticata ma per basterebbe poco per far riemergere, anche soltanto riattivando l'entsusiasmo dei giovani".

MusiCittà al MuStruMu

MusiCittà ha riassunto tutto questo oggi in una lunga giornata sul filo di note, spartiti e tele e pennelli, dando vita a una performance itinerante nel centro cittadino, in collaborazione con il conservatorio Cilea. Si è iniziato sul corso Garibaldi con i set musicali lungo il corso Garibaldi eseguiti dal quartetto Hyle Saxophone Quartet, i cui musicisti sono stati accompagnati dall'azione pittorica e performativa Telaeinspalla: gli studenti di pittura dell’accademia supervisionati dal professor Davide Mancini Zanchi hanno seguito l'ensemble musicale in fila con tele bianche sulla schiena, potendo ciascuno dipingere il quadro davanti a loro, sulle spalle del collega, mentre camminavano. Un bel colpo d'occhio, che ha incuriosito molti turisti attratti da quello spettacolo inatteso tra applausi e video. Il colorato corteo ha poi raggiunto la pineta Zerbi e il quartetto si è fermato ad eseguire alcuni brani con lo sfondo del MuStruMu. Dove sono apparsi anche nuovi totem informativi ma accanto al cartello c'è un portone sempre chiuso. 

Spagna: "Aspettiamo notizie dal sindaco, e che sia rispettato l'impegno preso"

Demetrio Spagna, fondatore del MuStruMu, partecipa alla camminata anche lui attrezzato di tavolozza e tela mobile. Ha con sé le chiavi del museo e simbolicamente lo apre per una fugace visita dei presenti. "Vi chiedo scusa per la polvere - dice con semplicità - vi assicuro che lo tenevamo molto bene". Una giustificazione che non era necessaria, perché all'interno è tutto perfetto. Rivedere le sale con la collezione di strumenti antichi e originali della tradizione calabrese esposti accanto a quelli di ogni continente, i libri sugli scaffali, le sculture e i manifesti è davvero un tuffo al cuore. "Per me ogni volta è come celebrare un funerale", confida il dottor Spagna, senza nascondere l'amarezza. In questi mesi ReggioToday ha fatto periodici recap sulla situazione del progetto del nuovo museo, ma il via libera del rifinanziamento (dovuto all'aggiornamento del prezzario dei lavori, ormai datato) con il necessario atto tecnico del comune sembra uno stallo cristallizzato. A un passo dal progetto esecutivo annunciato già per la scorsa estate, senza arrivare mai.

Demetrio Spagna non vuole fare polemica: "Siamo qui, io aspetto notizie dal sindaco, che ha preso un impegno e sono fiducioso vorrà mantenerlo. Il museo non si muove ed è in attesa che le teste pensanti capiscano cosa fare per riaprirlo. Ma oggi quello che avrei da dire io è meno interessante di questi bambini che vedete... sono loro, i giovani, l'anima del museo". Così era e non è cambiato: è bastato aprire il portone e gruppi di ragazzini hanno subito trovato il loro posto scoprendo i suoni degli strumenti e immergendosi nell'atmosfera delle diverse suggestioni di culture e popoli. 

Ragazzi all'interno del MuStruMu

Podcast, videogioco e mostra virtuale per riaccendere l'attenzione 

Il MuStruMu appartiene a furor di popolo dei reggini, e lo dimostra la recente petizione per chiedere alle istituzioni di non abbandonarlo e salvare un cuore che nonostante i tanti acciacchi batte ancora. Il progetto dell'accademia coinvolge tra gli altri del musicista Dario Zema, che è la voce narrante del podcast nel quale è illustrata la collezione del MuStruMu. Commentando l'iniziativa di oggi, dice: "E' un evento di solidarietà attorno al museo, che ha bisogno del supporto di tutti per riportarlo all'attenzione di chi deve occuparsene. Inondare la città di musica credo sia stato il modo più adatto, perché si è risposto pure a un'esigenza che ha Reggio di sentirsi animata e viva".

Il recupero della storia del MuStruMu nel podcast lancia un amo e sugella una collaborazione con Spagna che continuerà. Il museo dello strumento musicale non ha mai smesso di essere un laboratorio di esperienze, formazione ed espressione artistica. Quelle sale sono pronte a scrollarsi di dosso la polvere e riannodare i fili di quell'esperienza pioneristica - un unicuum culturale che Reggio non ha saputo valorizzare. 

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