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Il lavoro investigativo / Platì

Nel bazar delle armi della criminalità un Kalashnikov costa 2500 euro

Dalle carte dell'inchiesta della guardia di finanza di Pavia emerge la disponibilità per il gruppo disarticolato di armi semiautomatiche

Per comprare un Kalashnikov bastano 2500 euro, per una pistola semiautomatica anche 500. Era questo il prezzario del bazar delle armi di cui potevano disporre i calabresi tratti in arresto dalla guardia di finanza di Pavia all’alba di lunedì e compendiata nell'ordinanza di custodia cautelare per tredici persone firmata dal gip milanese Raffaella Mascarino.

Per i magistrati milanesi che hanno coordinato le indagini delle fiamme gialle pavesi, i lavoro investigativo durato oltre due anni “ha permesso di verificare che il sodalizio avesse la disponibilità di armi semiautomatiche (pistole e fucili calibro 12) ed automatiche (fucili mitragliatori Kalashnikov), destinate a rafforzare le capacità operative necessarie a commettere le estorsioni ed il traffico di droga o anche a fronteggiare qualsiasi tipo di minaccia proveniente dall’esterno del sodalizio".

Proprio Rocco Barbaro, come si legge nelle carte dell’inchiesta, in un’ambientale del 9 dicembre 2019, si autoaccusava della detenzione di alcune pistole “...una c'è l'ho qua..!!. ... una l'ho venduta, l'altra mi hanno detto che la vogliono ... , ora ne ho due, un'altra la vendo ed una me la tengo ...” e della trattativa per l’acquisto, presso soggetti di origine calabrese ed operative a Torino “paesani di Torino”, di un blocco di armi particolarmente importanti “ne hanno una camiata ... belli belli ... qui in zona ... ‘na camiata ne hanno 14....hanno 5 fucili ... un fucile di quello con il caricatore a banana 12 colpi ... un kalashnikov...12.000 euro .. solo il fucile a 12 colpi, la mitraglietta e due kalashnikov e li vende a 2.500 l'uno.. sono 10.000 euro ti restano 5 pistole e 5 fucili”.

Di fatto, poi, almeno 5 dei “ferri” del campionario proposto, per il valore di 12.500 euro, per gli investigatori della guardia di finanza di Pavia sarebbero stati acquistati da Antonio e Rocco Barbaro, come sarebbe emerso nel conteggio registrato in una intercettazione ambientale dell’11 giugno 2020: “no non li ha tolti neanche qua i 2500 (euro)...lui a detto che porta 65 (mila euro)...che rimangono...pero dai 65 deve togliere questi dei "ferri"...I 2500 del viaggio lui non li toglie, già se togli questi rimangono invece di 65, togli 12.500 (il prezzo delle armi) ...”.

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