Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Antonio Mafrica torna libero, per il tribunale di sorveglianza "ha scisso i legami con il crimine"

Il 56enne di Bova era finito nelle maglie dell'inchiesta "Bellu lavuru" ed era ritenuto il capo locale del piccolo borgo dell'area grecanica. Da anni però svolgeva lavori di volontariato per il Comune e faceva l'aiuto cuoco in un ristorante del paese

L'avvocato Tonino Curatola

Antonio Mafrica è un cittadino libero. Completamente libero. Il magistrato di sorveglianza di Reggio Calabria, Angela Incognito, ha deciso di dichiarare cessato lo stato di pericolosità di Antonio Mafrica, 56enne di Bova finito in manette nell’ambito dell’operazione “Bellu lavuru” perché ritenuto capo locale del piccolo centro pre aspromontano dell’area grecanica, revocando contestualmente la misura di sicurezza della libertà vigilata.

Accolta la tesi dell'avvocato Curatola

Il magistrato di sorveglianza ha accolto la tesi difensiva presentata dall’avvocato Tonino Curatola. Antonino Mafrica dal giorno in cui ha finito di espiare la pena in carcere ha svolto attività di volontariato presso il comune di Bova e si è adoperato come aiuto cuoco presso un ristorante del paese. 

Significativi progressi

Proprio su queste caratteristiche si è basata la richiesta dell’avvocato difensore finalizzata alla revoca anticipata della misura di sicurezza. Una tesi accolta dal magistrato di sorveglianza che, nel suo provvedimento, così motiva la decisione assunta: “ritenuto che il soggetto ha fatto registrare significativi progressi, sul piano dell’orientamento verso modelli di vita socialmente adeguati, testimoniati dal mancato coinvolgimento in attività illecite, quanto dalla dedizione mostrata nello svolgimento dell’attività lavorativa e dalla buona progettualità futura”.

Rescissi i legami con la criminalità

Tutti questi elementi per il magistrato del tribunale di sorveglianza di Reggio Calabria “inducono a ritenere che il predetto abbia dato prova di avere rescisso i suoi legami con gli ambienti della criminalità organizzata e di avere definitivamente abbandonato modelli comportamentali improntati alla devianza”.

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