Cronaca Ravagnese

Ecco la strategia criminale per entrare in possesso di un tabacchino

L'operazione "La fabbrica dei cornetti" ha messo in luce l'azione di Antonio Morabito e Riccardo D'Anna, durante il blitz sequestrate due aziende per un valore di 2 milioni di euro

L'incendio del tabacchino

Prima una serie di messaggi diretti e, davanti alla resistenza dell’imprenditore preso di mira, quello non più equivocabile delle fiamme. Così avrebbero operato Antonio Morativo e Riccardo D’Anna, i due soggetti finiti in manette all’alba di oggi nell’ambito dell’operazione denominata “La fabbrica dei cornetti”, per entrare in possesso di un tabacchino a Reggio Calabria. I due giovani sono stati arrestati questa mattina, a Reggio Calabria, dai Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, guidati dal colonnello Marco Guerrini, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica – Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri.

I militari, appunto, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip reggino nei confronti di Antonio Morabito, reggino di 41 anni e Riccardo D’Anna, siracusano di 28 anni. Nello specifico, il primo è stato ritenuto responsabile di associazione di tipo mafioso ed entrambi di tentata estorsione, danneggiamento mediante incendio, detenzione e porto in luogo pubblico di arma da sparo in concorso ed aggravati dall’agevolazione mafiosa .

L’attività d’indagine, diretta dai sostituti procuratori Walter Ignazitto e Nicola De Caria ha consentito al Nucleo Investigativo cittadino di mettere in luce non soltanto le azioni illecite cui gli indagati sono dediti ma anche il ruolo centrale ricoperto da Antonio Morabito nella ‘ndrangheta dell’area meridionale di Reggio Calabria. Quanto acquisito nel corso delle indagini, oltre a fornire una plastica dimostrazione del pieno inserimento degli indagati nelle dinamiche mafiose locali, costituisce importante elemento di riscontro alle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia.

Le risultanze investigative hanno permesso di documentare come Antonio Morabito, con l’ausilio di Riccardo D’Anna, aveva inizialmente tentato di estorcere – attraverso l’invio di messaggi diretti al proprietario di un tabaccaio di Ravagnese - il consenso alla cessione della sua attività, e di fronte alle resistenze di quest’ultimo, aveva poi dato mandato a Riccardo D’Anna affinché venisse appiccato il fuoco alla saracinesca dell’esercizio commerciale. E’ stato inoltre accertato come Antonio Morabito, in ragione del suo stabile inserimento all’interno della ‘ndrangheta, fosse perfettamente in grado di procurarsi clandestinamente armi da sparo tanto da mettere a disposizione una di queste ad un soggetto non identificato mediante la collaborazione del sodale Riccardo D’Anna.

L’ indagine nel suo complesso ha consentito di porre sotto sequestro 2 imprese operanti nel settore della produzione e vendita di prodotti dolciari e della panificazione site a Reggio Calabria per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro.

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