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Giovedì, 30 Maggio 2024
Vittime di mafia

'Ndrangheta, in ricordo di Gennaro Musella a 40 anni dalla morte

Il 3 maggio del 1982 l'ingegnere salernitano saltò in aria con un'autobomba nella centralissima via Apollo. Ieri è stato ricordato anche da don Luigi Ciotti nel corso di una concelebrazione eucaristica nella Chiesa di San Paolo della Rotonda

Il 3 maggio del 1982 un'autobomba uccise in via Apollo, Gennaro Musella, ingegnere salernitano che aveva trasferito in Calabria la sua impresa di opere marittime la seconda del Meridione. 

Il professionista campano, alle 8,20 di quella mattina uscì da casa. Pochi metri, l’apertura della portiera, la messa in moto, il boato assordante. Reggio Calabria tremò come scossa da un terremoto: Musella fu disintegrato da una potentissima carica di tritolo posizionata sotto il sedile di guida. L'auto si accartocciò su se stessa, volando in aria per poi tornare al suolo. Sull’asfalto si formò una voragine che ancora oggi, quando piove molto, riaffiora.

Dopo appena due giorni, avrebbe compiuto 57 anni. Oggi una via porta il suo nome. L'imprenditore aveva denunciato gli illeciti in una gara d'appalto per il porto di Bagnara Calabra.  "A seguito della sua denuncia, - scrive la figlia Adriana in una nota - la gara fu annullata e riproposta. Cinque giorni prima dell'espletamento della seconda gara, saltò in aria".

Gennaro Musella, vittima innocente di mafia, ucciso dopo soli due giorni dall'assassinio di Pio La Torre e tre mesi esatti prima di quello del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, è stato ricordato lunedì 2 maggio da don Luigi Ciotti nel corso di una concelebrazione eucaristica a lui dedicata nella Chiesa di San Paolo della Rotonda. Tra gli interventi anche quello di Simona Dalla Chiesa. Accanto alla figlia Adriana, studenti, associazioni e istituzioni per non dimenticare e tenere viva la memoria.

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