Aggressione ai patrimoni / Gioia Tauro

'Ndrangheta, maxi confisca di beni per 11,5 milioni a imprenditore reggino

Il provvedimento è stato eseguito dai finanzieri del comando provinciale di Reggio Calabria. Rocco Delfino, è ritenuto dagli inquirenti "capo, promotore ed organizzatore della cosca Piromalli"

Maxi confisca di beni per un valore complessivo di circa 11,5 milioni a Rocco Delfino, imprenditore gioiese, che opera nel settore della raccolta e gestione di rifiuti. Il provvedimento, emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale, è stato eseguito dai finanzieri del comando provinciale di Reggio Calabria, agli ordini del generale Maurizio Cintura, con il coordinamento della procura, Direzione distrettuale antimafia, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri.

La figura dell'imprenditore era emersa, tra le altre, nell’operazione "Malapigna", condotta dai carabinieri del Nipaaf di Reggio Calabria, nel cui ambito, allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità, è stato ritenuto dagli inqirenti "capo, promotore e organizzatore della cosca Piromalli", della quale sarebbe divenuto, nel corso del tempo, "il finanziatore e il braccio economico imprenditoriale".

Le indagini

Come emerso dall’attività investigativa, spiega la finanza: "L'imprenditore sarebbe stabilmente inserito nel sodalizio quanto meno a partire dagli anni ’90, dapprima quale mero partecipe per poi assumere un ruolo verticistico e la funzione di imprenditore mafioso, operante, in particolare, nel settore dello smaltimento dei rifiuti ferrosi e metallici ed in grado, proprio in virtù della caratura criminale elevata, di intrattenere rapporti illeciti con esponenti di altre consorterie mafiose. In quanto braccio economico-imprenditoriale della cosca", inoltre, l'uomo avrebbe messo "a disposizione le proprie imprese per consentire alla 'ndrangheta di riciclare proventi illeciti". 

In relazione agli esiti delle attività, la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha delegato il Gruppo investigazione criminalità organizzata (Gico) del Nucleo di polizia economico finanziaria reggino a svolgere un'apposita indagine a carattere economico-patrimoniale finalizzata all’applicazione, nei confronti dell'imprenditore, di una misura di prevenzione patrimoniale.

L’attività, anche valorizzando le risultanze delle pregresse indagini, attraverso una complessa e articolata verifica e riscontro documentale, ha consentito ai finanzieri di ricostruire le acquisizioni patrimoniali, dirette e/o indirette, effettuate dall’imprenditore nel corso di un ventennio e di individuare il patrimonio direttamente e indirettamente nella disponibilità del medesimo, il cui valore sarebbe risultato decisamente sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata ovvero il frutto o il reimpiego di attività illecite.

I beni confiscati

La sezione misure di prevenzione del tribunale di Reggio Calabria nel mese di febbraio 2022, alla luce delle indagini, ha disposto il sequestro del patrimonio riferibile a Rocco delfino e, successivamente, riconoscendo la validità dell’impianto indiziario, basato sulle dettagliate indagini economico-patrimoniali e sui riscontri documentali eseguiti dai finanzieri del Gico del Nucleo Pef di Reggio Calabria anche in fase di contraddittorio con la difesa, ha disposto - allo stato del procedimento ed impregiudicata ogni diversa successiva valutazione nel merito - la confisca di tutto il patrimonio già in sequestro costituito dall’intero compendio aziendale di tre società e una ditta individuale operanti nei settori dello smaltimento di rifiuti metallici e delle costruzioni, comprensivi di 37 tra autoveicoli e automezzi e delle quote di proprietà di tre terreni ubicati in provincia di Reggio Calabria, quattro fabbricati ubicati in provincia di Regio Calabria, 27 orologi di lusso, svariate tipologie di gioielli ed oggetti preziosi, circa 75 mila euro in contanti, nonché tutti i rapporti bancari/finanziari/assicurativi e relative disponibilità, per un valore complessivo stimato in circa 11,5 milioni di euro.

Con lo stesso provvedimento, inoltre, l'autorità giudiziaria ha sottoposto Delfino alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per quattro anni, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza o di dimora abituale.

"L’attività di servizio testimonia ancora una volta - spiegano i finanzieri - l’elevata attenzione mantenuta dalla Guardia di finanza di Reggio Calabria che - nel solco delle puntuali indicazioni dell’autorità giudiziaria reggina - continua a essere rivolta all’individuazione e alla conseguente aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie illecitamente accumulati dalle consorterie criminali di stampo mafioso, allo scopo di arginare l’inquinamento del mercato e favorire la libera concorrenza, con l’intento di ripristinare adeguati livelli di legalità e tutelare la sana imprenditoria assicurando la trasparenza e la sicurezza pubblica".

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