Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

E' finita a Barcellona la fuga del latitante Giuseppe Romeo "u pacciu"

Il giovane 35enne di San Luca era sfuggito alla cattura nell'ambito dell’operazione internazionale “European ‘Ndrangheta Connection” eseguita il 5 dicembre 2018

L'arresto è stato curato dalla Squadra mobile

La fuga di Giuseppe Romeo “u pacciu” è finita ieri sera a Barecellona. Nella città iberica, infatti, il 35enne di San Luca, è stato arrestato dagli uomini dell’’Equipo operativo della Guardia Civil spagnola che ha localizzato e catturato il pericoloso latitante nell’ambito di un’operazione di polizia resa possibile dalla cooperazione fornita dalla Squadra mobile della Questura di Reggio Calabria, diretta da Francesco Rattà, e dal Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato. Tutte le operazioni di cattura sono state condotte sotto l’egida della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria diretta dal Procuratore della Repubblica Giovanni Bombardieri, in stretto raccordo con il Servizio per laCooperazione Internazionale di Polizia (Scip) della Direzione Centrale della Polizia Criminale nell'ambito del più ampio progetto I-Can (Interpol Coopeperation Against 'Ndrangheta) promosso dall'Italia insieme al Segretariato Generale dell'Oipc-Interpol di Lione.

Gli investigatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria e dello Sco - coordinati dal Procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo e dai Sostituti procuratori Simona Ferraiuolo e Alessandro Moffa - hanno fornito ai colleghi spagnoli significativi elementi sulla presenza nella penisola iberica di Giuseppe Romeo che era riuscito a sottrarsi all’esecuzione dell’operazione internazionale “European ‘Ndrangheta Connection” eseguita il 5 dicembre 2018 da una Squadra investigativa comune composta da diverse Forze di polizia italiane - Polizia di Stato e Guardia di finanza - ed europee (Bka tedesco, Fiod olandese e Polizia Belga), con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, della Procura di Duisburg, dell’autorità giudiziaria olandese e di Eurojuste di Europol.

L’arresto di Giuseppe Romeo, inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi stilato dal Ministero dell’Interno, rappresenta un momento di particolare rilievo nella generale attività di contrasto al narcotraffico internazionale gestito dalla‘Ndrangheta. Colpito da due ordinanze di custodia cautelare in carcere e destinatario di un decreto di sequestro preventivo nell’ambito dell’inchiesta “European ‘NdranghetabConnection”, il 13 novembre 2020 è stato condannato dal Gup di Reggio Calabria a 20 anni di reclusione per partecipazione, con ruolo di rilievo, ad un’associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico internazionale, detenzione di sostanze stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori ed auto-riciclaggio.

Originario di San Luca, di anni 35, conosciuto con i soprannomi“u pacciu”, “maluferru” o “u nanu”, Giuseppe Romeo è figlio di Antonio Romeo, di 74 anni, alias “centocapelli”, ritenuto contiguo alla cosca Romeo intesi “stacchi” di San Luca, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Parma.

Il suo ruolo all’interno di una delle tre consorterie di cui era composta la vasta associazione per delinquere disarticolata con l’operazione “European ‘Ndrangheta Connection”, ovvero il gruppo “Pelle-Costadura-Romeo”, era quello di promotore, organizzatore e finanziatore dei traffici di cocaina in Europa. Egli aveva infatti stabilito la propria dimora in Germania, ma faceva la spola fra la Calabria, la Lombardia e l’Europa nord-occidentale al fine distringere accordi con i fornitori dello stupefacente e con alcuni intermediari dimoranti in Belgio, Olanda e Germania, che prevedevano trasporti di 40 chilogrammi di cocaina a settimana dall’Olanda a Milano, con la collaborazione di altri sodali calabresi, alcuni dei quali già condannati in primo grado a parecchi anni di reclusione ad esito del processo scaturito dalla richiamata operazione di polizia.

Giuseppe Romeo è stato condannato in primo grado anche per aver intestato fittiziamente le proprie quote del bar - gelateria “Cafè La Piazza” di Bruggen in Germania - sequestrato nel corso della medesima operazione “European ‘Ndrangheta Connection” - ad altri soggetti imputati nella stessa inchiesta, nonché per auto-riciclaggio e reimpiego di proventi illeciti nel suindicato esercizio commerciale tedesco.

Il latitante è stato arrestato in Spagna in esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso nel mese di novembre 2018 dal Gip di Reggio Calabria su richiesta della locale Dda nell’ambito della citata operazione di polizia internazionale.

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