Giovedì, 18 Luglio 2024
Operazione "Fata verde" / Taurianova

'Ndrangheta, smantellata una rete di coltivazione illegale di cannabis nel Reggino: 11 arresti

Le indagini del nucleo investigativo di polizia ambientale del gruppo carabinieri forestale di Reggio Calabria, sotto la direzione della Direzione distrettuale antimafia. Sequestrati circa 70 chili di marijuana già essiccata e pronta per la vendita

Un’associazione a delinquere finalizzata alla coltivazione di vaste piantagioni di cannabis sul territorio calabrese, con vendita della sostanza stupefacente sul mercato illegale. L’organizzazione, consolidata e ben strutturata, operava principalmente tra i comuni di Taurianova, San Procopio e Sant’Eufemia di Aspromonte. È quanto hanno scoperto, e smantellato, i carabinieri del nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale del gruppo carabinieri forestale di Reggio Calabria, sotto la direzione della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria.

L’operazione ha coinvolto circa 60 carabinieri forestali provenienti da Calabria e Sicilia, con i militari del comando provinciale di Reggio Calabria. Sono state eseguite tredici misure cautelari personali, di cui otto in carcere, tre agli arresti domiciliari e due divieti di dimora nel territorio calabrese.

Le indagini e le scoperte

Le indagini hanno permesso di identificare i membri dell’organizzazione, finanziatori e supervisori delle operazioni di piantagione, affiliati alle cosche di ‘ndrangheta delle province di Reggio Calabria e Catanzaro. Sono stati individuati anche altri membri dell’organizzazione, definendo le “quote parte” di ciascuno in termini di proventi derivanti dalla vendita della sostanza stupefacente.

 Operazione "Fata verde", blitz nel Reggino: le immagini

L’organizzazione includeva anche individui assoldati per compiti di vigilanza e manovalanza, spesso incensurati e disposti ad assumersi ogni responsabilità in caso di intervento delle forze di polizia. Le intercettazioni hanno rivelato che i membri dell’organizzazione erano sicuri dei canali commerciali per la distribuzione della droga, grazie alla presenza di figure garanti già inserite in un sistema consolidato di commercio illegale.

Le tecniche di elusione e le azioni di contrasto

Nonostante le periodiche azioni di contrasto delle forze dell’ordine, gli arrestati riuscivano rapidamente a riprendere le attività di produzione di droga. Simulavano la legalità delle coltivazioni di canapa con documentazioni fittizie per eludere i controlli. Durante un controllo amministrativo, uno dei titolari mostrava documenti attestanti un’azienda agricola legale, contratti di affitto e fatture per semi certificati di canapa. Tuttavia, i campionamenti effettuati dai carabinieri forestali hanno rivelato un contenuto di Thc superiore al limite legale, confermando la natura stupefacente delle piante.

Arresti e sequestri

Tra le varie attività condotte durante l’indagine, i militari del Nipaaf avevano già arrestato un individuo in flagrante mentre trasportava ingenti quantitativi di piante di canapa, oltre ad altri quattro individui sorpresi nella lavorazione della droga. Sono stati sequestrati circa 70 chili di marijuana già essiccata e pronta per la vendita. Questi elementi hanno portato all’emissione delle odierne misure cautelari da parte del gip di Reggio Calabria.

Le misure cautelari

Le ipotesi di reato contestate includono l’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravata ai sensi dell’art. 416 bis 1 C.p., e vari reati in materia di stupefacenti. Gli effetti deleteri per la salute derivanti dall’uso di tali sostanze, come l’alterazione della capacità di giudizio, sono tra i più gravi.

"Il procedimento penale - precisa il comando provinciale dei carabinieri -  è ancora nella fase delle indagini preliminari e ogni valutazione è da considerarsi allo stato degli atti, fatte salve le successive valutazioni di merito".

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