Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Operazione "Cassa continua", l'intercettazione: "Pietro Labate, il capo dei capi" | VIDEO

Così Paolo Falco, il "braccio destro" di Pietro Toscano, definiva il capo della cosca egemone sul quartiere Gebbione, un gruppo che, come spiegato dal Procuratore Bombardieri, ha patito una piccola scissione

 

“Pietro Labate era.. lui lui lui; lui è il capo dei capi”. Parola di Paolo Falco: il 50enne arrestato questa mattina nell’ambito dell’operazione “Cassa continua” che, per gli investigatori dell’Arma, sarebbe il braccio destro di Pietro Toscano e si occupava delle armi a disposizione dei sodali della cosca satellite dei Labate operante sul quartiere Gebbione di Reggio Calabria. 

Era lui, intercettato dalla microspie piazzate dagli uomini del colonnello Giuseppe Battaglia, a spiegare alla compagna di Pietro Toscano, il ruolo apicale del boss arrestato nel 2013, e il peso che la ‘ndrangheta è in grado di esercitare sul territorio della Città dello Stretto. 

La conversazione, come appuntano gli investigatori dell’Arma, aveva ad oggetto i trascorsi criminali di Pietro Toscano che veniva definito da Paolo Falco come il "braccio destro" di Pietro Labate, capo dell'omonimo clan mafioso. 

Per rispondere alla curiosità della donna che chiede: “esiste la mafia ancora qua?”, Paolo Falco, con un'espressione che non lascia margine ad interpretazione: “uttana!”, riferiva dell'esistenza della ‘ndrangheta nella città di Reggio Calabria e nel resto della provincia, descrivendola come un'organizzazione estesa su tutto il territorio: “qua.. Rosarno, Gioia... Gioia Tauro”. 

Con specifico riferimento alla zona cittadina di Gebbione, Paolo Falco indicava l'organizzazione "Ti mangio", soprannome con cui sono notoriamente chiamati i componenti della cosca capeggiata da Pietro Labate. Le parole di Paolo Falco attestano in modo incontrovertibile il carisma criminale di cui gode la cosca e i suoi componenti, ritenuti molto pericolosi: “c’è .. inc.. quà ci sono loro"; "sono pericolosi"; "sono pericolosi Sara, sono pericolosi., questi sono pericolosi Sara.. te lo giuro! Sono pericolosi, sai come li chiamano? "Ti mangio"- sono pericolosi Sara”. 

Potrebbe Interessarti

Torna su
ReggioToday è in caricamento