Le pressioni della 'ndrangheta sull'economia, in città 75% commercianti paga il pizzo

Lo studio realizzato da Klaus Davi e da Ethos, attraverso delle interviste dirette ai rappresentanti delle categorie commerciali, punta a fare luce sulla reale incidenza del fenomeno estorsivo nella città

Rilevato il peso della 'ndrangheta sul commercio

Il 75% dei commercianti reggini è vittima, anche velatamente, di richieste estorsive da parte della ndrangheta. E' quanto emerso in uno studio elaborato dal giornalista e massmediologo Klaus Davi. Si tratta di un primo spaccato sociale che fa luce sulla reale incidenza del fenomeno estorsivo nella città. La base di partenza dello studio, nato su richiesta dei commercianti conosciuti da Davi in questi anni di presenza in città, si basa su 50 interviste a titolari di vari settori merceologici: alimentari, moda, arredamento, bar, editoria/stampa, ristoranti, pizzerie, altro. Secondo lo studio supportato dall'associazione Ethos di Giuseppe Musarella, il 10% non ha ricevuto richieste estorsive, mentre il 15% non ha voluto rispondere.

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Le richieste estorsive hanno riguardato: 32% prodotti gratis, 18% servizi gratuiti, 18% imposizioni di forniture, 15% denaro, 12% assunzioni, 5% altro. La tipologia base dell'estortore a Reggio Calabria fa riferimento a giovani figli di boss o famiglie mafiose (34%), il 22% e' rappresentato da noti affiliati di rango minore, 14% altri commercianti, 12% affiliati di alto rango, 11% sconosciuti che rivendicano appartenenza mafiosa, 5% donne, 2% persone dello Stato. Secondo i commercianti reggini le emergenze che colpiscono il settore il 26% sono legate alle estorsioni, il 26% crisi economica, il 23% il decoro urbano, 18% mancanza di servizi minimi, 7% illuminazione. Sul perche' non si denunciano le estorsioni la base degli intervistati ha risposto: 33% conseguenze per la mia famiglia, 24% paura, 19% lo Stato non tutela chi denuncia, 14% manca una legge incentivo, 10% troppo rischioso.

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