Giovedì, 18 Luglio 2024
Contrasto alla criminalità

'Ndrangheta, in amministrazione giudiziaria una società reggina attiva nei settori edile e dei rifiuti

Il provvedimento è stato eseguito dai finanzieri. Per gli inquirenti il legale rappresentante sarebbe legato "da stretti rapporti parentali con soggetti vicini alla cosca Alampi"

Oggi per una società reggina, che opera nei settori edile e dei rifiuti, il cui legale rappresentante, secondo gli inquirenti, sarebbe legato "da stretti rapporti parentali con soggetti vicini alla cosca Alampi operativa presso la frazione di Trunca", è scattata l'amministrazione giudiziaria per un periodo di 6 mesi.

Il provvedimento, emesso dalla Sezione misure di prevenzione del tribunale, è stato eseguito dai finanzieri del comando provinciale della finanza di Reggio Calabria, coordinati dalla procura, Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, diretta da Giovanni Bombardieri.

La misura applicata, nell’ambito dell’azione di contrasto alla criminalità organizzata, spiegano le fiamme gialle, agli ordini del generale Maurizio Cintuea, "si colloca nell’alveo delle disposizioni della legislazione antimafia che mira, da un lato, ad impedire e prevenire che il libero esercizio delle attività economiche ed imprenditoriali sia esposto al pericolo di infiltrazione mafiosa, dall’altro al recupero delle imprese influenzate dalle organizzazioni criminali".

In questo caso, l’autorità giudiziaria reggina, condividendo la ricostruzione formulata dalla prefettura di Reggio Calabria che, in precedenza, aveva emesso nei confronti della società in questione un’informazione antimafia a carattere interdittivo, ha rilevato la sussistenza, (allo stato del procedimento ed impregiudicata ogni
diversa successiva valutazione nel merito), "di un pericolo di infiltrazione mafiosa a carattere stabile e non occasionale".

Gli accertamenti svolti dai militari del gruppo investigazione criminalità organizzata del nucleo di polizia economico finanziaria di Reggio Calabria, in collaborazione con le altre forze di polizia, hanno permesso di ricostruire le vicende societarie dell’attività economica in questione, alla luce delle quali, la Sezione misure di prevenzione del tribunale di Reggio Calabria, ha decretato, con il provvedimento eseguito, la misura di prevenzione patrimoniale dell’amministrazione giudiziaria delle aziende per un periodo di 6 mesi.

"L’attività, testimonia l’elevata attenzione dalla Guardia di finanza che - in coerenza con la ratio della legislazione antimafia e nel solco delle puntuali indicazioni dell’autorità giudiziaria reggina - continua ad essere rivolta, oltre che all’individuazione ed alla conseguente aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie illecitamente accumulati dalle consorterie criminali di stampo mafioso, anche al recupero delle imprese esposte all’infiltrazione ‘ndranghetistica, attraverso l’applicazione di istituti alternativi alla confisca, con l’intento di “bonificare” le attività e garantirne la prosecuzione, salvaguardando il libero esercizio della libertà di impresa e il tessuto economico del territorio".

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