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Domenica, 23 Giugno 2024
Il commento / San Luca

Ndrangheta, prefetto Rizzi: "Non ha scampo, né in Italia né all’estero"

Il direttore centrale della polizia criminale del dipartimento della Pubblica sicurezza entusiasta dopo la cattura di Antonio Strangio in Indonesia

"43 latitanti di ‘ndrangheta catturati in tutto il mondo in meno di 3 anni: la ‘ndrangheta non ha scampo, né in Italia né all’estero, e tutti i criminali che, partendo dalla Calabria, hanno inquinato le economie di oltre 40 Paesi europei ed extraeuropei con corruzione e traffici illegali, verranno presto arrestati".

Sono le prime dichiarazioni di grande soddisfazione del prefetto Vittorio Rizzi, direttore centrale della polizia criminale del dipartimento della Pubblica sicurezza, dopo la cattura di Antonio Strangio, fermato a Bali il 2 febbraio scorso. Un’operazione comunicata solo oggi ma che segue di poche ore la cattura avvenuta a Saint Etienne in Francia di Edgardo Greco, latitante da 17 anni, noto come "chef della ‘ndrangheta" e condannato all’ergastolo per duplice omicidio: notizia presto rimbalzata su tutte le testate internazionali.

"Arresti che non nascono dalla buona stella – prosegue il prefetto Rizzi - ma da una strategia precisa disegnata con Interpol grazie al progetto I Can (Interpol cooperation against ‘ndrangheta). Ormai tre anni fa, insieme al Segretario Generale Jurgen Stock, ci siamo resi conto che la ‘ndrangheta era una minaccia sostanzialmente sconosciuta dalle forze di polizia di tutto il mondo, percepita quasi come un fenomeno folcloristico locale".

Rizzi, poi, spiega: "Da allora abbiamo lavorato ogni giorno - con videoconferenze in tempo di pandemia, con incontri operativi appena possibili, con corsi di formazione e il coinvolgimento di magistrati e accademici - per spiegare quanto si trattasse invece di una potente organizzazione criminale, che in modo silente infiltra e strozza l’economia, svolge un ruolo di primo piano nel narcotraffico a livello internazionale, ha abbandonato i pizzini per comunicare su piattaforme criptate e paga con criptovalute".

"Siamo partiti - sottolinea - spiegando la struttura gerarchica della ‘ndrangheta che colonizza il mondo con i suoi locali, inseriti in un’architettura criminale che continua però ad avere il suo vertice in Calabria; abbiamo incrociato le informazioni con quelle dei colleghi dei tredici Paesi aderenti ad I Can e le catture sono state la naturale conseguenza di una nuova consapevolezza globale sulla pericolosità della ‘ndrangheta".

Nella rete silenziosa ed invisibile di I Can, grazie al lavoro delle forze di polizia italiana e quelle dei Paesi aderenti al progetto, sono rimasti impigliati latitanti di primissimo piano, primo fra tutti Rocco Morabito, catturato in Brasile dal Ros dei carabinieri il 24 maggio 2021; Mario Palamara, catturato in Spagna  dal Nucleo Pef della Guardia di finanza-Gico-GOa di Genova l’11 ottobre 2022; Luciano Camporesi, catturato in Turchia l’11 novembre 2022 dalla Squadra mobile di Reggio Calabria, Sco, Dia di Roma e Centro Operativo di Palermo; Francesco Pelle catturato in Portogallo il 29 marzo 2021 dal Comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria.

"Non abbiamo un punto di arrivo - conclude il Prefetto Rizzi -, siamo consapevoli che la ‘ndrangheta si trasforma continuamente, sfruttando le opportunità di business offerte dal mercato globale e cercando di aggirare gli sbarramenti che i sistemi giuridici e l’attività di magistrati e forze di polizia frappongono all’attività criminale. La nostra sfida è quella di essere sempre un passo avanti, di cogliere per tempo i segnali, saper leggere la realtà in continua trasformazione e adeguare velocemente la nostra risposta a tutela della sicurezza".

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