Blitz contro le 'ndrine Muià, Figliomeni e Commisso: 16 arresti nella "Canada connection"

All'alba il secondo filone dell'inchiesta coordinata dalla Dda reggina. dopo i 12 fermi di luglio scorso, adesso sono 28 in tutto le ordinanze di custodia cautelare

Uno dei fermati Francesco Filippone all'uscita della Questura

Dopo il blitz di luglio scorso che aveva colpito la ramificazione   della ‘ndrangheta calabrese in Canada, oggi per l'operazione "Canadian
'ndrangheta connection" scatta il secondo filone d'inchiesta e le ordinanze cautelari diventano 28 (23 persone in carcere e 5 agli arresti domiciliari). 

L'indagine condotta dal Servizio Centrale Operativo della polizia e della squadra Mobile reggina, diretta dalla Direzione distrettuale antimafia, dal procuratore Giovanni Bombardieri, con il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo e dei sostituti procuratori Giovanni Calamita e Simona Ferraiuolo, ha portato all'arresto di elementi di vertice, affiliati e prestanomi delle ‘ndrine Muià e Figliomeni e della potente cosca Commisso di Siderno, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa transnazionale ed armata,porto e detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, esercizio abusivo del credito, usura e favoreggiamento personale, commessi con l’aggravante del ricorso al metodo mafioso, al fine di agevolare la ‘ndrangheta.

L'operazione Canadian 'Ndrangheta Connection

Gli arrestati.

In particolare, 14 misure cautelari in carcere sono state emesse nei confronti dei seguenti soggetti - già sottoposti a fermo di indiziato di delitto nell’ambito dell’Operazione “Canadian ‘ndrangheta connection” - in quanto ritenuti responsabili dei delitti indicati accanto a ciascuno di essi:

Michelangelo Archinà, nato a Toronto (Canada) il 6 ottobre 1976di anni (custodia cautelare in carcere per detenzione e porto in luogo
pubblico di armi  comuni di sparo, con l’aggravante di aver agevolato l’associazione mafiosa denominata  ‘ndrangheta);
Domenico Cerisano, nato a Siderno il 14 dicembre 1967  (custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa, in qualità di partecipe
alla ‘ndrina Figliomeni di contrada Donisi di Siderno);
Francesco Filippone, nato a Siderno (RC) il 22 marzo 1981 (custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa, in qualità di partecipe alla  ‘ndrangheta di Siderno);
Cosimo Futia, detto “Shuster”, nato a Siderno il 13 agosto 1977 (custodia cautelare in carcere per detenzione di armi (mitra) anche da guerra  (bombe a mano), con l’aggravante di aver agevolato la ‘ndrangheta);
Giuseppe Gregoraci, detto “Pino”, nato a Siderno il 24 marzo 1968 (custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa, in qualità di partecipe  alla ‘ndrina Figliomeni di contrada Donisi di Siderno ed esercizio abusivo del credito, con l’aggravante di aver agevolato la
‘ndrangheta);
Giuseppe Macrì, nato a Siderno il 2 agosto 1954 (custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa, in qualità di partecipe alla locale di  ‘ndrangheta di Siderno);
Armando Muià, nato a Siderno il 19 settembre 1956 (custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa, in qualità di partecipe alla ‘ndrina Muià);
Giuseppe Muià, nato a Siderno il 9 gennaio 1944 (custodia cautelare in carcere, per associazione mafiosa in qualità di capo, promotore ed organizzatore della ‘ndrina Muià);
Vincenzo Muià, nato a Siderno il 14 agosto 1972 (custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa, in qualità di partecipe della ‘ndrina Muià);
Vincenzo Muià, nato a Siderno il 10 dicembre 1968 (custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa, in qualità di partecipe della ‘ndrina Muià);
Vincenzo Muià, detto “il fontaniere”, nato a Siderno il 4 ottobre 1969 (custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa, in qualità di partecipe alla ‘ndrina Muià);
Vincenzo Muià, nato a Siderno il 6 novembre 1969 (custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa, con il ruolo di capo, organizzatore e promotore dell’omonima ‘ndrina di contrada Ferraro; intestazione fittizia di beni, detenzione e porto in luogo pubblico di armi comuni da sparo, usura e favoreggiamento personale, con aggravante di aver agevolato la ‘ndrangheta);
Santo Rumbo, nato a Siderno il 7 ottobre 1989 (custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa, con dote elevata nell’ambito della ‘ndrangheta di Siderno);
Michele Carabetta, nato a Siderno il 28 novembre 1957, residente in Canada (custodia cautelare in carcere, per associazione mafiosa, in qualità di partecipe della locale di ‘ndrangheta di Siderno e della sua proiezione in Canada nella “Greater Toronto Area”);

Altre 14 misure cautelari (di cui 9 in carcere e 5 agli arresti domiciliari) sono state disposte, nei confronti di :

Francesco Commisso, alias “u scelto”, nato a Siderno il 3 ottobre 1956, residente in Canada (custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa, in qualità di capo ed organizzatore della locale di ‘ndrangheta di Siderno e della sua proiezione in Canada nella “Greater Toronto Area”;
Rocco Remo Commisso, nato a Siderno il 29 giugno 1946, residente in Canada (custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa, in qualità di capo ed organizzatore della locale di ‘ndrangheta di Siderno e della sua proiezione in Canada nella “Greater Toronto Area”;
Giuseppe De Maria, detto “Joe”, nato in Canada il 2 giugno 1963, residente in Canada (custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa, in qualità di partecipe della locale di ‘ndrangheta di Siderno e della sua proiezione in Canada nella “Greater Toronto Area”);
Angelo Figliomeni, detto “Angelino”, nato a Siderno il 30 settembre 1962, domiciliato in Canada (custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa, in qualità di capo, organizzatore e promotore della locale di ‘ndrangheta di Siderno e della sua proiezione in Canada nella “Greater Toronto Area”);
Antonio Figliomeni, detto “’Ntoni e fredu”, nato a Siderno il 25 ottobre 1961, residente in Canada (custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa, in qualità di capo, organizzatore e promotore della locale di ‘ndrangheta di Siderno e della sua proiezione in Canada nella “Greater Toronto Area”);

Cosimo Figliomeni, detto “Cosimino”, nato a Siderno il 6 febbraio 1965, domiciliato in Canada (custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa, in qualità di capo, organizzatore e promotore della locale di ‘ndrangheta di Siderno e della sua proiezione in Canada nella “Greater Toronto Area”, esercizio abusivo del credito, con l’aggravante di aver agevolato la ‘ndrangheta);
Bruno Filippone, nato a Siderno l’8 luglio 1983, già detenuto per altra causa (custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa, in qualità di partecipe dell’organizzazione di ‘ndrangheta operante in Siderno);
Antonio Galea, nato a Siderno il 31 luglio 1962, già detenuto per altra causa (custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa, in qualità di organizzatore e dirigente della locale di ndrangheta di Siderno, con il ruolo di mastro di giornata);
Luigi Vescio, nato in Canada l’8 luglio 1971, residente in Canada, (custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa, in qualità di partecipe della locale di ‘ndrangheta di Siderno e della sua proiezione in Canada nella “Greater Toronto Area”);
Marilena Gravina, nata a Melito di Porto Salvo il 25 dicembre 1972 (custodia cautelare degli arresti domiciliari per favoreggiamento personale aggravato dalla circostanza di aver agevolato la ‘ndrangheta);
Emanuela Figliomeni, nata a Locri il 7 novembre 1980 (custodia cautelare degli arresti domiciliari per intestazione fittizia di beni aggravata dalla circostanza di aver agevolato la ‘ndrangheta);
Teresa Figliomeni, nata a Locri (RC) il 24 settembre 1975 (custodia cautelare degli arresti domiciliari per intestazione fittizia di beni aggravata dalla circostanza di aver agevolato la ‘ndrangheta);
Pietro Ieraci, nato a Locri il 10 luglio 1976 (custodia cautelare degli arresti domiciliari per intestazione fittizia di beni aggravata dalla circostanza di aver agevolato la ‘ndrangheta);
Antonio Mamone, nato a Messina il 3 dicembre 1977, residente a Marina di Gioiosa Ionica (custodia cautelare degli arresti domiciliari per
intestazione fittizia di beni aggravata dalla circostanza di aver agevolato la ‘ndrangheta).

Le immagini delle perquisizioni e degli arresti


L'ordinanza convalida pienamente l’impianto accusatorio

Otto dei soggetti destinatari della misura cautelare in carcere si trovano in Canada. Santo Rumbo è stato localizzato in Lussemburgo ed è stato catturato dall’Enfast Team della polizia lussemburghese in collaborazione con l’omologo organismo dello Scip italiano (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia), in esecuzione di un Mae (Mandato di Arresto Europeo) emesso dalla competente Autorità Giudiziaria di Reggio Calabria.


La nascita delle indagini

Le indagini hanno avuto origine dall’omicidio di Carmelo Muià detto “Mino”, assassinato a Siderno a colpi d’arma da fuoco il 18 gennaio 2018. L'uomo era ritenuto il luogotenente del boss Giuseppe Commisso, alias il Mastro ed era collocato al vertice dell’omonima ‘ndrina di contrada Ferraro di Siderno. Dopo l’omicidio, al fine di comprendere le causali che lo avevano determinato, il fratello dell’ucciso, Vincenzo Muià, avrebbre effettuato una serie di   confronti serrati con soggetti vicini agli ambienti della ‘ndrangheta, maturando il convincimento che l’agguato fosse da ricondurre ad una grave azione di rivalsa messa in atto dal rivale Vincenzo Salerno, appartenente all’omonima
famiglia che, in passato, spinta da ambizioni autonomistiche, si era scissa dalla cosca madre dei Commisso. Prospettiva che considerava concreta, richiamando in alcune conversazioni intercettate le ragioni di un aspro conflitto armato, a cui i Muià stessi avrebbero preso parte, durante il quale furono uccisi anche Salvatore Salerno e Agostino, fratelli di Vincenzo.

Il summit 

Nel corso di un summit tenutosi a Siderno nella primavera del 2018   Vincenzo Muià avrebbe chiamato a raccolta un nutrito manipolo di fedelissimi, ai cui affidare l’esecuzione di un piano volto ad arginare eventuali mire violente contro la propria famiglia. Nel contempo, assunto ormai il comando della ‘ndrina di contrada Ferraro, anche attraverso la direzione delle attività commerciali fittiziamente gestite dal  fratello, il boss avrebbe avviato un deciso riarmo del gruppo, sollecitando i titolari di una rivendita arifornirlo di munizioni e provando alcune micidiali armi da guerra.

In questo contesto, nello scorso mese di aprile, Vincenzo Muià animato dalla volontà di conoscere le reali motivazioni che avevano portato all’omicidio del fratello e il sodale Giuseppe Gregoraci si recavano a Toronto, dove incontravano i fratelli Cosimo e Angelo Figliomeni, detti “i briganti”, entrambi latitanti in Canada in relazione all’operazione della Dda reggina “Acero-Krupi- Connection”.

Gli accertamenti ed approfondimenti investigativi svolti durante la permanenza in Canada dei due fermati hanno consentito di verificare una serie di contatti con i fratelli Figliomeni, finalizzati ad ottenere una risposta certa sulle ragioni e le responsabilità dell’omicidio di Muià Carmelo, che costoro gli avrebbero effettivamente dato, con una serie però di indicazioni insufficienti per attribuire la piena
responsabilità del delitto.

La 'ndrangheta sidernese in Canada

Da quanto emerso è stato possibile tracciare l’operatività di strutture a carattere intermedio con funzioni di coordinamento e supervisione, quali la “commissione” o “camera di controllo” di Toronto, istituita ed operante nell’ambito del Crimine di Siderno, come articolazione intermedia di ‘ndrangheta distaccata dal mandamento ionico reggino nella macro area ruotante attorno alla Regione dell’Ontario in Canada, ma legata, in una sorta di “blockchain criminale”, alla provincia di Reggio Calabria. Nel corso dell’inchiesta, si è avuto modo di cogliere come la ‘ndrangheta sidernese, che da moltissimi anni è insediata in Canada, ha bisogno di ricorrere a strutture di comando sovranazionale al fine di governare al meglio assetti complessi in ambiti territoriali molto distanti dalla casa madre.

"Dalle intercettazioni - spiegano dalla Questura - è stato, poi, possibile ricostruire la composizione del “crimine di Siderno”, da intendersi quale massima espressione della ‘ndrangheta operante in Canada, a cui è riservata una competenza che in alcuni casi, come quello in esame, può estendersi al verificarsi di fatti riconducibili alle realtà locali della Locride, a cui attualmente sembrano partecipare anche Francesco Commisso, alias “u scelto”, latitante in Canada in relazione alle operazioni “La falsa politica” e “Acero Krupy Connection;
Cosimo Figliomeni, Rocco Remo Commisso e un soggetto di nome Filippo, non meglio identificato".

Le attività di indagine, di grandissimo rilievo, allargano dunque l’orizzonte delle attuali conoscenze sull’articolata struttura della ‘ndrangheta anche in ambito sovranazionale e permettono così di accertare, per la prima volta, che l’articolazione operante in Canada, riferibile al locale di Siderno, è attualmente governata da un organismo (“il Crimine di Siderno”) composto da una pluralità di soggetti che, allo scopo di preservare la sua operatività rispetto alle problematiche connesse alla notoria pressione investigativa operata nei confronti della ‘ndrangheta in territorio italiano, è abilitato a riunirsi ed assumere decisioni anche in territorio estero. L’organismo decisionale in territorio estero è direttamente conducibile alla struttura territoriale di Siderno (la Società di Siderno) e, tramite questa, alle strutture di vertice che governano gli ampi assetti organizzativi, in Italia ed all’estero, dell’intera ‘ndrangheta.

L’operazione “Canadian ‘ndrangheta connection 2” rappresenta un ulteriore ed importantissimo tassello nell’azione di contrasto al crimine organizzato di matrice calabrese che, ormai da diverso tempo, ha posto le sue radici in vari Stati ed in particolare nella ricca Regione dell’Ontario.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Attimi di panico sul volo Roma-Tel Aviv, medico reggino salva la vita a una donna

  • Nuovo lutto al comando dei vigili del fuoco di Reggio, è morto il coordinatore Latella

  • Mercatini di Natale: il Comune prova a mettere una 'pezza', il Comitato risponde 'picche'

  • Finti incidenti e truffe seriali alle assicurazioni: due avvocati a capo dell'organizzazione

  • "Oggi e sempre Viva Maria": da 58 anni grida con i fratelli di stanga il suo amore alla Patrona

  • L'albero dell'Ail davanti alla Pinacoteca: posizionato dai vigili del fuoco

Torna su
ReggioToday è in caricamento