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Alessandro Nicolò all'uscita dalla Questura

Alessandro Nicolò all'uscita dalla Questura

Il collaboratore Seby Vecchio: "Alessandro Nicolò votato dalla cosca Serraino"

Il verbale delle dichiarazioni rese dall'ex assessore comunale a novembre dello scorso anno è stato depositato agli atti del processo "Libro nero" che vede imputato l'ex consigliere regionale

“L’ex consigliere regionale Alessandro Nicolò fu appoggiato anche dai Serraino”. Seby Vecchio, ex assessore comunale a Reggio Calabria nella giunta guidata da Giuseppe Scopelliti, sta continuando a raccontare la sua verità ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Questa dichiarazione, riferita all’ex consigliere regionale imputato nel processo “Libro nero”, è stata registrata lo scorso 13 novembre dal procuratore Giovanni Bombardieri e dai sostituti Walter Ignazio e Sara Amerio. Adesso il verbale è confluito nel procedimento in corso che vede alla sbarra Alessandro Nicolò.

Vecchio SebyRaccontando la sua vicenda politica, Seby Vecchio nel verbale del 13 novembre scorso racconta questo spaccato sull’ex punto di riferimento di Fratelli d’Italia a Reggio Calabria. “Nel 2007 – ha detto Vecchio – ero stato eletto al consiglio comunale, con l’appoggio della cosca Serraino. Fabio Giardiniere, genero di Mico Serraino, nel frattempo si era allontanato da me, a seguito delle incomprensioni e delle lamentele per il mio comportamento post-elettorale, ed appoggiò Nicolò. Giardiniere volle fare mettere un manifesto di Nicolò affisso alla porta del suo supermercato a San Sperato. Fu una cosa plateale, una manifestazione esplicita dell’appoggio della cosca al politico. So che intervennero addirittura i carabinieri, facendolo rimuovere”.

Ai magistrati il pentito ha riferito anche l’episodio in cui rappresentò al consigliere regionale l’inopportunità di aver chiamato nella sua segreteria Pasquale Repaci, suocero del boss Filippo Chirico: “Mi disse di stare tranquillo – ha detto Vecchio – e fece ‘scivolare’ il discorso. Anche Nino Caridi aveva affrontato la questione con Nicolò. Anche a lui sembrava strano che avesse chiamato giusto il Repaci nella sua segreteria, perché Caridi mi faceva notare che a Reggio era diffusa la voce che, nella scomparsa del padre di Nicolò vi fosse la mano di Filippo Chirico”.

Il riferimento era a Pietro Nicolò, padre dell’ex consigliere regionale, scomparso nel 2004 per “lupara bianca”. A detta del collaboratore di giustizia Seby Vecchio: “Sandro Nicolò ricordava spesso la figura del padre commuovendosi e non parlava volentieri della sua vicenda. Io non so perché Nicolò avesse inserito Repaci nella sua segreteria. Certo della cosa si parlava nel nostro ambiente; tanto che qualcuno pensava che la chiamata di Repaci nella segreteria fosse stata chiesta, o in qualche modo imposta, dalla cosca Libri e fosse funzionale ad allontanare i sospetti su Filippo Chirico”.

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